Clamoroso in Inghilterra: Fabio Capello si è dimesso
Il ct della Nazionale lascia l'incarico dopo le polemiche sulle sue parole a proposito del caso Terry
© Action Images/Matthew ChildsFEDERAZIONE INGLESE, E' LA DECISIONE GIUSTA - "La decisione giusta". La notizia delle dimissioni di Fabio Capello è stata confermata dalla Federcalcio inglese che ha diffuso una nota sul suo sito internet. "La Football Association conferma che Fabio Capello oggi si è dimesso da commissario tecnico dell'Inghilterra. La decisione è maturata dopo un incontro tra Fabio Capello, il presidente della Fa David Bernstein e il segretario generale Alex Horne allo stadio di Wembley". "Le discussioni - aggiunge la Federcalcio inglese - si sono concentrate sulla decisione consiglio della Fa di togliere la fascia di capitano a John Terry e la presa di posizione di capello durante una intervista ad una tv italiana. L'incontro è durato oltre un'ora e le dimissioni di Capello sono state accettate ed hanno effetto immediato". "Capello si è sempre comportato in modo estremamente professionale - le parole di Bernstein - Abbiamo accettato le dimissioni di Capello, concordando che questa è la decisione giusta. Ringraziamo Capello per il suo lavoro con la nazionale inglese e gli auguriamo ogni successo per il futuro". Domani il presidente della Football Association David Bernstein terrà una conferenza stampa alle 12.
CAPELLO,LASCIO INGHILTERRA E NON DIRO' ALTRO - "Non ho detto nulla e nulla dirò". Fabio Capello, infuriato, telefona all'ANSA per confermare le dimissioni da ct dell'Inghilterra ma chiarire che "tutto quanto" gli è stato attribuito in queste ore frenetiche "è falso".
TRIONFI E ADDII, CAPELLO IL DURO E VINCENTE - Se ne è andato sbattendo la porta, come nel 2004 dalla Capitale, ma questa volta è quella dei padri del football, l'Inghilterra. E il futuro non è certo, anche se i tifosi della Juve già sognano un ritorno da dirigente. È durata poco più di quattro anni l'avventura di Fabio Capello sulla panchina della nazionale inglese. L'epilogo è legato alla polemica con la federcalcio inglese per la fascia di capitano a John Terry, al centro di un episodio di razzismo. Da giorni il tecnico friulani era stato messo sotto pressione dai giornali ingleso, che non gli hanno mai perdonato l'eliminazione con la Germania agli ottavi dei Mondiali in Sudafrica. Da allenatore e da calciatore Capello ha vinto tutto e la nomina a ct inglese, nel dicembre del 2007, è stato il coronamento di una carriera straordinaria. Capello era tornato a Wembley dopo lo storico gol segnato da calciatore nel novembre del 1973, che consentì all'Italia di vincere per la prima volta in Inghilterra. E saranno quattro anni di alti e bassi: prima osannato per la sua fama di duro e vincente e per la professionalità, poi considerato l'uomo del Mondiale - il trofeo che '66 a parte tanto manca ai tifosi inglesi - sull'onda di una qualificazione trionfale a Sudafrica 2010. Infine sotto accusa per il flop nel torneo più atteso, e per di più agli ottavi contro la rivale di sempre, la Germania. Un epilogo che sembrava dover chiudere l'avventura sulla panchina dei tre Leoni, prima della riconferma fino a Euro 2012. La chiamata della Federazione inglese gli era arriva dopo un periodo di pausa seguito all'esonero (il primo della sua lunga carriera) dal Real Madrid. Dopo il 'divorziò dalle merengues si era cimentato, con successo, a fare il commentatore in tv. Veste strana, per un 'duro e vincentè come lui. Da allenatore Capello ha vinto sette scudetti in Italia, due campionati spagnoli, quattro Supercoppe italiane, una Champions League ed una Supercoppa europea. Ed è l'unico italiano ad aver vinto il campionato con tre squadre diverse: Milan, Roma e Juve.
Nato a Pieris, in provincia di Gorizia il 18 giugno 1946, da calciatore debuttò a 18 anni, nel 1964, con la Spal. Tre anni dopo passò alla Roma (1967) ed in giallorosso vinse la coppa Italia. Poi nel 1969 passò alla Juve dove, cominciò la stagione delle vittorie: tre scudetti (nel '72, '73 e '75) e una maglia da titolare in Nazionale. E proprio in azzurro, il 14 novembre del 1973, Capello mise a segno il gol con il quale regalò all'Italia il primo successo nella sua storia con l'Inghilterra. Capello restò alla Juve fino al 1976 poi andò al Milan dove chiuse la carriera da calciatore nel 1980 dopo aver vinto una Coppa Italia nel 1977 ed uno scudetto, nel 1979 e dove, poi comincerà quella di allenatore (la prima panchina col Milan è nella stagione 1986/87, quando guidò la squadra nelle ultime cinque partite della stagione). Quindi si mise a fare il general manager per seguire le attività dell'allora Polisportiva Milan voluta da Silvio Berlusconi (calcio, ma anche pallavolo, rugby e hockey sul ghiaccio). Tornò in panchina, sempre con il Milan, per un ciclo di vittorie fra il 1991 ed il 1996: fu un periodo ricco di successi con quattro scudetti (tre dei quali consecutivi), e una Champions League. La prima esperienza all'estero fu nel 1996, al Real Madrid: arrivò in Spagna dal Milan e vinse subito il campionato. Ma al termine della stagione tornò in Italia, sempre al Milan, ma i rossoneri conclusero solo al decimo posto. Dalla stagione 1999/2000 Capello diventò allenatore della Roma trascinando i giallorossi al terzo scudetto della storia della società romanista e nella stagione seguente alla Supercoppa Italiana. Poi, nel 2004, tra polemiche infinite ed accuse di tradimento, diventò allenatore della Juve. Alla prima stagione in panchina vinse lo scudetto. Successo bissato l'anno dopo: sono i due scudetti che poi la giustizia sportiva revocherà dopo lo scandalo Calciopoli. Da Torino Capello tornò di nuovo a Madrid, firmando un contratto fino al 2009. Ma la nuova esperienza iberica durò l'arco di una stagione. Giusto comunque il tempo per riportare i 'merengues' a vincere il campionato. Ma il titolo non lo salvò dal primo e unico esonero della sua lunga carriera. Dopo Madrid questa volta è lui ad andarsene, secondo il suo stile. Ma aveva capito che a Londra per lui il tempo era ormai scaduto.


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