Tuttosport

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La Juve è evaporata: ora è crisi nera

La Juve è evaporata: ora è crisi nera
Vota l'articolo
Si
-
No
-

 
Con l’Udinese l’ennesimo ko casalingo: il gol di Marchisio illude, poi la rimonta firmata da Zapata e Sanchez. Bonucci espulso. Legrottaglie va al Milan di V. OREGGIA
TORINO, 31 gennaio - Questo, adesso, è cosa passa il convento. Una Juventus minima e forse minima-l­ista, orgogliosa e smaniosa solo nelle chiac­chiere, in realtà “ povera” e abbandonata al suo destino, un po’ sbilenca, un po’ appros­simativa, nuda in campo, nuda sul mercato. Nuda, ecco. Non è questione di rispetto, sia chiaro: pensarlo è una “ minchiata”, per ci­tare il presidente Andrea Agnelli; e dirlo pubblicamente addirittura peggio. Altri­menti siamo alle solite, ovvero che la re­sponsabilità di un flop è sempre da domici­liare fuori le mura della sede e dello spo­gliatoio. I conti alla fine, ovvio, però comin­cia a diventare complicato non cadere in depressione o, peggio, nella dimensione del­l’ignavia.

E mentre Pazzini vola e Dzeko segna, mentre il rimpianto monta, rimediare è tardi. Amen. La sfida contro l’Udine­se è terminata, oltre che con una sconfitta (2-1), con la con­testazione ironica della curva (non vinciamo mai/non vincia­mo mai; Amauri vendesi), con i cori abbastanza pretestuosi per David Trezeguet e Pavel Nedved, con i fischi, con l’e­spulsione di Bonucci per un fallo da disperato su Sanchez, l’omino che ha confezionato il quinto ko dei bianconeri, se­condo in tre giorni se si consi­dera anche la coppa Italia. Per la verità, non c’è nulla di cla­moroso e di iniquo se la squa­dra di Guidolin, oltre a vince­re, ha confezionato il sorpasso in classifica: troppa è la diffe­renza di organizzazione e di qualità, troppa la diversità di morale tra un gruppo che ha le bollicine e un altro che è liscio come la pubblicità di una fa­mosa acqua minerale. E il ma­nico? Dov’è il manico? Ora la Juventus è settima in classifi­ca e, se non si dà una regolata, rischia di non entrare nell’Eu­ropa di serie B, perché la Champions allo stato dell’arte è un’utopia.

MODIGLIANI Per un bel pezzo non si è assistito allo spot del calcio spettacolo e nemmeno una di quelle parti­te che restano scolpite nella memoria come i busti di Modi­gliani. Sotto una pioggia ghiac­ciata e incessante, Juventus e Udinese hanno messo insieme una esibizione ai limiti della decenza, con poche emozioni e molti calcioni, in maniera che i coraggiosi presenti allo sta­dio potessero rimpiangere il calduccio del salotto e il confor­to di un plaid. Poi però la con­tesa si è infuocata e ha riserva­to un epilogo entusiasmante. Con l’attacco sfasciato e la strana coppia Del Piero-Marti­nez a reggere i peso dell’intera manovra offensiva - esagera­zione - la squadra di Del Neri ha pensato soprattutto ad ar­rangiarsi contro un avversario in ottima forma, reduce da prestazioni scintillanti eccete­ra eccetera, capace di incutere rispetto per il fatto stesso di esibire in avanti Di Natale e Sanchez, due che hanno un rapporto speciale con il gol. Ma per fortuna di Buffon, nel pri­mo tempo né il bomberino na­poletano né il terribile puffo ci­leno si sono innescati con inci­sività, al contrario di Isla che a pochi istanti dall’intervallo ha sfiorato il colpo del vantaggio. Con una fatica immane, pure la Juventus due pallette da gol le ha costruite, ma Handano­vic è stato attento sulla conclu­sione da fuori di Del Piero e sul rasoterra successivo di Gros­so. Note di una cronaca decisa­mente scarna, lampi nel buio di una notte piuttosto sgrade­vole per le condizioni climati­che di cui sopra.

SINGOLI Ad allargare il con­cetto, l’Udinese ha dato la sen­sazione di possedere un im­pianto di gioco collaudato, an­zi un gioco, movimenti senza palla, densità, velocità nelle ri­partenze, la possibilità di sce­gliere tra più opzioni. La Ju­ventus no, la Juventus si affi­da sempre all’iniziativa dei singoli, cioè alle percussioni or­mai rare di Krasic, a qualche diavoleria datata di Del Piero, alla spinta muscolare di Felipe Melo che ha giocato con un’in­filtrazione, o al guizzo isolato di Marchisio. La coralità della manovra è una merce diversa, al punto da porsi domande scomode sulla regressione che si è materializzata negli ultimi mesi. Se da un lato è vero che le assenze pesino, dall’altro è fuori discussione che ieri la di­fesa fosse per trequarti titola­re e che il centrocampo si com­ponesse solo di tenutari di cat­tedra. E poi: cosa si può pre­tendere da Martinez, schiera­to grazie a un’infiltrazione al piede e per di più in quel ruo­lo lì? Nulla, ma sull’uruguaia­no, pagato 12 milioni, si po­trebbero aprire discussioni in­terminabili e capziose. Meglio evitare e credere in ciò che rac­contano su di lui in società: in fondo, parlano i risultati. Fina­li. Il guizzo che ha avuto all’ini­zio della ripresa, con assist sco­dellato a beneficio di Del Piero è confortante, anche se c’è biso­gno di maggiore continuità e di risolvere la grana della po­sizione. Cos’è Martinez? Un esterno, una punta, una mez­za punta? Boh.

