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L'annuncio di Ronaldo: «Resto a Manchester»

L'annuncio di Ronaldo: «Resto a Manchester»
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© Foto Liverani
 
Ferguson esulta: «Sapevo che sarebbe finita così. I tifosi lo perdonino»
MANCHESTER, 7 agosto  - Ha vinto il "sir" di granito. Alex Ferguson ha detto che Cristiano Ronaldo non si sarebbe mosso da Manchester. E così sarà. Una parola e un punto. S'è arreso tutto il sistema: gli euro, le sterline, il Real Madrid, mamma Ronaldo, Sepp Blatter. Con la caviglia convalescente, Ronaldo tornerà in Inghilterra. Ha ceduto, con un comunicato apparso sul sito ufficiale dei Red Devils poco dopo l'amichevole-passerella con la Juve: «Confermo che la prossima stagione giocherò ancora nel Manchester United . Giocherò con tutto il mio cuore e la mia anima, lotterò e vestirò con onore la maglia come ho sempre fatto in questi anni. Ferguson ha ascoltato le mie ragioni. Io ho sentito le sue, restare qui è la soluzione migliore per me. Sapevo che il Real Madrid voleva ingaggiarmi e che avevano fatto un'offerta notevole al Manchester. Per un po' ho desiderato che il Manchester desse il via libera alla mia cessione. Se dicessi il contrario, mentirei agli altri e alla mia coscienza». Telenovela finita alla faccia dei soldi, con una mezza sconfitta: quanta fatica costerà questo tira e molla a Ronaldo? Il quasi-traditore. «Ferguson ha ascoltato i miei argomenti, io ho ascoltato i suoi - si difende Ronaldo - e di fatto abbiamo convenuto che il meglio per tutte e due le parti era che rimanessi a Manchester». Il fuoriclasse lusitano ha poi ammesso che la responsabilità per tutte le polemiche che hanno accompagnato il caso di mercato più caldo dell'estate sono principalmente sue. Scagionati i dirigenti del Real: «Loro non hanno colpe - ha proseguito Ronaldo -. Sono stato io a manifestare pubblicamente la mia volontà di andare a Madrid». Il vincitore in questa vicenda è uno con una sola parola e la testa più dura di tutti. «I tifosi - dice Ferguson - devono capirlo. È sempre molto difficile quando un ragazzo viene tentato da tutti quei soldi. Ronaldo è un ragazzo di Madeira, suo padre è morto giovane e lui si prende cura della madre, della sorella e del fratello, quindi posso capire le sue indecisioni. Abbiamo sempre saputo che sarebbe finita così. Cristiano è felice qui, lo è sempre stato. Non ha mai avuto da lamentarsi con la società e personalmente ho un grande rapporto con lui. Penso che il caso adesso sia definitivamente chiuso: Ronaldo è un giocatore del Manchester e questa è la cosa più importante».

A MADRID NEL 2009
- Secondo il quotidiano spagnolo “Marca”, comunque, la vittoria di Ferguson avrebbe un prezzo: il trasferimento di Ronaldo al Real sarebbe solo stato ritardato di un anno. Il portoghese avrebbe accettato di rimanere in Inghilterra solo a patto che lo United lo lasci andare nella capitale iberica nel 2009. «Adesso no, ma il 1° luglio 2009 Ronaldo sarà a Madrid» titola il quotidiano madrileno.

MERCATO CHIUSO
- Con la conferma di Ronaldo si chiude virtualmente il mercato del Manchester United, che potrebbe rinunciare anche all'acquisto di Dimitar Berbatov. È stato lo stesso Ferguson ad ammettere che l'estate con ogni probabilità si concluderà senza l'arrivo di nuovi campioni all'Old Trafford. «Potremmo cominciare la prossima stagione in larga parte con la stessa rossa dell'ultimo anno - le parole di Ferguson -. Non abbiamo comprato quei campioni che tutti si aspettavano, stiamo ancora cercando ma non è facile. Comunque noi non abbiamo fretta, perché abbiamo il giusto mix di giovani e giocatori di esperienza grazie a quanto fatto nelle precedenti campagne acquisti. "Abbiamo arricchito la rosa con il rientro di giovani in prestito che possono fare bene. D'altronde questa squadra è reduce da una stagione piuttosto positiva, ci sono tutti gli elementi per ripetersi». Lo United esordirà in Premiership il 17 agosto contro il Newcastle.

DELUSIONE - Per un Ferguson felice, c'è un altro allenatore che non ha preso bene la notizia della permanenza in Inghilterra di Cristiano Ronaldo. Si tratta, ovviamente, del tecnico del Real Madrid Bernd Schuster. «Peccato che Cristiano Ronaldo abbia deciso di restare al Manchester United - dice il coach tedesco da Bogotà, dove il Real è impegnato per una amichevole -. Rispettiamo la sua decisione, è libero di fare quello che vuole. È un peccato che non possa venire, con noi sarebbe diventato ancora più forte».
 
 
 
 
 

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