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L'Italia vince con Cassano. Qualificazione ad un passo

Gli azzurri di Prandelli vincono 1-0 contro le Far Oer e sono vicinissimi alla qualificazione ad Euro 2012. Bel gol del talento del Milan che converte in rete un assist al bacio di Pirlo. Ora contro la Slovenia basta un punto per accedere agli Europei

L'Italia vince con Cassano. Qualificazione ad un passo© REUTERS/ANDRIJA ILIC
TORSHAVN, 2 settembre - Un solo gol, di Cassano, tanti colpi di tacco inutili e più di un brivido al freddo delle Far Oer. L'Italia di Prandelli non fa la magia di ridare il sorriso ai suoi tifosi, ma torna dalle Far Oer con una vittoria pesante. Ora l'Europeo è a un passo. L'1-0 azzurro fa coppia con quello della Serbia a Belfast, e le combinazioni del girone rendono a questo punto necessaria una vittoria martedì, contro la Slovenia, per avere la qualificazione immediata. Servirà un'Italia meno timorosa e imbrigliata di quella vista contro i dilettanti di Torshavn, che hanno fatto tremare con due pali Prandelli. Il cammino di crescita degli azzurri ha subito una piccola frenata, paradossale che si sia sofferto più contro il catenaccio dei nordici che contro la ragnatela della Spagna lo scorso 10 agosto. Segnali di recessione anche da Rossi, il cui destino è afflosciarsi sempre al momento in cui tutti attendono l'esplosione. Un po' meglio Cassano, gol a parte: quando ha capito che non c'erano spazi, è arretrato per fare il play. La mia Italia non sciopera mai, aveva detto alla vigilia della partita contro i dopolavoristi delle Far Oer il ct, ma stasera qualche pausa se l'è presa.

INIZIO PROMETTENTE - La preoccupazione era quella di un calo di tensione, non sfruttare l'enorme differenziale tecnico quello sì sarebbe una figuraccia. Dunque, dall'inizio fiducia all'Italia che aveva brillato con la Spagna. Maggio e Criscito a spingere sulle fasce, Pirlo davanti alla difesa e Thiago-De Rossi ai fianchi. A Montolivo il compito di inserirsi da dietro la linea di attacco, dove Cassano e Rossi devono ruotare molto. E dall'altra parte? In porta un meccanico d'auto, centrale di centrocampo un carpentiere, unico professionista il trequartista Holst: questo il succo del 4-4-1-1 messo in campo dal ct irlandese Kerr. Il vento e la pioggia, qui rispettati come divinità nordiche, si affacciano appena sullo stadio Torsvollur. Condizioni ideali, insomma. E infatti le tre occasioni azzurre nei primi tre minuti offrono il copione previsto, dominio assoluto. La prima palla gol è un tiro da fuori di Montolivo che mette in difficoltà Torgard, e sono passati appena 30 secondi. È il secondo minuto, invece, quando Cassano di sinistro viene parato e poi Thiago a porta vuota incontra la deviazione fortuita di Rossi. Criscito e soprattutto Maggio spingono sugli esterni, il terzino del Napoli mette dentro un paio di palloni (al 7' e all'8' per Rossi), Cassano invece cerca il gol personale con una bella girata di sinistro. Il premio arriva dopo 11', anche se sul lancio di Pirlo Fantantonio è in sospetto fuorigioco: dopo il dribbling e l'appoggio in rete a porta vuota, è lo stesso azzurro a guardare verso il guardalinee prima di esultare, mentre gli avversari protestano. Sembra l'inizio del diluvio, e invece paradossalmente il vantaggio blocca gli azzurri, ora più statici.

