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Euro 2008 - Austria e Svizzera

la Spagna trionfa e apre il suo ciclo vincente

Euro 2008 - Austria e Svizzera 
Vincitori: Spagna
Squadre: 16
Squadre nelle qualificazioni: 50
Assenze di rilievo: Inghilterra
Sorprese: Nessuna
Scarpa d’oro: David Villa (Spagna) 4
Statistiche: furono segnati 77 goal (2,48 per partita) con 1.140.902 spettatori (36.803 per partita)
Formato: Quattro gironi da quattro con due per girone nei quarti di finale
Numero di partite: 31

Innovazioni
• Le squadre dei gironi A e B, C e D non potevano incontrarsi nei quarti di finale, quindi era impossibile che due squadre dello stesso girone si incontrassero nella finale

Controversie
• Il pallone ufficiale, realizzato dall’Addidas, destò diverse preoccupazioni perché secondo i giocatori la traiettoria del pallone deviava durante il volo

Curiosità
• Alcune anomale tempeste elettriche causarono ripetute interruzioni alle trasmissioni televisive della semifinale tra Germania e Turchia.
• La realizzazione del nuovo trofeo, praticamente identico al vecchio trofeo Henri Delaunay, fu affidata ad Asprey di Londra.

Storia
Le due nazioni alpine temporaneamente gemellate ospitarono l’elite d’Europa nell’aria pura e di un paesaggio meraviglioso dove la nuova creatura del calcio mondiale era definitivamente nata: la Sagna, il cui titolo arrivò dopo un lungo digiuno (da quando era stata la nazione ospitante nel torneo del 1964). Il trofeo venne meritatamente conquistato grazie ad una classe superiore rispetto alle altre squadre e che portò al titolo mondiale due anni dopo. Lo spirito di gruppo che in precedenza mancava e la sincronia oltre delle quattro sezioni della squadra – portiere, difensori, centrocampo e attacco – erano già di ottimo livello e portarono le Furie Rosse ad essere di gran lunga la squadra migliore. Come accadde anche in Sud Africa, le vittorie di misura non diedero la reale dimensione dell’effettivo predominio.

Ci furono assenze rilevanti nel torneo, come per esempio quella della squadra inglese, la cui fase di qualificazione fu davvero insifficiente. Le sconfitte fuori casa in Croazia e Russia avevano quasi distrutto le speranze di un recupero in extremis quando in una notte di calcio e pioggia, che sarà per sempre ricordata, mentre l’allenatore Steve McClaren con il suo rado ciuffo fulvo si riparava sotto un ombrello, la sua squadra gettava via la sua ultima opportunità e la Croazia, vinceva passando al girone finale tra Austria e Svizzera. La nazionale croata avrebbe onorato il torneo in un modo che l’Inghilterra non avrebbe mai potuto fare. Le nazionali dei paesi ospitanti, che organizzarono un Europeo in maniera esemplare, non si distinsero eccessivamente sul campo di gioco. Gli svizzeri non riuscirono a mantere le promesse fatte nell’avventura dei campionati Germania nel 2006. All’inizio del torneo l’attaccante chiave Alexander Frei si infortunò ed i Cechi vinsero 1-0 a Basilea.

