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Bin Zayed, ecco lo sceicco del Manchester City

Bin Zayed, ecco lo sceicco del Manchester City
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© Foto REUTERS
 
Non solo petrodollari, è anche azionista della Ferrari
ROMA, 16 gennaio - Un solo vizio, il calcio, fra tante 'virtu" a dodici zeri. La sua famiglia dispone infatti di un patrimonio da favola, e si parla di miliardi di euro, non di milioni: c'è chi dice quasi 3 mila, chi invece garantisce ne possegga molti di più. Eppure, Mansour Bin Zayed Al Nabyan, 38 anni, sceicco di Abu Dhabi e pretendente alla 'manò di Kakà, secondo di cinque fratelli che hanno ereditato l'impero dal padre Zayed Bin Sultan (morto cinque anni fa), sposato dal 2005 con Monal (figlia dello sceicco del Dubai, Mohammed Bin Rashid), da quando è diventato padre-padrone del Manchester City, non ha ancora potuto vincere nulla. E forse è solo questione di tempo. Su di lui, e intorno, solo voci, e un'etichetta: quella di presidente generoso, che tutti vorrebbero avere. Uno destinato a vincere, insomma. Vive una vita tutto sommato morigerata, divisa fra Abu Dhabi e il Regno Unito, il Grande sceicco. Discreta.

GLI OBIETTIVI - Tanto calcio, molta finanza (la famiglia di Abu Dhabi è diventata azionista di maggioranza della Barclays, la seconda banca britannica) e anche un po' di politica, almeno da quando ricopre la carica di ministro per gli Affari presidenziali della Confederazione degli Emirati Arabi. Al confronto è nulla il 5 per cento delle azioni Ferrari, acquisite nel 2005 da Mediobanca per 114 milioni di euro. Non disdegna le lunghe corse a cavallo e la caccia al falco. Il primo settembre dell'anno scorso ha acquistato il Manchester City, tramite l'Abu Dhabi United Group for Development & Investment, togliendolo dalle mani di Thaksin Shinawatra, ex primo ministro thailandese. La trattativa per il passaggio di mano del club dei Citizen è durata circa tre settimane, poi lo sceicco ha potuto coronare un suo sogno ed entrare così in competizione con Roman Abramovich, il magnate russo proprietario del Chelsea. Già ai tempi dell'acquisizione del pacchetto azionario del City, l'amministratore delegato della Abug, Sulaiman Al-Fahim, era stato chiaro: «Il nostro obiettivo è semplice, vogliamo portare la squadra ai vertici della Premier, cominciando da un immediato piazzamento fra le prime quattro». Il primo sgarbo ad Abramovich risale all'agosto scorso, quando gli soffiò Robinho per la cifra di 42 milioni di euro. L'offerta del Chelsea al Real Madrid si era fermata a 30 milioni. Fu il primo acquisto di grido, che sembra destinato ad avere un seguito.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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