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«Germania, che mondo. Qui divento campione»

«Germania, che mondo. Qui divento campione»
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© Foto REUTERS
 
Barzagli: «Questo Wolfsburg mi fa passare la nostalgia»
TORINO, 25 marzo - Andrea Barzagli, già capitano del Palermo, campione del Mondo in Nazionale, l’Europeo 2008 chiuso con un infor­tunio, l’avventura in Germania. Da dove cominciamo? «Partiamo dalla fine. Sì, ho avuto le mie soddisfazioni in Italia. Però devo ammettere che sto vivendo un’esperienza bellissima. Nuova lingua, nuova cultura, nuovi costumi, nuovo tutto». Già, la lingua... «Mamma, quant’è difficile imparare il tedesco! Con l’inglese me la cavo molto meglio. Per ora inizio a imparare qualcosina, ma con i compagni ci intendiamo lo stesso». Felix Magath si fida molto di lei: in difesa è un punto fermo. «Vero, gioco quasi sempre titolare. E poi, finché i risultati ci dan­no ragione, va benissimo». Rispetto agli altri “italiani di Germania” (Zaccardo, Toni e Oddo), lei è il più continuo. «Oddio, il mio compagno Zaccardo fornisce sempre buone pre­stazioni quando gioca. E poi al Bayern sia Toni che Oddo non si stanno comportando male, tutt’altro».

L'OCCASIONE - Peraltro li ritroverà il 4 aprile dopo la sosta: Wolfsburg­Bayern, sfida tra seconde a un punto dall’Hertha Berlino. «È una grande occasione per noi. Si affronteranno due squadre completamente diverse: noi siamo pieni di giovani, l’età media non va oltre i 25 anni, mentre loro possono contare sulla qua­lità dei giocatori e sull’esperienza di un club abituato ai vertici. Il Bayern è favorito, però noi ci proveremo. Del resto, il nostro punto di forza è il gioco d’attacco. L’abbiamo dimostrato anche col Milan in questa coppa Uefa». Col brasiliano Grafite, capocannoniere con 18 gol, è tutto più semplice. Le sirene francesi e spagnole si fanno sentire... «Quant’è forte, sta facendo benissimo. È un concentrato di mo­vimento, potenza e tecnica Viaggia a una media gol incredibile, ma non c’è solo lui. Occhio ai due bosniaci Misimovic e Dzeko...». Li mettiamo tra i consigli per gli acquisti? «Certo, anche se i club italiani si sono già mossi. A parte Diego, so che parecchie società seguono Ivan Rakitic dello Schalke 04. Ce ne sono di campioni, in Germania. Non è vero che qui si gio­ca male, anzi. Si attacca in massa a caccia del risultato».

Leggi il resto dell'intervista sull'edizione di Tuttosport oggi in edicola Antonino Milone
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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