Capello: Non torno in Italia. Futuro al Chelsea?
L'ex tecnico della nazionale inglese sicuro: «Non tornerò a lavorare in italia. Non è stata una fuga, sono andato via perchè c'è stato un misunderstanding». I tabloid inglesi: «Il prossimo anno potrebbe prendere il posto di Villas Boas al Chelsea»
© LaPresseFUTURO AL CHELSEA? - Nonostante il brusco addio ai Tre Leoni non è affatto scalfito il prestigio di Fabio Capello, che, dopo essersi goduto la ricca liquidazione garantitagli dalla Fa, potrebbe tornare ad allenare in Inghilterra, sulla panchina del Chelsea. Il nome del tecnico italiano continua a campeggiare sulle prime pagine dei quotidiani inglesi, anche all'indomani della conferenza stampa della Federcalcio che ha spiegato le ragioni del divorzio. Una ricostruzione, quella della Fa, che lascia in sospeso parecchi punti, soprattutto perchè tra meno di quattro mesi comincerà Euro 2012. Nel frattempo Capello ha lasciato Londra ma non ha in programma, almeno nell'immediato, un ritorno in pianta stabile in Italia. Perchè - come scrive oggi il Sun - il suo nome è tra i candidati per la panchina del Chelsea qualora a fine anno Andrè Villas-Boas venisse licenziato. «All'interno del club circola una forte indiscrezione secondo cui Capello potrebbe arrivare prima o poi», ha dichiarato una fonte anonima vicina ai vertici dei Blues. Un epilogo clamoroso ma non del tutto inedito per Roman Abramovich, che in passato aveva già cercato di ingaggiare un commissario tecnico della Nazionale inglese. Nel 2003, infatti, aveva lungamente corteggiato Sven Goran Eriksson anche se poi la trattativa non si concretizzò. Bisognerà dunque attendere la fine della stagione sia per conoscere il destino del giovane tecnico portoghese che il futuro di Capello. Il quale, però, forte di un contratto con scadenza luglio 2012 alla guida della Nazionale, ha chiesto e ottenuto una cospicua liquidazione per lasciare il suo posto senza polemiche. Secondo il Daily Mail, la Fa gli avrebbe addirittura corrisposto poco meno di due milioni di euro per la rescissione del contratto e soprattutto la massima riservatezza sulle ragioni all'origine dell'addio.



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