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Europa League, Lazio eliminata. Pari Genoa

Europa League, Lazio eliminata. Pari Genoa
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© Foto REUTERS
 
In Austria il Salisburgo si impone 2-1. 0-0 dei rossoblù a Praga in casa dello Slavia
ROMA, 2 dicembre - La Lazio cade a Salisburgo, mentre il Villarreal va a vincere 2-0 a Sofia, contro il Levski. È l'incrocio di risultati che chiude le porte dell'Europa League ai biancocelesti. Dopo i dolori del campionato, ecco quelli europei, in coda ad una partita che la squadra di Ballardini ha colpevolmente lasciato per lunghi tratti all'iniziativa avversaria, specie nel primo tempo, con uno Zarate troppo isolato per colpa dello schieramento tattico scelto dal tecnico.

Come domenica scorsa con il Bologna la Lazio parte bene, costringendo i padroni di casa nella loro metà campo. Ma la manovra d'attacco, con Zarate unica punta centrale (Tommaso Rocchi è in panchina), si perde negli ultimi 20 metri. Il primo tiro verso la porta di Gustaffson (al 4' Foggia lancia Eliseu, diagonale deviato in angolo) resterà un lampo isolato. Il Salisburgo non si scopre, mantiene i suoi tre difensori molto arretrati ed i biancocelesti faticano a trovare spazi. Gli austriaci (anche loro con una sola punta, Janko) si affidano soprattutto alle lunghissime rimesse laterali di Schwegler: al 17' è quasi un calcio d'angolo che trova la testa di Janko, alto sulla traversa; un minuto dopo ancora capocciata di Janko che sfiora il palo e mette i brividi a Muslera, piazzato male. L'uruguaiano poi rischia l'espulsione reagendo ad un contatto con Janko. Per sua fortuna è solo giallo. Intanto arriva la notizia che il Villarreal ha segnato con Giuseppe Rossi e la situazione della Lazio si complica ulteriormente.

In avvio di ripresa Ballardini toglie l'impalpabile Eliseu. Al suo posto Meghni. Ma è il Salisburgo a sbloccare il risultato al 7', sfruttando la prima ingenuità difensiva della Lazio. Punizione dalla trequarti, Lichtsteiner si distrae e Afolabi di testa batte Muslera. Preso il gol che può significare fine del viaggio europeo, Ballardini toglie Radu ed inserisce Rocchi per dare una spalla all'isolatissimo Zarate. E nel giro di 5 minuti arriva il pari. L'argentino slalomeggia in area austriaca ed obbliga Gustafsson alla respinta. Foggia è lì, pronto a siglare l'1-1. Ora la partita è molto più veloce e la Lazio si mangia il raddoppio con Rocchi che tira addosso a Gustafsson ignorando Zarate che lo manda a quel paese. Ma i padroni di casa non stanno a guardare ed al 31' colgono un palo con Leitgeb. È il preludio al gol che arriva due minuti dopo, partendo dalla beffa di un tocco di mano di Schwegler, in area austriaca, non visto dall'arbitro. Contropiede veloce, palla a Tchoyi e Salisburgo di nuovo in vantaggio. Le speranze biancocelesti (mentre il Villarreal raddoppia) si spengono al 38' sul palo colto da Makinwa appena subentrato a Rocchi. Il Salisburgo è a punteggio pieno e pensa già ai sedicesimi. La Lazio saluta l'Europa League tra mille rimpianti, a cominciare dalla vittoria regalata proprio agli austriaci all'Olimpico.

SLAVIA PRAGA-GENOA FINISCE 0-0 - In Repubblica Ceca il Genoa va a cogliere uno pari in casa dello Slavia Praga e rimanda tutto al prossimo turno, quello definitivo, per cogliere la qualificazione al turno successivo. I rossoblù vanno a 7 punti nel gruppo B, raggiungendo il Lilla battuto dal Valencia capolista a 9. Proprio gli spagnoli andranno al Ferraris negli ultimi 90' del girone.

ROSSOBLU' CON TANTI CAMBI - Il Genoa 2 pareggia a Praga contro lo Slavia grazie a una buona prova corale ma soprattutto alle parate di Scarpi, che sostituisce molto bene Amelia e salva per tre volte la porta su tiri ravvicinati degli avversari. I rossoblù, che come previsto si giocheranno la qualificazione il 17 dicembre in casa con il Valencia (oggi capolista con la vittoria sul Lilla), sono anche stati aiutati da due decisioni dubbie della terna arbitrale, che ha annullato due gol allo Slavia: per un fuorigioco millimetrico e per una carica sul portiere che ha suscitato le proteste dei cechi. Gasperini fa un largo turnover rispetto al derby: lascia in panchina l'attacco che ha schiantato la Sampdoria e propone l' inedita coppia Floccari-Crespo, con l'italiano chiamato a coprire la fascia se necessario. Rifiatano anche Milanetto e Criscito. Il Genoa parte bene, sta coperto con una sorta di 4-4-2, non rischia nulla e crea buone occasioni, come quella che Crespo inventa al 25': controllo e tiro sventato da una prodezza del portiere. Lo Slavia cresce poco a poco e alla mezz'ora segna anche un gol con Vleck, annullato per un fuorigioco molto dubbio. Passato il pericolo, i rossoblù premono ma senza impegnare il portiere avversario. Va vicino al vantaggio due volte invece lo Slavia, con Krajcir (tiro sbagliato da ottima posizione) e Vleck, che dal dischetto calcia a colpo sicuro e costringe Scarpi a una prodezza in tuffo.

Nella ripresa entrano Sculli per Crespo (che non apprezza) e Criscito per Juric. La fisicità dello Slavia crea difficoltà ai rossoblù, che faticano a fare girare il pallone alla ricerca del varco buono. Al 19', una esitazione difensiva del Genoa regala una palla d'oro a Vlcek che tutto solo colpisce al volo e costringe Scarpi a una seconda prodezza in tuffo. Il portiere si ripete al 27' sul nuovo entrato Kores, respingendo di pugno da due metri. Il finale è un monologo dei cechi che segnano con Hlousek nel recupero: l'arbitro annulla perchè un compagno ha ostacolato Scarpi in uscita e lo Slavia viene eliminato.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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