EQUILIBRI Tra il minuto 8 e 9 della ripresa, Di Natale pri­ma ha sfiorato la rete numero 100 e poi se l’è letteralmente divorato, solo davanti a Buffon. Un regalo da parte di chi, in estate, ha declinato l’in­vito a trasferirsi a queste lati­tudini. Come spesso accade di fronte a una opportunità spre­cata, implacabile è giunto il ca­stigo, al quarto d’ora, con un capolavoro in sforbiciata di Marchisio, appostato sul ver­tice dell’area e lesto ad avven­tarsi sulla respinta di un di­fensore friulano. Ma siccome la Juventus non è capace a ge­stire il vantaggio per più tem­po di uno sbadiglio, al 22’ l’U­dinese ha pareggiato con Za­pata, agile nel riprendere una respinta straordinaria di Buffon su Di Natale. E dato che Guidolin aveva appena in­serito Denis per Inler, trasfor­mando il 3-5-2 in un 3-4-3, ap­pena segnato ha sostituito il Totò nazionale con Abdì in ma­niera da cementare gli equili­bri. Al 40’, poi, è stato Sanchez a freddare Buffon, servito da Isla, in maniera che la rimon­ta fosse totale e lo sprofondo bianconero infinito. L’espulsio­ne diretta di Bonucci per un’entrataccia su Sanchez e di Sanchez medesimo - già am­monito - per un intervento in scivolata sono stati plus sgra­diti. E ininfluenti. Tutto era già successo.

Vittorio Oreggia
 
 
 
 
 
 
 
 
 

CORRELATI

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Commenti

  • 02/02/2011 10:12:38
  • Benax7231/01/2011 17:30:10
    Esatto, ieri sera centrocampo titolare così come i due centrali di difesa, quindi aggrapparsi alla scisante infortuni è persino patetico. La realtà è tutta nell'incapacità di un allenatore a dare un gioco, una forma, una fisionomia ad una squadra che squadra ora non è (se mai lo è stata da due anni a questa parte). C'è da sottolineare pure una carenza mentale, i giocatori sembrano svuotati, quasi adagiati in una condizione di inferiorità. E la condizione atletica? Tutti col fiatone dopo un'ora.
  • mimmorugen31/01/2011 17:17:41
    VITTORIO OREGGIA
    L UNICO GIORNALISTA IN GRADO DI DIRE LA VERITA
    BRAVO E COMPLIMENTI PER L ARTICOLO!
  • antonpaco31/01/2011 17:11:49
    commentare la partita e' inutile, questa juve e' il nulla piu' completo,non ha niente di una squadra,non ha carattere, grinta,non reagisce alle mortificazioni che prende su tutti i campi. I giocatori parlano solo durante la settimana,proclami inutili smentiti dal campo dove diventano conigli impauriti.Mi sembra un brutto sogno che non vede fine, fra 2 giorni faremo un'altra figuraccia a palermo,nonostante le vagonate di milioni che prendono. VERGOGNATEVI di esistere, fate pieta'.
  • trezebenna31/01/2011 16:50:44
    qualcuno parlava di scudetto...sono proprio contento delle contestazioni a marotta, il super sopravvalutato (famoso per aver preso alla samp cassano ingrassato e fuori rosa)poi ora si dice che nn ci sono i soldi,e ci credo, quando ne spendi 15 x bonucci(dei 2 quello buono era ranocchia?)12 x martinez,10 x pepe e forse dimentico qualcuno, meglio così.. poi non si riesce a vendere amauri,grigera, grosso melo che nonostante si proclama da solo un leader resta sempre uno..melo..
  • Nik-Alex1031/01/2011 16:09:35
    Non hanno voglia, non corrono sono distratti e nn hanno gioco...a plermo un'altra sconfitta
     
     
    Per poter inserire un commento/articolo devi essere registrato
    Esegui il LOGIN o, se non l'hai ancora fatto, REGISTRATI
     
     
     
     
     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    I più visti

    I più visti

     
    Vai all'archivio dei più visti
     
    I più votati

    I più votati

     
    Vai all'archivio dei più votati
     
    I più commentati

    I più commentati

       
      Vai all'archivio dei più commentati
       
       
       
       
       
       

      SHOPPING KELKOO