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giovedì 15 maggio 2014
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Tevez-Nani insieme per una Juve United

In bianconero potrebbero formare una coppia d'oro, come a Manchester: 6 trofei in 2 anni

Tevez-Nani insieme  per una Juve United© LaPresse
TORINO - Certo, sono trascorsi 3 anni e il quadro della Juventus è completamente cambiato, nella testa di Conte e davanti agli occhi di tutti. Ma quando gli scappò a Catania, dopo un pareggio grigio (1 a 1, era il 25 settembre del 2011), quella frase acuminata come un sibilo («Qui non ci sono Tevez, Walcott o Nani»), molto semplicemente disse una solare verità. Perché da un lato invocava calma e gesso nell’opinione pubblica, all’insegna di un percorso di crescita che era appena cominciato e non poteva certo essere breve, dopo aver ereditato una squadra reduce da due settimi posti consecutivi, in un ambiente squassato da delusioni e ribaltoni in sequenza. E perché già all’epoca aveva le sue rimostranze da appoggiare sul tavolo. Il mercato estivo non gli aveva consegnato né la punta argentina, né l’eclettico attaccante inglese, né l’esterno offensivo portoghese. Lui li aveva indicati tutti e tre alla dirigenza bianconera. Inserendoli in cima alla lista dei rinforzi per l’attacco della nuova Juve, da disegnare su misura del tecnico salentino, all’epoca ancora legato alla traduzione sul prato del 4-2-4. Ne aveva chiesto almeno uno. Invano: è storia.

QUEL TRIO Se Conte resterà alla Juventus, ne potrà allenare due, di quel trio dei desideri. La Juve ha in mano il portoghese, ha le intese chiuse in un cassetto, dopo aver già messo nel taschino, un anno fa, Tevez. Allegato a questo scenario è il passaggio al 4-3-3, la nuova rotta tattica che nella Juve è caldeggiata a vari livelli (non solo dalle parti dell’allenatore, per intenderci). Il Nani che aveva in testa Conte non è l’ultima versione, quella di quest’anno: con il portoghese condizionato da problemi fisici e ai margini del gruppo che è stato di Moyes. Ma resta il fatto che l’accoppiata Nani-Tevez riporta indietro nel tempo a un periodo d’oro del Manchester United, che in attacco poteva esibire fuoriclasse assoluti come Cristiano Ronaldo e Wayne Rooney. L’immensa corazzata di Ferguson arrivò in cima al mondo, in un biennio. Post West Ham, l’argentino approdò a Manchester nell’agosto del 2007 per poco meno di 13 milioni di euro. Nani era appena arrivato, dopo l’esplosione in patria nello Sporting. Insieme, avrebbero poi vinto di lì a 2 anni, prima che Carlitos rompesse con lo United e passasse sull’altra sponda, quella del City, la bellezza di sei trofei di importanza crescente. In Premier fu doppio il trionfo: con la vittoria di due campionati inglesi, cui si aggiunse in Inghilterra la conquista di altri due trofei: 2008, Community Shield; 2009, Coppa di Lega. Meno di 12 mesi dopo il loro arrivo a Manchester, Nani e Tevez alzarono la Champions League, vincendo ai rigori la finale con il Chelsea, a Mosca, una volta eliminato il Barcellona grazie a una rete di Scholes. Ed entrambi realizzarono un penalty, dopo l’1 a 1, dopo i tempi supplementari. Avrebbero poi trionfato anche nel Mondiale per club, in finale con il Quito: 1-0. Tevez titolare, Nani in panca. Gol di Rooney, su assist di Ronaldo. Leggi l'articolo completo su
Marco Bonetto
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