Mazzarri se la gode: «Che bella vittoria!»
Il tecnico del Napoli entusiasta dopo il successo contro il City di Mancini: «Abbiamo compiuto un'impresa incredibile»
© Foto PegasoSEGRETO - Col City ha visto una grande squadra. Il segreto? «Fare sempre quello che abbiamo fatto stasera, ve lo dico già, sarà impossibile, sarà difficile. Dopo questa partita, magari andiamo a incontrare in campionato signore squadre, anche se non si chiamano City, Bayern. E’ difficile, per i ragazzi, attingere a tutte le energie possibili e immaginabili come hanno fatto oggi per poter poi vincere le partite che “sembrano più facili”. Qualche punto, di sicuro, lo cederemo al campionato, come abbiamo già fatto».
CAMPIONATO - Una vittoria che toglierà sicuramente un po' di energia: «Io ero un giocatore molto meno bravo di voi, ma erano altri tempi, altri ritmi. Ora il calcio si gioca ogni due giorni, sempre con gli stessi giocatori. Se cambi troppo, magari succede che paghi un po’ come organizzazione perché sono troppi e tutti insieme. Insomma, è una coperta corta, ma noi lo sapevamo. Bisognerebbe avere 22 giocatori uguali e far giocare a undici di loro il campionato e agli altri undici le coppe, ma solo pochi club possono fare questa cosa. Magari proprio il Manchester potrebbe farlo, lo può fare e lo sta facendo. Loro hanno giocato contro il Newcastle cambiando cinque uomini, hanno passeggiato e hanno vinto al meglio quella partita nel loro campionato».
IMPRESA - Considera un’impresa di più l’andata o il ritorno? «Per me sono state due imprese. Eravamo all’esordio in Champions, quasi nessuno aveva fatto la Champions. Eravamo andati lì e abbiamo rischiato di vincere anche all’andata. Quindi sono alla pari, anche se, per certi versi, forse era questa la più difficile perché bisognava solo vincere. Bisognerebbe imparare anche a vincere le partite giocando male, però solo le grandi squadre consolidate riescono a farlo. Noi ancora non siamo arrivati a quei livelli».
DE LAURENTIIS: «SEMBRA UN GRANDE FILM» - Una grande emozione difficile da nascondere anche per il presidente De Laurentiis. «Di emozioni ce ne sono state tante: è stata una cavalcata in questi otto anni, dalla Serie C alla Champions. È un film internazionale, quindi la partecipazione, la musica della Champions, quest’abitudine ormai diventata collaudata attraverso le partite degli altri non le proprie, quando la vivi per la prima volta in prima persona ti da’ sempre una certa emozione. Abbiamo vissuto tante altre emozioni, con uno stadio sempre molto generoso nel darci il suo sostegno, però la Champions è la Champions».
GRANDE RISULTATO - Un grande risultato contro la prima della Premier League. «Questo dimostra due cose: forse con i soldi non si fa sempre tutto, ma con i bilanci in ordine si può andare abbastanza lontano; ormai il tessuto connettivo del Napoli vale parecchio, di più di quanto si possa pensare».
CHAMPIONS O CAMPIONATO - Se dovesse scegliere, punterebbe sulla Champions o sul campionato? «Vogliamo essere razionali e stare con i piedi per terra, o vogliamo inventarci dei sogni? Uno gioca la Champions finché la Champions c’è, ma con un occhio sempre molto attento al campionato, che è quello che ti ripropone l’anno prossimo per essere lo stesso competitivi, speriamo in una Champions. Quest’anno si è ridotta di un posto, quindi è più complicato, è più complesso, non è così semplice, non è così facile».



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