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Lippi: «Tifo per il Trap»

Lippi: «Tifo per il Trap»
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© LaPresse
 
Il ct della Nazionale: «Non ce l'ho con la Francia ma allo spareggio per il Mondiale spero che Trapattoni e Tardelli ce la facciano»
FRANCAVILLA, 13 novembre - C'è profumo di Mondiali nell'Italia-Olanda di domani, test in cui Marcello Lippi un po’ per scelta e un po’ per necessità schiera due volti nuovi, Palladino e Candreva, senza per questo aspettarsi alcun tipo di sconto da chi dovrà giudicare. «Al pubblico di Pescara non chiediamo nessuna immunità, di questi tempi poi... - spiega il commissario tecnico -. Siamo campioni del mondo ed è tanto, ma non per questo pretendiamo di aver guadagnato chissà quale sconto. Pagano il biglietto, i tifosi possono dire quel che vogliono: ma almeno aspettino la fine, se ci sarà un momento di difficoltà ci aiutino. Per il resto, quel che verrà non sarà un problema».

AMARCORD - Non è un mettere le mani avanti per i rischi di una sfida piena di suggestioni e ricordi, un eterno duello tra due modelli di calcio: orange contro azzurro, spregiudicatezza contro pragmatismo. Piuttosto è la fotografia del momento. Senza tre titolari chiave (De Rossi, Marchisio, Iaquinta) e con un'identità definitiva ancora da trovare, Lippi non se la sente di mettere in parallelo questo test con l'Olanda del 2005, quattro anni esatti orsono, quando uno scintillante 3-1 ad Amsterdam diede la misura di quanto fosse solida quella nazionale lanciata verso il Mondiale di Germania. Ora il freno a mano non è stato ancora tolto ma Lippi è convinto di aver percorso più strada della volta precedente. «Considerate normale l'accostamento a quella partita, ma di uguale c'è solo il nome dell'avversario - sostiene prima dell'amichevole di domani -. Rispetto a quattro anni fa, ora abbiamo più certezze su quel che potremo dare in un mese di mondiale. Per questo non è indispensabile fare una grande partita domani».

"CAPIENZA" - Quel che verrà, sottintende dunque Lippi, è il rischio di una scivolata contro l'Olanda di Sneijder e Huntelaar: niente a che vedere con il calcio totale di Cruyff e i suoi fratelli ma pur sempre la prima europea a staccare il biglietto per i Mondiali con otto vittorie su otto. Uno scivolone azzurro, a voler vedere il bicchiere mezzo vuoto, vorrebbe dire di sicuro una nuova petizione popolare per Cassano, come un mese fa a Parma contro Cipro, prima ancora che eventuali fischi o inviti ad andare a lavorare. «Ma dai pescaresi mi aspetto la “capienza”, nel senso che capiscano» sdrammatizza il ct.

BEL MIX - Lippi è comunque determinato a seguire altre strade rispetto alle più popolari, come dimostra il debutto del ventiduenne trequartista Candreva. Ed è probabile che stavolta sia preparato a trattenere la sua ira in caso la sua nazionale non incontri i favori del pubblico. Di sicuro, l'Italia disegnata per domani ha più spessore di quella improvvisata a Parma per la festa qualificazione contro i ciprioti. «Due giocatori nuovi e nove titolari è un bel mix: una gran prestazione non è indispensabile, ma sia chiaro ci piacerebbe eccome. Da tutti mi aspetto una crescita, individuale e collettiva».

ESPERIMENTI - Mentre in giro per il mondo altri sono ancora a caccia di un posto in Sudafrica («Chi tifo in Irlanda-Francia? Trapattoni e Tardelli, ovviamente, senza aver nulla contro i Blues» dice Lippi a proposito degli antichi rivali), l'Italia può insomma permettersi qualche esperimento. E questo è il bicchiere mezzo pieno. I nomi da seguire sono quelli di Palladino, attaccante scuola Juve ora al Genoa e frenato finora dagli infortuni, e soprattutto Candreva. «Palladino - sottolinea Lippi - l'avrei chiamato già a giugno. Il destino in vista del Mondiale è tutto nelle sue mani. Candreva mi ha sorpreso alla prima di campionato, la facilità di corsa, il tiro, ha tutto: l'ho seguito, non ha ruoli definiti. È semplicemente uno che sa giocare a centrocampo e può stare ovunque. L'ho detto anche a lui, se un allenatore ti mette in diverse posizioni vuol dire che sei giocatore vero».

PIRLO MOSTRUOSO - Al giovane romano del Livorno, Lippi chiederà di fare la mezzala sinistra con frequenti spostamenti dietro le punte, Gilardino centravanti e Palladino esterno sinistro nel quattro-tre-tre. «Vedrete più spesso Palombo e Pirlo centrali» ha detto Lippi in insolita vena di spiegazioni tattiche, dopo aver annunciato a uno a uno gli undici titolari e prima di lanciarsi nell'elogio di Pirlo. «In questo momento è talmente forte che può giocare ovunque - le sue parole sul milanista -. in rossonero fa il centrale. E lo fa benissimo». Starà a lui prendere per mano un'Italia dai passi ancora incerti, ma che con l'Olanda vuole sentirsi più vicina al Mondiale 2010.


 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • MagicoDelPiero13/11/2009 13:48:13
    Certo che da italiano, anch'io tifo per il Trap!!!!!!
     
     
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