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Aston Villa, il 18enne Baker si improvvisa bagarino: sospeso

Aston Villa, il 18enne Baker si improvvisa bagarino: sospeso
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© Foto REUTERS
 
Il difensore ha messo su Facebook i biglietti per la finale di Carling Cup
BIRMINGHAM, 4 febbraio - A volte viene da chiedersi che cosa passi per la testa dei calciatori. Nel peggiore dei casi guadagnano migliaia di euro (ma quasi sempre sono milioni), eppure sono capaci di rovinarsi la carriera per un pugno di monetine (rispetto a quello che prendono di stipendio). A volte scommettono, altre, come nel caso del giocatore dell’Aston Villa Nathan Baker, si improvvisano bagarini. A sua discolpa, va detto che si tratta di un giovane che non è ancora entrato in prima squadra e quindi, rispetto ai “grandi”, non prende ancora cifre esagerate. La stupidità della sua condotta, comunque, rimane.

Baker, nazionale Under 19 inglese, è stato anche poco furbo, visto che si è messo a vendere su Facebook i biglietti che la società gli aveva messo a disposizione per la finale di Carling Cup. Prezzo: 200 sterline ciascuno (circa 220 euro). La punizione dell’Aston Villa non si è fatta attendere: al 18enne difensore, il cui cartellino appartiene al Lincoln City ed è in prestito al club di Birmingham, è stato vietato di assistere alla finale contro il Manchester United in programma il prossimo 28 febbraio a Wembley.

«Il club è rattristato dalla stupidità dimostrata da Nathan - ha detto un portavoce dei Villans -. Tutti i giocatori erano stati avvertiti che i biglietti erano disponibili solo per il loro uso personale e, dopo questo incidente, l’avvertimento è stato ripetuto. Non va dimenticato, tuttavia, che Nathan ha solo 18 anni e ha ancora tanto da imparare. La sua condotta è stata ingenua e ora lui è molto imbarazzato e dispiaciuto per avere deluso se stesso, la società e i tifosi dell’Aston Villa».

«Voglio scusarmi senza riserve con i tifosi per il mio atto - ha scritto in una nota Baker -. Sono felice di essere un giocatore dell’Aston Villa e spero un giorno di giocare in prima squadra, ma sono consapevole del fatto che quello che faccio fuori dal campo è importante tanto quanto quello che faccio in campo. Sono stato informato che non riceverò più alcun biglietto per la finale di Carling Cup e, anche se mi dispiace di non poter tifare per l’Aston Villa a Wembley, capisco e condivido che, vista la mia condotta, sarebbe inopportuno per me avere questi biglietti».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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