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Cannavaro: «Io al Napoli? Sarebbe bello»

Cannavaro: «Io al Napoli? Sarebbe bello»
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© Foto Liverani
 
Il difensore: «Mi piacerebbe tornare a casa. Ne parlerò col Real e poi vedremo»
FIRENZE, 8 ottobre - Fabio Cannavaro apre al Napoli. Un ritorno a casa del capitano della nazionale, ora al Real Madrid, non è fantacalcio. Anzi. «Prima parlo con il Real Madrid e poi vediamo - ha detto il difensore dal ritiro azzurro -. Ho sempre detto che mi piacerebbe tornare a casa. Sono andato via da Napoli per i problemi economici della società, quello di oggi però è un altro Napoli. E so che De Laurentiis e Marino mi stimano. Loro puntano sui giovani- ha sorriso- e io mi sento giovane».

L'AGENTE - Alle parole di Cannavaro hanno fatto seguito quelle del suo agente. «Se il club di De Laurentiis è intenzionato a crescere sempre di più, allora un giocatore come Fabio Cannavaro servirebbe eccome» dice Gaetano Fedele. Il procuratore del giocatore del Real è stato sentito da Radio Kiss Kiss Napoli. «Fabio ha ancora un altro anno di contratto con il Real Madrid - ha spiegato Fedele - con cui prossimamente affronteremo il discorso. Se il Napoli ha voglia soltanto di investire su giocatori progettuali, il discorso di un eventuale ritorno in azzurro di Fabio non credo possa affrontarsi. Se, invece, il club di De Laurentiis, come pare, è intenzionato a crescere sempre di più, allora un giocatore come Cannavaro servirebbe eccome. Il Napoli ha fallito un importante obiettivo: la qualificazione alla fase a gironi di Coppa Uefa perché con le forze attuali è arrivato al massimo. Il progetto, quindi, va bene se si aspira ad un campionato divertente con qualificazioni europee. Se ambisci a questo hai bisogno di almeno tre, quattro giocatori che ti facciano fare il salto di qualità e Cannavaro, ovviamente, è uno di questi».

CONVOCAZIONI - Gli altri sei difensori convocati da Lippi per le partite contro Bulgaria e Montenegro mettono insieme 111 presenze in azzurro. E devono ringraziare Gianluca Zambrotta, che ne porta in dote 78. Nonostante questo, nemmeno tutti insieme arrivano alle 118 partite in nazionale di capitan Cannavaro. Che oltretutto non ha intenzione di mollare. Nel mirino c'è Maldini, recordman di presenze con l'Italia a 126. «Gli anni passano per tutti - ha dichiarato - ma io voglio giocare ancora a lungo. Finché mi chiamano vengo sempre con grande entusiasmo. Per me è un onore vestire questa maglia. Al record di Maldini non ci ho ancora mai pensato, ma i record sono fatti per essere battuti. D'altra parte al Real quest'anno per la prima volta nella mia carriera ho la possibilità di gestirmi: su sette partite ne ho giocate cinque e una volta l'allenatore mi ha perfino detto “oggi lascia perdere l'allenamento, stattene a casa con la famiglia”. Questo ti allunga la carriera, non è certo l'anticamera della pensione».

EREDI - Anche perché di eredi all'orizzonte il difensore non ne vede: «La mia generazione e quella precedente hanno avuto grandi giocatori nel ruolo. Ora di nuovi Cannavaro ne vedo pochi: l'Italia deve tornare a lavorare sui giovani, come si faceva con noi». Santacroce gli piace («Arrivare in nazionale è una tappa importante, però per lui il difficile viene adesso»), ma un altro Cannavaro, proprio a Napoli, ci sarebbe... Almeno di cognome. «Non ho mai sponsorizzato mio fratello e non inizierò a farlo adesso. Lui si è fatto strada con le sue qualità. E non è stato facile essere mio fratello».

SFIDA AL PASSATO - Adesso il suo Real Madrid sfiderà in Champions League la Juventus. Anche se... «Magari non vorrei stare fuori proprio contro la Juve. Però se quella stessa settimana ci fossero magari pure una sfida con il Barcellona o il derby con l'Atletico...». Rimanendo alla Juve, Cannavaro ha avuto una buona parola per i suoi ex compagni, adesso in difficoltà. «In una squadra importante è così, il pari è amaro figuriamoci una sconfitta. Loro oltretutto hanno perso tre giocatori importanti perché io ci metto anche Trezeguet. Ma sono stato lì e so che nelle difficoltà viene fuori la grande prestazione. Tirano fuori gli artigli e noi del Real non dovremo pensare che sarà facile».

FATTORE GIGI - L'assenza di Buffon è una bella perdita anche per l'Italia. «Mi spiace, Gigi oltre a essere un grande è un amico. E poi mi dispiace sempre di non trovare qualcuno di quelli con cui ho condiviso qualcosa di bello come la vittoria mondiale. Quelli che sono qui comunque sono tutti eccezionali, siamo un gruppo collaudato e c'è lo spirito giusto. Tutto questo mi dà fiducia e tranquillità».

LA STELLINA - Tra i nuovi anche Giuseppe Rossi, altro emigrato in Spagna. «Mi piace, ho giocato contro di lui e ha bei numeri. Anche gli altri hanno delle qualità, magari pagheranno tutti un po’ di emozione, ma dovremo essere noi “vecchi” a farli inserire il prima possibile». Anche perché «per tornare dal viaggio in Bulgaria con tre punti dovremo essere squadra, dovremo essere un gruppo forte e unito».



 
 
 
 
 

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