Lega Pro, missione di Pace in Israele e Palestina
«E’ il cuore italiano». E’ così che viene presentata la risposta immediata della Lega Pro alla proposta del Cio di andare a giocare in Isreale e Palestina. Il calcio come veicolo di distensione, di pace in una terra martoriata, segnata da ferite insanabili.
Il calcio è “il migliore assessore allo sport” ha detto colui che guida la Palestina, Abu Mazen. A novembre, intanto, si replica in Italia. “Siamo andati in Palestina con un pallone – continua il direttore della Lega Pro- e con una valigia di speranza e voglia di costruire. Aspettiamo la squadra olimpica palestinese per un’altra sfida in Italia il prossimo 9 novembre.
Sempre con un pallone andremo in Israele e ripeteremo, giocando, il rito della conciliazione e della pace. Il Comitato Internazionale Olimpico sta svolgendo un ruolo decisivo con la forza che gli deriva dallo sport. Quando il mono era diviso in blocchi contrapposti, Le Olimpiadi sono state lo strumento del dialogo e della distensione. Quando Cina e Usa erano mondi contrapposti, il ping pong fu il veicolo del dialogo tra i due popoli”.
Il Cio a settembre, con il presidente Rogge e il vicepresidente Pescante, sarà in terra di Israele e promuoverà un incontro tra Palestina ed Israele per riuscire ad ottenere la libera circolazione degli atleti. “Sarebbe un importantissimo passo in avanti- dichiara Ghirelli- di una presa d’atto che i due popoli possono dialogare, abbattendo il muro di oltre seicento chilometri che divide le due aree. E noi, incredibilmente, avremo partecipato in piccolissima parte a questo processo. La cosa ci fa tremare al solo pensiero!” Il sogno nel cassetto esiste. Non ha dubbi il direttore della Lega Pro: “E’ quello che coltiviamo: in un prossimo futuro non vorremo più incontri di calcio bilaterali tra Paesi, ma un triangolare (Italia-Palestina ed Israele). E’ troppo? Forse pensarlo oggi è azzardato, ma abbiamo presente un fatto molto preciso e incontrovertibile: quella è la terra del più grande miracolo della storia dell’umanità. Gesù Cristo morto sulla croce per redime gli uomini resuscitò e allora…”.
PESCANTE - Mario Pescante: "L’esperienza che abbiamo fatto a metà giugno è stata unica. L’incontro di calcio tra la Palestina e la rappresentativa Under 20 della Lega Pro, oltre che a rappresentare l’esordio di una Nazionale occidentale nei territori palestinesi, ha avuto anche un altro importante significato. Lo sport ha un potere magico, parla un linguaggio universale ed ha dimostrato di raggiungere dei risultati che la diplomazia politica fatica ad ottenere. E’ stata un’emozione indimenticabile non solo per noi, ma soprattutto per i giovani calciatori azzurri, che on immaginavano alla vigilia, di diventare “ambasciatori” della pace con lo strumento che utilizzano quotidianamente, il pallone. La prima tappa di un percorso condiviso con la Lega Pro ha avuto un buon esito. Siamo pronti a continuare un progetto che vede in sinergia il calcio e il sociale e che sa tirare fuori i tanti messaggi positivi che il pallone lancia, ma che troppe volte rischiamo di non vedere o di comprendere".



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