Prandelli: «Marchisio? Ha qualcosa di Tardelli»
Il ct azzurro il giorno dopo il pareggio contro la Serbia: «Claudio ha grandi doti di corsa, si è definito come ruolo e posizione, e in più ha una dote importante per un centrocampista: sente l'area di rigore come Marco. Come avevo detto, ha scollinato. L'Italia? Basta elogi, criticateci di più. Non so se c'è poco entusiasmo attorno a questa Nazionale: in ogni caso, è meglio tenerselo per l'Europeo. Giovinco e Osvaldo? Vediamo se dal 1', però la formula tattica sarà la stessa»
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© Foto PegasoSU MARCHISIO - Claudio Marchisio come Marco Tardelli. Il paragone fa paura, visto il peso specifico dell"urlò mundial, ma stavolta ad accennarlo è addirittura Prandelli. «A chi assomiglia di più tra Perrotta e Marco? Al secondo, senza dubbio - ha spiegato il commissario tecnico dell'Italia, all'indomani del gol del centrocampista Juve alla Serbia -. Claudio ha grandi doti di corsa, si è definito come ruolo e posizione, e in più ha una dote importante per un centrocampista: sente l'area di rigore. Come avevo detto, ha scollinato». Quanto al paragone con Tardelli, una sola differnza: «Marco aveva scollinato prima».
OSVALDO E GIOVINCO - Prandelli ha annunciato che nessuno degli azzurri andrà via, e che per la partita di Pescara contro l'Irlanda del Nord valuta l'impiego di Giovinco dal primo minuto, ma anche di provare Osvaldo: «Però la formula tattica sarà la stessa: all'inizio della nostra avventura ci siamo detti che volevamo stupire, proponendo un'idea di calcio che di solito alla Nazionale non si associa».
SU IBRA E GUARDIOLA - Ibrahimovic improvvisamente stanco di giocare, Guardiola amaro sui risvolti economici dello sport più amato. L'ondata di malinconia che sta colpendo il calcio europeo non coglie di sorpresa Cesare Prandelli: «Quel che ha detto Guardiola è il pensiero che, prima o poi, passa per la testa di ogni allenatore - ha spiegato da Coverciano il commissario tecnico della Nazionale - arriva sempre il giorno in cui ti chiedi: ma quando smetterò, fin dove avrò la forza di arrivare? Poi ti passa, perchè sei troppo innamorato del tuo lavoro. Semmai, stupisce che a far certi pensieri sia un giovane come lui, dal quale ti aspetti discorsi su come preparare nuovi trionfi». D'altra parte, per il ct l'aspetto economico non riuscirà mai a prevalere: «Se un giocatore pensa troppo all'ingaggio, non avrà mai una buona carriera: guadagnare tanto è solo una conseguenza di un lavoro che ti appassiona». E della passione di un mestiere-gioco, Prandelli ha parlato rispondendo a una domanda sulla polemica della Lega sulla chiamata di Osvaldo: «Fortuna che c'è il calcio? Non so per il resto d'Italia, ma per me sì: è sempre stata la cosa più bella».




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