Nella partita successiva la Svizzera ebbe il discutibile onore di essere la prima squadra ad uscire dalla girone e lo fece accompagnata dal dramma di una sconfitta con la Turchia, all’ultimo minuto, sotto una pioggia battente. Fu proprio la pioggia una delle protagoniste al negativo nel proseguimento del torneo . Il Portogallo, che aveva vinto le sue prime due partite con Cristiano Ronaldo, andato via dal Manchester United, vinse il girone perdendo con la Svizzera l’ultimo incontro del girone. Un’altra partita dal finale drammatico fu lo scontro tra Rep Ceca e Turchia che vide la squadra di Fatih Terim, imporsi alla fine per 3 a 2, grazie a due goal di Nihat mentre stavano erano in svantaggio per 2-1, conquistando l’accesso al girone finale.
Le speranze dell’Austria prima del torneo erano minime e anche quelle poche furono distrutte quando il loro unico punto fu ottenuto in un pareggio con l’altra nazionale sfavorita del girone, la Polonia. L’entusiasmo fu la più grande risorsa dell’Austria, un milione di persone che riempirono le strade di Vienna per vedere la partita di apertura contro la Croazia. I croati vinsero di misura e diventando la prima sorpresa del torneo battendo successivamente i favoriti tedeschi a Klagenfurt. I tedeschi dovettero faticare per battere l’Austria nella partita finale, e vinsero solo 1-0 contro, tirando un grande sospiro di sollievo grazie a Michael Ballack che li portò alla vittoria.

L’allenatore della Germania Jogi Loew, espulso dopo un litigio durante la sconfitta con la Croazia, fu obbligato a vedere la partita dalla tribuna contorcendosi tra la rabbia e l’angoscia, attenuate solo dalla continua accensione di una sigaretta dietro l’altra.

Un “Girone della Morte” vide le grandi squadre dell’Olanda ,dell’l’Italia e della Francia scontrarsi una contro l’altra, duramente, anche se i francesi con una squadra talmente scarsa da offuscare la loro reputazione. Un terribile pareggio con la Romania fu seguito da una sconfitta ad opera degli olandesi a Berna.La squadra di Marco Van Basten aveva già sconfitto i campioni del mondo in una partita ricordata per il goal iniziale di Ruud Van Nistelrooy, assegnato in seguito alle nuove regole del fuorigioco. L’Olanda completò un girone di apertura perfetto battendo la Romania 2-0 mentre la Francia con lo stesso risultato perdeva con l’Italia. Eric Abidal fece un fallo su Luca Toni ed entrambi furono espulsi e fu dato un rigore, trasformato da Andrea Pirlo. Le speranze francesi tramontarono quando Franck Ribery venne portato via dal campo dopo dieci minuti perché si ruppe i legamenti della caviglia. Il secondo goal fu messo a segno da Daniele De Rossi.

Il gruppo D sfornò vecchi e nuovi campioni. I greci non riuscirono a ripetere le loro gesta eroiche sotto “Konig” Oto Rehhagel, e furono battuti con facilità a Salisburgo dalla nazionale della Svezia, a dimostrazione che il “trucco portoghese” non avrebbe funzionato una seconda volta. L’ eliminazione divenne inevitabile dopo la sconfitta, seppur esigua, contro la Russia, che riuscì a non abbattersi dopo la sconfitta 4-1 subita dalla Spagna ad Innsbruck. David Villa vinse la classifica cannonieri con quattro goal, grazie alla tripletta contro i russi.

La Russia, allenata dal killer Guus Hiddink, sconfisse gli svedesi 2-0 per passare il turno, con goal di Andrei Arshavin e di Roman Pavlyuchenko, che sarebbero andati a giocare nella Premier League grazie alle loro formidabili prestazioni agli Europei.

Nei quarti di finale il Portogallo continuò a dimostrare che non era più la forte nazionale piegatasi solo al miracolo ellenico. La debolezza nella difesa sulle palle alte costò la sconfitta per 3-2 contro i tedeschi, con Miroslav Klose e Michael Ballack che segnarono di testa. Ronaldo lasciò il torneo senza aver segnato un goal, respingendo le accuse di aver giocato distrattamente perché pensava al suo trasferimento al Real Madrid.

La notte successiva la Turchia respinse la furia dei croati. Ivan Klasnic, ritornato da poco a giocare dopo un trapianto di reni, segnò a un minuto dalla fine ma i nervi dei croati crollarono quando Semih Senturk pareggiò nei minuti di recupero. La Croazia era comprensibilmente distrutta e sbaglià tre dei quattro rigori, mentre la squadra di Terim continuò i suoi casuali ma emozionanti progressi.