FAR OER PERICOLOSE, DUE PALI - Rossi non è ancora entrato in partita, Montolivo non ha spazi tra le linee strettissime delle Far Oer, che difendono in 8 e ripartono velocissimi. Sui contropiedi gli azzurri sono troppo spesso piazzati male, al 21' il tiro di Eltor alto (e deviato da Criscito) è un piccolo allarme. L'entusiasmo del piccolo stadio si accende però quattro minuti dopo, quando Olsen con un gran destro stampa il pallone alla base del palo. L'Italia si blocca, troppi colpi di tacco e poca efficacia. Naturale, comunque, che le migliori occasioni siano sue. Bisogna aspettare il 41' per la prima combinazione tra Cassano e Rossi, nel caso anticipato. Ci prova al 45' con un gran sinistro Cristico, respinto di pugno. L'avvio di ripresa è in fotocopia, l'Italia parte forte, aggressività e giocate. Torna a provarci da fuori Montolivo (2') ma il suo tiro impatta in area su De Rossi, mentre un minuto dopo la combinazione Cassano-Maggio-Rossi appare un eccesso: non serve entrare in porta palla al piede per segnare. Prandelli capisce, bisogna cambiare qualcosa: dentro Pazzini per uno spento Rossi al 13', l'idea è dare peso e concretezza alla manovra. Un tiro e un dribbling secco in area quasi subito, e il centravanti interista entra subito nel match. L'occasione buona è quella del 18', una schiacciata di testa, ma debole. Ci prova anche De Rossi, percussione e tiro al 21' ma Torgard sfodera per la centesima volta la respinta di pugno. Il contropiede dei padroni di casa è sempre caricato a molla, se poi Chiellini si lascia bruciare da Holst come capita a volte per la difesa azzurra c'è di che temere. Il brivido arriva al 25': altra ripartenza e cambio di gioco, l'Italia è scoperta e da destra il cross di Eltor trova sul secondo palo la deviazione di Holst, sulla traversa. Dall'angolo successivo un altro cross, la girata di testa di Justinussen impegna Buffon. Entra anche Aquilani per Thiago Motta, non cambia la sofferenza azzurra. Chiellini buca ancora su Holst all'80', fortuna che il numero 9 tira alle stelle. Cassano ci ha provato fino all'ultimo, lanci e inserimenti, poi lascia a Balotelli il palcoscenico negli ultimi 5'. È il solo sprazzo di freschezza in un'Italia che si spegne stanca, tenendo palla a difesa di un 1-0 tanto brutto quanto prezioso.

LE PAROLE DI PRANDELLI - Ora Cesare Prandelli sogna l'abbraccio della sua Firenze. A Thorsavan la vittoria è stata molto più difficile del previsto, per l'ultimo passo verso Euro 2012 manca però la vittoria con la Slovenia, martedì allo stadio che lo ha lanciato con la viola al vertice del calcio italiano da allenatore: «Conquistare l'Europeo a Firenze sarebbe una magia, un sogno che si avvera», aveva detto ancor prima di scendere in campo a Torshavn. «Sarebbe fantastico per me», ribadisce dopo il sofferto 1-0 sulle Far Oer. Anche se a prevalere è l'analisi della serata. «Abbiamo sbagliato ad essere troppo leziosi - dice, parlando della prova di Rossi e Cassano ma non solo -. In questi casi bisogna essere più concreti, non abbandonarsi a certi tocchi eccessivi. Abbiamo sbagliato il primo controllo e anche il secondo, e le triangolazioni non riuscivano. Lo sapevo, siamo ricaduti in certi errori». Dà la colpa al «campo e alla preparazione», e spiega: «Col passare dei minuti, il terreno bagnato dalla pioggia si è allentato. I giocatori erano consapevoli di non avere la condizione per arrivare fino alla fine allo stesso ritmo. Così dopo aver rischiato di chiudere in 20' la partita con un 3-0 che ci sarebbe stato, sono affiorate le paure. Forse anche quelle del passato». Una considerazione che fa da monito anche per la partita con la Slovenia: con un risultato pieno martedì sarebbe qualificazione certa con due turni di anticipo, ma potrebbe bastare anche un pari se in contemporanea pareggiassero anche i serbi, in casa contro le Far Oer. Meglio non fare i conti: «Doveva essere tutto facile anche stasera, e invece non è stato così: dunque, la qualificazione non c'è ancora, rimaniamo a questo», avverte Prandelli. Certo la convinzione di poter aiutare il calcio italiano a uscire dalle sue secche è un po' indebolita, dopo stasera. «Ma guardate che la situazione del calcio italiano è complicata, ma non così buia come molti credono. Starà ai grandi club indicare le nuove strade, fornire le tracce». Le sue Prandelli le ha trovate, si tratta solo di attendere le risposte giuste dai protagonisti. «Cassano - dice - sa di essere sempre sotto i riflettori. Ma qui in Nazionale ha trovato il modo per correggersi il giorno dopo: con un sorriso. Balotelli chiuso? Al contrario, io lo vedo molto motivato. Lui deve far parlare per sé il campo». Domani si torna a Firenze, c'è la Slovenia da preparare bene.

