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Abete: «Porte nazionale aperte per Nesta e Totti»

Abete: «Porte nazionale aperte per Nesta e Totti»
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Il presidente Figc: «Su Balotelli la decisione spetta solo a Lippi»
MILANO, 2 marzo - Alessandro Nesta «è stato ed è un grande giocatore, da nazionale» e il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete spera che si riesca a convincere il difensore del Milan a tornare in azzurro per i Mondiali in Sudafrica. «I tentativi si faranno fino all'ultimo - ha detto Abete a margine della presentazione della Sport Business Academy a Milano -. Bisogna rispettare le volontà di un giocatore che deve fare conti con Champions e campionato. Ma quando finiranno ci sarà solo il Mondiale e c'e la speranza che Nesta possa far parte del gruppo, compatibilmente con le scelte del ct».

«È chiaro che è un giocatore di grande qualità di cui abbiamo necessità in nazionale» ha aggiunto Abete spiegando che anche per Francesco Totti le porte sono aperte: «Il problema di Totti in questo momento è recuperare condizioni fisiche, poi naturalmente ci sarà la valutazione tecnica di Lippi. Per quanto riguarda la Federazione, le porte della nazionale sono sempre aperte: il mio auspicio è che tutti siano convocabili, e la Federazione appoggerà le scelte di Lippi». Tra questi è incluso anche Amauri: «Dovrebbe diventare cittadino italiano nei prossimi giorni, dopo di che ci sarà una valutazione tecnica di Lippi - ha osservato Abete -. Speriamo che Amauri faccia bene in questo periodo e diminuiscano gli infortuni che hanno colpito molti giocatori italiani di primo livello».

Domani Abete sarà a Rieti per seguire da vicino Mario Balotelli e l'Italia Under 21, ma non si esprime sulla scelta del ct di escluderlo dalla nazionale maggiore. «Penso che le scelte tecniche vadano lasciate all'allenatore e mai un presidente di federazione debba inserirsi - ha commentato Abete a margine della presentazione della Sport Business Academy, a Milano -. Avrò la possibilità di vedere direttamente Balotelli domani perchè sarò a Rieti a seguire l'Under 21, per una partita decisiva per il cammino verso l'Europeo».

Quello che ha vinto il Mondiale in Germania era «un gruppo che lavorava all'unisono, al di là delle individualità: questa è stata la forza nel 2006 e questa si auspica che sia la forza dell'Italia in Sudafrica. Serve fare gruppo» prosegue Abete. Alle voci insistenti che vogliono l'allenatore della Fiorentina Cesare Prandelli come successore di Lippi sulla panchina azzurra, Abete ha replicato assicurando di non avere parlato con nessuno: «La Federazione ha preso l'impegno di fare chiarezza a maggio nel rapporto con Lippi, con il quale c'è un ottimo feeling - ha spiegato il numero uno della Figc -. Serve fare chiarezza sul post-Mondiale a maggio, perché l'11 agosto la nazionale torna a giocare. Però adesso la priorità è fare bene il Mondiale. Sappiamo che altre nazionali come Spagna, Brasile, Inghilterra hanno fatto meglio di noi in questi anni, ma l'Italia ha un gruppo importante e un titolo mondiale di cui vanno orgogliosi tutti i 60 milioni di italiani». Infine Abete ha stigmatizzato le parole dell'ex capitano della Francia Zinedine Zidane, che preferirebbe morire piuttosto che chiedere scusa a Marco Materazzi per la testata nella finale del Mondiale 2006: «Non sarei tanto d'accordo, mi sembra una situazione recuperabile in qualche modo - è convinto il presidente della Federcalcio -. Nelle sfide sportive ci possono essere errori da tutte le parti, ma spero che anche Zidane cambi idea».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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