L'attaccante granata: «Questa è casa mia e dunque non ho alcuna intenzione di andarmene»
© Foto Pegaso
TORINO - Galeotta fu l’intervista. Per Rolando Bianchi è fortissimo il rischio di subire una nuova multa dal Torino: stavolta la sua colpa è stata quella di non aver chiesto l’autorizzazione alla società prima di accettare l’invito di Sky. Giovedì notte, infatti, il capitano granata è intervenuto in diretta durante la trasmissione Speciale Calciomercato, condotta da Alessandro Bonan, e per i dirigenti granata la sorpresa è risultata doppia. Al di là della presenza inattesa, Bianchi ha infatti rifilato un bel contropiede: «
A Torino sto bene, sono felice. Torino è casa mia e dunque non ho alcuna intenzione di andarmene: a meno che non decidano di sfrattarmi». A Sky non sono partiti i fuochi artificiali perché quella non era esattamente una bombetta di mercato, tuttavia dallo studio s’è levato un commento lusinghiero: «
Ah, però... Bella metafora». In effetti con niente Bianchi ha detto tutto. Che per caratteristiche tecniche sia poco compatibile con il calcio di Ventura non è neppure un mistero («
Ma io mi sono sacrificato per la squadra, la priorità era riportare il Toro in A»); che l’ad del Genoa, Pietro Lo Monaco, lo segua invano ad anni non fa nemmanco più notizia. Sarà la volta buona, quest’estate? A sentir Bianchi, forse no:
«Lo Monaco è un dirigente che non ha mai fatto mistero di apprezzarmi e questo mi fa piacere, non lo nego. E’ importante per un calciatore avere e sentire la fiducia delle persone che ti stanno attorno, però io non ho nessuna intenzione di lasciare il Toro». Altro bel pizzicotto, non c’è che dire. Difatti ieri la società s’è premurata di ricordare al capitano che ogni intervista dev’essere autorizzata dal club, onde evitare le sanzioni previste dal regolamento interno, e così Bianchi non ha ampliato le sue tesi espresse brevissimamente giovedì notte, per evitare la grana del grano e il rischio di ulteriori sanzioni. La prossima settimana, salvo rinvii o ripensamenti, ci sarà l’incontro tra lui, il fratello-manager Riccardo, il presidente Cairo e il ds Petrachi. Nell’aria c’è il redde rationem, anche questo scenario non deve più sorprendere nessuno. Senonché, dopo averlo detto già a gennaio, il messaggio subliminale dei Bianchi è chiarissimo: cari dirigenti del Torino, se non servo più, se non sono funzionale al progetto, possiamo anche decidere di lasciarci. Ai tifosi, però, glielo dite voi. E giacché il mercato in entrata langue, debuttare con la rinuncia al capitano non parrebbe una strategia vincente. E meno che mai convincente.
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3 commenti
Bè non è certo una squadra vincente...Cambiate sport!!!! Datevi alla lotta "bovina"!!!
ma che inutile commento!mettiti un novanta te sulla maglia e vai in giro cosi
vergogna per cosa? per aver vinto lo scudetto? hahahahah