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West Ham in crisi finanziaria, Di Michele è in bilico

West Ham in crisi finanziaria, Di Michele è in bilico
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© Foto REUTERS
 
Il club inglese a rischio fallimento, Torino pronto a intervenire
TORINO, 3 gennaio - Terremoto al West Ham: il suo proprietario, l’im­prenditore islandese Bjorgol­fur Gudmundsson, avrebbe tempo fino al 6 marzo per vendere il club prima che la sua holding, la Hansa, dichia­ri bancarotta, secondo docu­menti rivelati in esclusiva dal Guardian. Anche se fonti vici­ne al patron del club inglese smentiscono l’urgenza di ven­dere. Qualora il tribunale di­chiarasse il fallimento, però, gli Hammers finirebbero sot­to amministrazione controlla­ta e verrebbero puniti con una forte penalizzazione, ri­schiando perciò la retrocessione. Il Torino segue la vicenda da spettatore interessato, perché nel West Ham milita un suo giocatore, David Mi­chele. In bilico, come tutta la squadra. I tabloid inglesi par­lano di possibile smobilitazio­ne, con parecchi giocatori in partenza. Il Daily Star affer­ma che il tecnico Gianfranco Zola potrebbe andarsene nel caso partissero i pezzi pregia­ti, come Bellamy, Parker, Upson.

DAVID VUOLE CERTEZZE - Di Michele non è nella lista, almeno al momento. Ma è proprietà e patrimonio del To­ro che, per voce di Cairo, ha intenzione di lasciare l’attac­cante a Londra fino al termi­ne della stagione, come da ac­cordi. Però il Torino deve allo stesso tempo salvaguardare l’investimento. Gudmunds­son avrebbe accumulato oltre 50 milioni di debiti e vorrebbe vendere il West Ham a una cifra molto alta, 260 milioni di euro, dopo averne spesi 85 per acquistarlo nel 2006. Si­tuazione complicata, nono­stante il clan dell’imprendito­re islandese sostenga che ci sarebbero numerosi potenzia­li compratori. Il Toro osserva, pronto a intervenire. Anche se un ritorno alla base di Di Michele a gennaio pare al mo­mento improbabile. Però se il terremoto dovesse concretiz­zarsi e la situazione precipita­re, ecco che si potrebbe per­correre la strada di un nuovo prestito magari sempre in Premier League, se non un ri­torno anticipato in Italia. An­che perché l’ingaggio dell’at­taccante romano, che a Lon­dra non è titolare, pesa non poco nel bilancio del West Ham, dato che Di Michele guadagna in Inghilterra cir­ca il 40 per cento in più di quello che percepiva nel Toro. Tempo fa Di Michele aveva dichiarato a Tuttosport che non avrebbe problemi a tor­nare a Torino, ma che a Lon­dra e al West Ham stava be­ne. Ma adesso anche lui ha le antenne dritte, davanti a un futuro così poco chiaro.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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