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Ibra: «Non sono "difficile" come dicevano in Italia»

Ibra: «Non sono "difficile" come dicevano in Italia»
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© Foto Pegaso
 
«Se non mi conosci personalmente non puoi giudicarmi»
BARCELLONA, 16 novembre - Real Madrid e Inter tappe fondamentali per la stagione del Barcellona, e «nessun paragone con Eto'o». Zlatan Ibrahimovic, intervistato dal quotidiano 'La Vanguardia', fa il punto sul suo momento con la maglia blaugranta. Un impatto, quello con il Barça e con la Liga «nelle aspettative» secondo l'attaccante svedese.
 
IMPATTO MORBIDO - «Tutto è andato molto bene, proprio come speravo -dice Ibra- Tutti mi hanno accolto a braccia aperte, e compagni, allenatore e staff mi hanno aiutato e mi aiutano tutti i giorni. Anche per quello che riguarda il sistema di gioco, tutti mi aiutano a integrarmi».

DIVERSO DA ETO'O - Tutto fila liscio, dunque, ma l'ex attaccante dell'Inter ci tiene a sottolineare di non voler essere paragonato a Samuel Eto'o, passato in nerazzurro nell'ambito dell'operazione che ha portato Ibrahimovic in Spagna. «E' normale che facciano questo paragone, Eto'o è un grande giocatore, che ha passato molto tempo qui e ha fatto molto bene. Anche a Milano adesso paragonano lui con me. Però ho sempre detto che non si possono confrontare due giocatori totalmente differenti. E io sono molto diverso dal camerunense, sono un altro tipo di giocatore».

SPETTACOLO LIGA - La differenza sostanziale, invece, rispetto al caclio italiano è che «in Spagna si rischia di più. C'è più voglia di gol, è un'altra cultura. Certo, tutti vogliono i risultati, ma prima viene lo spettacolo». Spettacolo che Ibra si augura possa esserci contro il Real Madrid il prossimo 28 novembre. «Sarà uno spettacolo -afferma- e spero proprio di vincere questa partita». Battere il Real, e fare lo stesso contro l'Inter. «E' fondamentale per passare il turno in Champions. Fino ad ora siamo stati sfortunati, non abbiamo sbagliato nessuna partita». «Battere l'Inter -aggiunge- non sarà facile. E' una squadra forte, con tanti giocatori nuovi che stanno facendo bene».

MALELINGUE - La nuova avventura catalana, però, non ha fatto dimenticare a Ibra le "malelingue" italiane. Lo svedese lamenta il fatto di essere stato spesso additato come uno dal carattere difficile. «Ma se non mi conosci personalmente, non mi puoi giudicare», afferma, spiegando che: «Quando sono arrivato in Italia, l'ho fatto per vincere. Ma ci sono sempre state voci su di me. Quando vincevo con la Juve si lamentavano a Milano, quando l'ho fatto con l'Inter è stato il contrario. Ma se non mi conosci, non puoi dire che sono una brutta persona. Non è vero che ora sono più allegro di quando giocavo in Italia. Sono sempre rimasto lo stesso fin da quando ho iniziato a giocare a pallone».
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Commenti

  • ju68vale16/11/2009 19:42:02
    E' vero, Ibra è un simpaticone, chiaro, giocando si è un pò diversi, nervosi, tesi, ma è fuori che si vede il vero carattere. E da Juventino dico che lo scudo andrà al Barça: se non altro per la legge dei grandi numeri, negli ultimi 5 anni Ibra ha vinto 5 scudetti....è più che una garanzia!
  • 12salva16/11/2009 19:41:15
    Anche conoscendoti resti un mercenario. Resta dove sei.
     
     
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