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Iaquinta show, in gol ovunque

Iaquinta show, in gol ovunque
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© Foto REUTERS
 
A segno in campionato, in Champions, in Nazionale. L'attaccante vive un momento magico: «Gioco in una Juve che può centrare ogni obiettivo»
TORINO, 17 settembre - La firma, in cal­ce, è sempre quella: Vin­cenzone Iaquinta, da Cu­tro. Attaccante per tutte le stagioni e per tutte le competizioni. Che si trat­ti di campionato, di Champions League, di qualificazioni ai Mondiali con l’Italia a lui poco im­porta: sa che quel rettan­golone magico da 2,44 per 7,32 metri sta sempre al­lo stesso posto, fermo lì ad aspettarlo. E allora non ci pensa un attimo e rispon­de al richiamo. Non a ca­so, dopo poche settimane dall’inizio della stagione 2009- 2010 vanta già tre centri all’attivo, con buo­na pace di Chievo (al de­butto in campionato), Bulgaria (gara fondamen­tale in vista di Sud Africa 2010) e Bordeaux (esordio stagionale in Champions League).

LO SFOGO - E il bello è che tutto era cominciato da un ballottaggio spun­tato in extremis - alla fac­cia di chi storceva il naso e aveva già stilato classi­fiche di gradimento -, da una prestazione maiusco­la contro il Chievo, da una esternazione tanto, tanto orgogliosa financo un filino polemica: «Lo di­te voi che parto titolare solo se Del Piero è infor­tunato!». Da quell’ 1- 0 inaugurale messo a segno all’Olimpico, il bomber ca­labrese non ha fatto altro che consolidare e raffor­zare la sua posizione di trascinatore, strappando applausi a raffica e co­minciando a convincere anche i più scettici del fatto che se davvero c’è un 11 titolare, Iaquinta deve farne parte di diritto.

RINNOVO - A ben vedere, insomma, la scelta di rin­novargli il contratto a stagione ( scorsa) appena conclusa s’è rivelata una scelta azzeccatissima da parte dei dirigenti della società di corso Galileo Ferrais. Appena termina­ta Juventus-Lazio (ulti­ma di campionato) già si gettavano le basi per il prolungamento del lega­me fino al 2013, con an­nesso ritocco d’ingaggio: portato intorno a quota 3 milioni, più i soliti bonus a rendimento. Scelta az­zeccata, si intende, non soltanto perché ha con­sentito di blindare un campione ponendolo al ri­paro dalle mire di altri club; ma anche perché - a quanto pare - è servita a stimolare ulterioremente l’attaccante bianconero, ricevendone in cambio prestazioni eccezionali.

OVAZIONE - Iaquinta la riserva, dunque, è diven­tato Iaquinta il pressoché insostituibile. Perché non soltanto segna, ma fa an­che segnare. Perché ha tecnica, ha grinta, ha sen­so della posizione, ha fiu­to per il gol. Incarna quel mix ideale di qualità im­prescindibili per un attac­cante che debba giostrare nel rombante 4-3-1-2 su cui Ciro Ferrara ha dise­gnato la sua Juventus. A Ferrara servono punte che vedano la porta ma che siano anche disposte al sacrificio e al movi­mento sulle corsie ester­ne, in modo tale da favori­re gli inserimenti di Die­go (o di Sebastian Gio­vinco): rivedersi Roma­Juventus, ad esempio, per credere. E servono punte che sappiano rinculare a dar manforte al centro­campo, in fase di non pos­sesso palla, onde evitare che la squadra presti il fianco al contropiede av­versario: in questo caso, per credere, vedere Ju­ventus- Bordeaux. La standing ovation che s’è conquistato Iaquinta do­po un recupero quasi al­l’altezza dell’area di rigo­re bianconera era quasi al pari della ovazione scatu­rita dopo il gol dell’ 1- 0. Un tripudio.

GOL E RISULTATI - Per­ché il popolo bianconero s’è innamorato di Iaquin­ta, delle sue sgroppate, dei suoi modi diretti, dei suoi gol. Anche se non sempre, come accaduto martedì sera in Cham­pions League (o come era accaduto, sempre in Champions, contro il Chelsea nel ritorno degli ottavi della scorsa edizio­ne) i suoi gol bastano ad ottenere il successo. «Avrei preferito la vitto­ria, alla rete...» il com­mento laconico del bian­conero per il pari- disfatta contro i francesi. «Ma questa è una squadra che deve andare avanti a te­sta alta, senza fossilizzar­si sulle prestazioni sfor­tunate oppure sulle vitto­rie sfumate all’ultimo. Una piccola battuta d’ar­resto ci può stare, tanto­più che nulla è compro­messo, anzi... Gli stimoli sono ulteriormente au­mentati: la nostra concen­trazione resta altissima e il pensiero corre imme­diatamente alla sfida di campionato contro il Li­vorno. Quanto alla Cham­pions, per recuperare c’è tutto il tempo necessa­rio».

TUTTI I FRONTI - Menta­lità Juventus, appunto. Tipica di chi non molla mai e non si accontenta. Ancora Iaquinta, sempre all’insegna del voglio tut­to e subito: «Juventus squadra più da Cham­pions League o da cam­pionato? Io dico che ab­biamo fame e che abbia­mo un organico tale da permetterci di essere competitivi su tutti i fron­ti, di lottare sino all’ulti­mo. Questa Juventus ha moltissimi giocatori di ta­lento, Ferrara non ha che l’imbarazzo della scelta anche se ovviamente noi faremo di tutto per ren­dergli le scelte il più diffi­cile possibile. Ma proprio per questo dico che pos­siamo fare bene in Cham­pions e in campionato». E non c’erano dubbi, del re­sto. Tabellini e sezioni marcatori alla mano, lui lo ha dimostrato: si trova a proprio agio sempre e comunque.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • SergioJuve17/09/2009 11:12:49
    VINCENZINO E' COME UN DIAMANTE: E' PER SEMPRE!
     
     
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