Lo spirito di avventura degli olandesi si arrestò quando le tattiche di Van Basten fallirono contro quelle del connazionale, Guus Hiddink, sulla panchina della squadra russa, allenatore di grande esperienza. Sebbene Van Nisterlrooy portò la partita ai tempi supplementari dopo aver pareggiato il goal di Pavlyuchenko, l’energia superiore della Russia e il talento di Andrei Arshavin, ebbero il sopravvento. Il giocatore russo, che aveva perso le due partite di inizio per squalifica, si candidò come potenziale giocatore del torneo.

La storia del calcio spagnolo, sia a livello di club che di nazionale, contava più sconfitte che vittorie contro l’Italia. E anche se stavano giocando un calcio migliore il risultato non era scontato anche perché Giorio Chiellini aveva sostituito l’infortunato Fabio Cannavaro senza far rimpiangere il capitano azzurro. Arrivarono così i rigori e questa volta, fu il portiere spagnolo Iker Casillas a diventare il portiere eroe paratutto come lo era stato toldo in Olanda. Daniele De Rossi sbagliò il secondo rigore per l’Italia, mentre prima Daniel Guiza e Antonio Di Natale avevano entrambi segnato. Cesc Fabregar, entrato come sostituto, segnò il rigore decisivo e gli spagnolini iniziarono a crederci.

Il cammino della squadra turca si infranse sul muro tedesco nella semifinale a Basilea. Il calcio scoppiettante fu quasi pari alla tempesta che si scatenò a Vienna, dove le immagini internazionali furono interrotte per il temporale. Segna prima la Turchia con Boral poi il pareggio della Germania con Schweinsteiger, poi di nuovo Germania con Klose e di nuovo il pareggio della Turchia con Semih Şentürk. Ma alla fine quando il terzino Philipp Lahm segnò nei minuti supplementari i turchi dovettero ingoiare il boccone amaro.

La situazione fu meno drammatica a Vienna, dove la Spagna giocò come se avesse il destino dalla sua parte e tutte le speranze della Russia andavano svanendo minuto dopo minuto. I metronomici passaggi di Xavi avevano illuminato il gioco delle Furie Rosse per tutto il torneo e fu lui a dare l’assist per il loro primo goal. Xavi e Andres Iniesta erano coperti nel gioco dal naturalizzato brasiliano Marcos Senna, con David Silva sulle ali dietro la coppia Fernando Torres e David Villa, in grande forma. Ulteriori tentativi di Guiza entrato nel secondo tempo e poi di Silva, erano la conferma che al di là degli uomini, il gioco della Spagna era così ben congeniato da meritare il trofeo senza riserve.

Vienna fu la sede della vittoria. Torres che non aveva segnato durante tutto il torneo, doveva rompere il digiuno e trovare la via del goal al posto dell’attaccante del Valencia perché a causa di uno stiramento, era costretto a saltare la finale. Così Torres giocò davanti a cinque centrocampisti, con Fabregas che fu schierato al posto di Villa.

Come era successo alla Russia, la Germania non riuscì nemmeno ad avvicinarsi alla qualità del palleggio degli spagnoli e non riuscì mai ad avere un possesso di palla decente, soffocata dal pressing frenetico delle furie di Luis Aragones che fece giocare alla formazione del suo paese il miglior calcio dai primi anni ’60. Torres trovò la rete al 33° minuto, sfruttando il passaggio smarcante di Xavi, rubando la palla a Lahm e firmando il goal che valeva il trofeo. La Germania non costituì mai una vera minaccia, tenuta a bada dagli spagnoli che continuarono ad attaccare e totalizzando, alla fine, altre sette occasioni.

La Spagna, che alla fine aveva dimostrato il suo potenziale sul primo palcoscenico internazionale, era pronta a sfidare il resto del mondo.
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