PARLA BUFFON -  «La cosa buona di oggi è che prendiamo i tre punti. La partita è stata uguale a quella di tre anni fa. I primi dieci minuti sono stati molto belli, con tante occasioni poi ci siamo un pò complicati le cose. La squadra è molto giovane, non tutti riescono a capire che anche nei campi più facili puoi soffrire e paghi poi nell'approccio alla gara». È questo il commento a caldo di Gigi Buffon, fatto ai microfoni di RaiSport, allo stentato successo degli azzurri contro le Faeroer. «Ci servirà da lezione - aggiunge Buffon -. Certe gare puoi vincerle facilmente ma se molli un centimetro poi si possono complicare e magari perdi anche punti importanti».

PARLA CHIELLINI -  «Dovevamo fare il secondo gol per stare più tranquilli, una rete puoi sempre prenderlo a livello internazionale. C'è stato un po' di rilassamento dopo il gol, alla fine è andata bene ed era quello che ci interessava. Ma dovevamo fare sicuramente di più». Lo ha detto Giorgio Chiellini, commentando dai microfoni di RaiSport, la vittoria per 1-0 dell'Italia contro le Faeroer. Può aver condizionato gli azzurri il fatto di non essere ancora scesi in campo a causa dello sciopero?: «Il fatto di non aver giocato non ha condizionato la nostra prestazione - risponde Chiellini -. Non eravamo stanchi. Noi vogliamo firmare per giocare, per dare stabilità e trovare una soluzione che possa fare bene per tutti. Non vorrei che fosse solo una soluzione per sei mesi e poi ritrovarci con gli stessi problemi. Il calcio italiano non ha bisogno di questa situazione».

PARLA CRISCITO - «Abbiamo vinto solo 1-0? Questa è stata una partita difficile perché loro si sono difesi bene, pressavano e non ci facevano giocare. Abbiamo avuto tante occasioni, alla fine siamo contenti per la vittoria». L'esterno azzurro Mimmo Criscito commenta così, dai microfoni di Raisport, la partita vinta di misura dalla squadra di Prandelli contro le Faeroer. «Quando è entrato Pazzini - aggiunge Criscito - non abbiamo spinto sugli esterni come Prandelli ci chiedeva. Eravamo anche un po' stanchi, abbiamo giocato molto palla a terra facendo possesso palla. Dovevamo, però, farla circolare più velocemente perchè quando ci arrivava palla sugli esterni loro erano già schierati».

PARLA DE ROSSI -  «Totti è una fortuna per la Roma, è il più grande giocatore di tutti i tempi dopo Baggio, ma anche Luis Enrique è una fortuna, è un allenatore giovane, offensivo e leale. Basta con le fazioni intorno alla Roma». Lo dice Daniele De Rossi dallo spogliatoio dello stadio di Torshavn commentando le parole del ds Sabatini sul rischio che il caso Totti «uccida la Roma». «Ha detto che per me vuole un contratto innovativo? Per me va bene anche il vecchio. Loro vogliono tenermi, io voglio restare, ma discutiamo per qualche soldo in più e in meno. È così in tutti i lavori e chi dice diversamente racconta delle favole».

COMMENTI
  • metallo6503/09/2011 18:16:27
    Ma perchè Prandelli non ha portato almeno in panchina Giovico, che era stato in settimana il più brillante a Coverciano, invece che di Cassano e company, compreso Balotelli, al quale sembra non interessi nulla?
  • saldom03/09/2011 16:44:23
    Io invece do voti bassi a tutti!
    Ma e` sempre cosi`. Queste partite "facili" vengono sempre sottovalutate e gli italiani dopo una partenza a tutto gas, si rilassano quasi subito.
    Non e`cosi che si gioca. Si tratta di una qualificazione...che diamine!
    Avremmo potuto tranquillamente perdere ieri sera. Non sono affatto contento.
    Neanche i canbi sono serviti a niente...incredibile.
  • gobbofiero4103/09/2011 16:22:37
    Prendiamo per buono quel primo quarto d'ora. Poi hanno influito il ritardo di condizione e un po' di rilassatezza. Comunque ci vuole una punta di peso (Pazzini o Matri) e un centrocampista più rapido (Marchisio). Vergognose le pagelle dei giornali, come al solito ad uso e consumo dei tifosi. La stampa milanese promuove i giocatori di Inter e Milan, quella fiorentina dà la sufficienza all'impalpabile Montolivo, voti bassi soltanto ai giocatori della Juve. Usciremo mai da questo provincialismo?
     
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