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Toro, in programma incontro-verità per Guberti

Toro, in programma incontro-verità per Guberti
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© Foto Pegaso
 
Intanto Petrachi studia altre strategie per Gazzi
TORINO, 7 luglio - Oggi è giovedì: e se la notte appena trascorsa non ha portato a un acquisto a sor­presa, la prima sentenza che si può esprimere sull’andamento della “settimana di Cairo” è a dir poco sconfortante. «Faremo del nostro meglio per portare a casa gli obiettivi primari, di si­curo oltre la fine della settima­na non voglio andare. Basta con le telenovelas», dichiarava il presidente nello scorso weekend.

Per adesso Cairo è fermo al palo di Coppola, in­gaggiato a metà della scorsa settimana (i Primavera mila­nisti Verdi e Oduamadi pos­sono essere considerati solo dei rincalzi), dopo che a metà giu­gno era arrivato l’attaccante Ebagua. In entrata, le uniche operazioni concrete e di livello sono queste, passando per il rinnovo della comproprietà di Antenucci. Per il resto, la nuo­va squadra resta solo un em­brione, con in rosa (a dir tanto) appena il 50 per cento dei tito­lari, considerando solo i grana­ta sicuri di restare. «Di sicuro non andremo oltre la fine del­la settimana», diceva ordun­que Cairo. E per adesso il mer­cato granata non ha più garan­tito nuovi arrivi. Siamo a gio­vedì: si aspetta e - se si vuole ­si spera.

Di certo è solo con le prime scelte, dunque con gio­catori di qualità e personalità, che si possono aumentare sen­sibilmente le chance di promo­zione e realizzare valorizzazio­ni economiche significative a gioco lungo; di certo il lavoro estivo può svilupparsi nel mo­do migliore solo se si consegna all’allenatore per l’inizio del ri­tiro la stragrande maggioran­za dei giocatori necessari (e i granata partiranno per Sappa­da il 15 luglio); di certo le prime scelte Gillet e Meggiorini so­no già evaporate lasciando so­lo rimpianti, checché ne possa­no dire i vertici granata; di cer­to, infine, la storia insegna: e da quando Cairo ha ulterior­mente ridotto gli investimenti arrivando con la lingua penzo­loni all’ultimo giorno del mer­cato di agosto o di gennaio, cer­cando di ingaggiare quel che a quel punto si può ancora trova­re, poi la resa sul campo si è ri­velata (quasi) sempre nefasta. Non è così che si vincono i cam­pionati o che si evitano le re­trocessioni: o lo si capisce per davvero e si opera come si con­viene, o si fa solo finta di capir­lo, ma poi la ristrettezza del portafoglio porta a galla la ve­rità (cioè solo una parte di obiettivi primari, insieme con un buon numero di seconde e terze scelte, di scommesse, di azzardi).

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Commenti

  • CUOREDIPUPI08/07/2011 19:31:50
    Putroppo Cairo non vuol cedere il giocattolo e si intestardisce a tenerlo a tutti i costi, arrivando sempre allo stesso traguardo.
    Non mi faccio illusioni: se andiamo avanti così a singhiozzo come nelle precedenti campagne acquisti di saldi il risultato non cambierà.
     
     
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