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Prandelli: «Cassano e Totti? Andrei in difficoltà»

Prandelli: «Cassano e Totti? Andrei in difficoltà»
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© Foto Pegaso
 
Il ct azzurro: «Con le Far Oer in lizza Quagliarella e Rossi»
FIRENZE, 6 settembre - Un ultimo dubbio Prandelli, non proprio un dilemma, se lo tiene in vista del match di domani sera contro le Isole Far Oer: davanti Rossi o Quagliarella? Al mattino le prove tattiche avevano visto il giocatore del Villarreal a destra del tridente a forti tinte viola che il neo ct vuole proporre nello stadio di casa sua («Avrei voluto allenare a Firenze molto a lungo, qui è casa mia» ha detto in conferenza al Franchi Prandelli). Nelle ultime ore sta rimontando posizioni il neojuventino, che a differenza di Rossi ha vissuto una settimana di lavoro senza problemi, a fronte della distorsione alla caviglia sinistra riportara dall’italo-americano. Per il resto sembrano confermate le scelte: Viviano per Sirigu in porta, De Silvestri e Antonelli da laterali difensivi e Gilardino (terzo centravanti in tre gare con Prandelli dopo Amauri e Pazzini) in avanti. 

«Aspetto di vedere se Rossi ha completamente recuperato, ma l'idea è di cominciare da domani con tre attaccanti di ruolo - ha detto fra l'altro Prandelli -. Come centravanti gioca Gilardino: ha sempre una gran voglia di gol, questa volta sono sicuro che ne avrà ancora di più». Viviano subentra a Sirigu tra i pali, cambiano anche i due esterni difensivi: De Silvestri per Cassani, Antonelli per Molinaro. Con Rossi per Pepe e Gilardino per Pazzini, il turn over è completato. «La presenza di tre giocatori della Fiorentina non è un omaggio alla città: ma tornare qui è di sicuro un'emozione, anche se solo domani scoprirò quanto forte». 

Il colore viola per dire a tutti che «sta nascendo una squadra vera», la nuova Italia. Prandelli scrive così la trama da film del suo ritorno all'Artemio Franchi. Non più allenatore di un sogno mediceo ma ct del rinascimento azzurro. «Sarà una serata da emozioni forti, ma quanto forti lo potrò dire solo domani dopo aver percorso quei 70 metri dal tunnel alla panchina» dice alla vigilia di Italia-Far Oer. Partita da superare di slancio con un tridente guidato da Gilardino e cinque cambi rispetto all'Estonia. Firenze è pronta a riabbracciare l'uomo simbolo dei suoi cinque anni di grandezza 'in fierì, scacciando i timori di contestazioni all'odiata nazionale. Lui è impegnato a strizzare i sentimenti nella nuova giacca azzurra, perché non prevalgano sulla concentrazione necessaria perfino di fronte agli allegri turisti delle Far Oer, oggi dediti a piscina e giornata libera fiorentina. «Il rischio di un calo di tensione c'è, ma è un errore che non possiamo permetterci - avverte il ct -. Se succedesse, mi arrabbierei, non si vince mai sulla carta. Per questo non mi interessano le previsioni di vittoria per 3-0: guardo al gioco, voglio quello».

Prandelli allontana i fantasmi di una possibile contestazione («Non credo, confido nell'intelligenza dei fiorentini») e si affida anche al "nume" Roberto Baggio, altro paladino della qualità, domani purtroppo solo in tribuna. Per continuare sulla strada della qualità appena tracciata a Tallinn a colpi di Cassano e poco altro, sceglie invece di inaugurare l'era delle tre punte vere con Gilardino al centro dell'attacco e Fantantonio al centro del gioco. Gli esperimenti sono soprattutto sulle corsie esterne della difesa con l'altro pupillo viola De Silvestri più Antonelli. Comprese l'alternanza tra i pali - al posto di Sirigu c'è Viviano, viola nel cuore e ultrà in curva per la Fiorentina dell'attuale ct - e la chance a Giuseppe Rossi, fanno cinque cambi in tutto. L'alternanza più scontata era quella di Gilardino con un ex fiorentino, Pazzini. «Alberto ha sempre una gran voglia di gol, e sono sicuro che domani la sua determinazione crescerà ulteriormente» la scommessa di Prandelli, ben consapevole che il suo centravanti-cardine negli ultimi cinque anni è lontano dalla realizzazione personale oramai da troppo tempo: sei mesi con la Fiorentina, addirittura undici in azzurro.

