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Lecco, la crisi e l’orgoglio

Il presidente s’è dimesso, ma la squadra vuole onorare il centenario con la salvezza

Lecco, la crisi e l’orgoglio© LaPresse
TORINO - E sono cento. La Calcio Lecco compie cent’anni di storia, fatta di grande passione, di infinita tradizione e di fedeltà a questa maglia, unica in Italia, che unisce il blu del lago e l’azzurro del cielo. Fondato nel 1912, come sezione della gloriosa Canottieri, il club ha attraversato due secoli, seguendo il corso naturale delle vicende umane. Il primo mattone per costruire l’edificio Lecco fu posto dall’appassionato Eugenio Ceppi (papà del “grande” Mario) che intuì la potenzialità di uno sport destinato a diventare passione globale. Nell’età aurea compresa tra il 1950 e 1960 gli aquilotti riuscirono a disputare tre campionati di serie A e nove di B: la promozione in serie A risale al 1960. Furono momenti di intensa partecipazione collettiva per un evento che avrebbe segnato per sempre la storia sportiva cittadina. La partita dell’apoteosi venne disputata al Rigamonti contro il Parma il 29/05/1960 (1-1). Al termine i giocatori e il presidente Mario Ceppi furono portati in trionfo dai tifosi, al suono della fanfara dei bersaglieri. Tra i componenti di quella formazione bluceleste, Bruschini, Batoli, Cardoni, Gotti, Bicchierai, Duzioni, Savioni, Arienti, Bonacchi, Fontanot, Gilardoni, mister l’indimenticato Piccioli. Nei successivi campionati di serie A, memorabili i pareggi con Juventus e Milan, la vittoria per 2-1 con doppietta di Gilardoni sull’Inter di Helenio Herrera conquistata il 12/03/1961 davanti a 22.000 persone traboccanti di passione. In quella storica partita, Piccioli schierò Bruschini, Facca, Franchi, Gotti, Cardarelli, Duzioni, Savioni, Galbiati, Bonacchi, Abbadie e Gilardoni. Indimenticabili le promozioni in serie B del ‘71/72 (artefice un impareggiabile Ciccio Longoni nelle vesti di tecnico) e in C1 nella finale playoff di Monza con la Pro Sesto giocata il 15 giugno 1997. Pagine memorabili.

Un capitolo a parte merita la figura del presidentissimo Mario Ceppi che interpretò per oltre 40 anni un ruolo da protagonista. Persona di elevata statura morale, condusse il suo Lecco da un’anonima quarta categoria alla vetrina della massima divisione, portando una città non ancora provincia a rivaleggiare con squadroni di caratura internazionale. Scomparso nel 1983, ha lasciato un grande vuoto, mai più colmato. Tantissimi i giocatori che hanno vestito con onore e lealtà la casacca bluceleste. Oltre a quelli già citati, vale la pena ricordare Sacchi, Meraviglia, Bravi, Fioroni, Marchi, Bozzoli, Santi, Galli, Tantardini, Redaelli, Fracassa, Corradi, Logaglio, Pasinato, il “gringo” Sergio Clerici (59 reti in bluceleste), Longoni, Tam, Schiavo, Meregalli, Jaconi, Motta, Tettamanti, Azzimonti, Martorelli, l’oggionese Sergio Ferrari poi passato alla Roma, il portiere Vincenzo Rigamonti e, più recentemente, Lorenzo Marconi (recordman con 473 presenze), Ratti, Rota, Bonini, Agnesi, Giaretta e i due Fabio Corti. Capitolo a parte per Mario Rigamonti, perito nella tragedia di Superga del 1949: infatti in memoria del Grande Torino la terza maglia del Calcio Lecco è granata e per commemorarlo degnamente lo stadio attualmente si chiama “Rigamonti-Ceppi”. Ma tanti altri meriterebbero di essere menzionati. Tra le due guerre spiccarono per personalità e bravura, Tedeschi I e Tedeschi II (53 gol), Riva, i fratelli Saverio, Aliverti, Renica, Mauri, Pizzala. Emozioni di un passato glorioso trasmesse ai ragazzi di oggi che con trepide speranze si affacciano al mondo del calcio. E’ giusto che i giovani sappiano che il Lecco è nato da radici solide e che le tradizioni meritano di essere custodite con affetto perché proprio dal passato può scaturire un futuro ancora migliore. Il lecco attualmente naviga in Seconda Divisione in acque piuttosto agitate, al timone dei blucelesti c’è da tre stagioni il presidente Sergio Invernizzi con la sua famiglia e, da questa stagione, si è aggiunto il socio Salvo Zangari. Il gruppo dirigente ha cercato di costruire un futuro roseo, ma gli sforzi sin ora non hanno prodotto i risultati sperati. E il rapporto con i tifosi si è incrinato al punto tale che Invernizzi nei giorni scorsi ha annunciato le dimissioni.

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2 commenti

  1. popper
    popper tramite iPhone ®alle 07:51 del 02/03/2012

    Ve lo auguro con tutto il cuore!

  2. RipamontiPB
    RipamontiPBalle 13:13 del 01/03/2012

    Da Lecchese Doc, quanto vorrei una squadra che non dico possa rinverdire i fasti del passato, ma almeno avesse una storia dignitosa e degna di Lecco città e di tutti i suoi abitanti.

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