«La presenza contemporanea di De Silvestri, Montolivo e Gilardino non è un omaggio a Firenze - prova a dire Prandelli - anche se questa oramai è la mia città. Avevo scelto di provare a vincere con questo progetto, sono stati cinque anni intensi, nel calcio e nel rapporto con la gente. È stata un'unione difficile da ritrovare. Poi è arrivata la chiamata della nazionale e non ho potuto dire di no». Ma il suo piccolo tributo a quell'avventura, il ct lo paga confermando di voler lavorare su giovani come De Silvestri. «Ha tante qualità e tanto da migliorare: ora vogliamo lavorare su giocatori come lui, in grado di poter vestire per tanti anni la maglia azzurra».

Perché, nessuno lo dimentichi, il progetto Prandelli è a lungo termine. «Spero che domani Giuseppe Rossi sciolga la riserva e si renda completamente disponibile» dice dell' attaccante fermato da una distorsione alla caviglia e solo oggi tornato a pieno ritmo. «Se è così, voglio provarlo a destra anche se è un sinistro - aggiunge, sorvolando sulla bocciatura di Pepe -. Cominciamo l'era del tridente». All'insegna del «coraggio, dell'entusiasmo, della generosità». Prandelli confessa di aver apprezzato le stesse doti in Cassano («Mi piace quando dice di voler mettere il suo talento a disposizione della squadra, l'errore da evitare è limitare la sua libertà di movimento, perché può essere devastante»), dimostrate anche nel lanciare messaggi a Totti: «Potrei andare davvero in difficoltà, anche se Antonio non voleva farlo - la replica divertita -. Credo volesse rinsaldare un rapporto con un fratello, e se non sbaglio ha parlato anche di un'amichevole per tornare a giocare con Francesco». Scorrono i titoli di coda. Il film azzurro, da domani, è un'altra cosa.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • rocky207/09/2010 13:40:36
    (Seguito)non dovevano mica essere coccolati x giocare bene. Per aver fatto una discreta partita in nazionale contro l'Estonia (squadra di serie B) in Italia lo stanno osannando e questa sera contro una squadra di operai delle Far Oer (serie C2) si ripeterà sicuramente, domani i giornalisti ad osannarlo ed a criticare Lippi x non averlo portato ai mondiali, dove sarebbe naufragato insieme agli altri, in quanto la nazionale non dispone più di talenti, visto che le squadre sono pieni di stranieri.
  • rocky207/09/2010 13:31:02
    Mandato via dalla Roma, via dal Real, dalla Samp quasi, non ha giocato se non erro 7 o 8 partite consecutive nella Samp x aver avuto con Del Neri dei problemi, partite che comunque vinte lo stesso senza la sua presenza, stava x andare alla Fiorentina, adesso lo vogliono fare Sant'Antonio, xchè è diventato buono, si è sposato, diventerà papà, x giocare bene ha pure bisogno di affetto da parte di Prandelli e di chi gli sta vicino. I veri campioni, Pelè, Maradona, Rivera, Platini, Zidane (continua)
  • EXVIAOSLAVIA07/09/2010 11:30:42
    Leggere questi paragoni: Totti o Cassano. A parità di età e condizione fisica è meglio senz'altro Totti che ha più classe e fisico. Ora certo Totti non è più lui per vari motivi fisici, quindi questi paragoni non si devono fare, sono aria fritta! Tutti noi dovremmo farla finita di mettere a confronto giocatori di età diverse perchè lasciano il tempo che trovano: Un'altra cosa che non sopporto sono quei tifosi che odiano e giudicano un giocatore a prescindere.
  • frasport7607/09/2010 00:13:51
    per carità non parliamo mai più di totti in nazionale
  • Dany_World06/09/2010 21:06:47
    FIDUCIA A CASSANO... TOTTI HA GIà DATO...
  • dragonfc06/09/2010 19:07:07
    finalmente fuori pepe,giocatore inutile e scandaloso.
     
     
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