Trattativa Unicredit-Italpetroli sospesa: si riparte giovedì

Futuro Roma in bilico: le due parti si siederanno al tavolo dalle ore 18

 
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ROMA, 5 luglio - Doveva essere il giorno della conciliazione, con annessi titoli di coda. E invece, almeno fino a giovedì prossimo, la famiglia Sensi continuerà al reggere il timone della Roma. La parola fine, infatti, nello studio del professor Cesare Ruperto, presidente del Collegio arbitrale chiamato a dirimere la questione legata ai debiti contratti dalla Compagnia Italpetroli nei confronti di Unicredit, ancora non è stata scritta. Il confronto si giocherà ai supplementari. Le parti, dopo una giornata interminabile fatta di incontri, pause e nuovi faccia a faccia, hanno deciso di sospendere l'udienza in tarda sera, rinviando il tutto a giovedì prossimo alle ore 18. «Data l'ora si proseguirà giovedì col tentativo del collegio di trovare una conciliazione», ha spiegato Francesco Carbonetti, legale per Unicredit.

RUPERTO SPIEGA - A spiegare la situazione, nei dettagli, è poi stato lo stesso Ruperto: «Ci aggiorniamo perchè a quest'ora ci sono altri impegni. Pensavamo di finire, e invece non è stato così, ma questo non è un rinvio, solo una sospensione». «Non ci sono dissensi, si sta solo puntualizzando tutto - ha quindi aggiunto il presidente del collegio arbitrale - Questa fase è definita 'puntuazionè. Credevamo di chiudere in mezz'ora, e invece non è stato così ma ho fiducia che si possa chiudere». Non esclude però il possibile ricorso al lodo arbitrale: «Finché io non firmo non escludo nulla, ma c'è comunque una piena collaborazione tra le parti».

LA CONSOB E IL COMUNICATO - Parti che, con i loro incontri che vanno avanti da oltre un mese, hanno però messo in fibrillazione il mercato azionario. Tanto che la Consob, l'autorità di vigilanza sui mercati borsistici italiani, ha chiesto alla società As Roma di diffondere un comunicato prima della riapertura degli scambi sul titolo a Piazza Affari. La nota potrebbe arrivare nelle prime ore di domani, visto che il titolo è trattato in un segmento di negoziazione che avvia i primi scambi con leggero ritardo rispetto al normale listino, attorno alle 11. Il titolo dell'As Roma è oggi volato in borsa, chiudendo con un rialzo del 7,17% a 0,991 euro. A spingere la quotazione sono state le voci di un imminente accordo che - secondo il tam tam degli operatori - avrebbe potuto prevedere l'azzeramento del debito di oltre 325 milioni di euro che la holding petrolifera deve all'istituto di Piazza Cordusio in cambio del passaggio di mano dei principali asset di Italpetroli, compresa la As Roma Calcio. Alla Sensi, secondo le indiscrezioni, sarebbero rimasti un numero di immobili (compresa la residenza di famiglia di Villa Pacelli) dal valore complessivo di circa 35 milioni di euro e la presidenza della squadra giallorossa, ma solo in via transitoria. Un ruolo questo - secondo questa ipotesi - che la Sensi ricoprirebbe però senza poteri, se non quelli legati alle deleghe attuali che riguardano la gestione ordinaria della società e le decisioni riguardanti il calciomercato. Il ruolo sarebbe più quello di una traghettatrice, in attesa che l'advisor (individuato da Unicredit nella banca d'affari Rothschild) selezioni un acquirente dalle solide garanzie.

GLI ALTRI PROTAGONISTI
LA SENSI: «GIUSTO CHE PARLINO AVVOCATI» - Solo poche aprole, invece, da parte della presidente della As Roma, Rosella Sensi: «Hanno già detto tutto gli avvocati - ha spiegato - ed è giusto che parlino loro. Stanca? Forse lo sarete più voi giornalisti dopo una giornata così, sotto il sole».

L'AVVOCATO CARBONETTI: «PROSEGUE TENTATIVO CONCILIAZIONE» - All'uscita dallo studio legale ha parlato anche Francesco Carbonetti, legale per Unicredit. «Data l'ora tarda l'udienza è sospesa. Proseguirà quindi giovedì alle 18 il tentativo del collegio di trovare una conciliazione».

L'AVVOCATO GAMBINO: «GIOVEDI' DOVREMMO CHIUDERE» - Ottimista l'avvocato di Italpetroli, Agostino Gambino: «Ci auguriamo di aver lavorato nella direzione giusta».

L'AVVOCATO CONTE: «SOSPENSIONE PER L'ORA TARDA» - L'avvocato della Roma Conte spiega i motivi della sospensione: «Dipende dall'ora tarda. CI siamo aggiornati a giovedì alle 18. Il presidente Ruperto ci ha chiesto di fare questa dichiarazione».

UN AFFARE DI LUNGO CORSO - Un "matrimonio" quella tra la Roma e la famiglia Sensi durato 17 anni e "minato" da un debito di 325 milioni che Unicredit da oltre un anno chiede che venga saldato. Una storia iniziata nel 2004 con Capitalia, allora guidata da Cesare Geronzi, e che prosegue oggi con Unicredit (che nel frattempo ha assorbito la banca romana). Il tentativo di Italpetroli, holding della famiglia Sensi, di rientrare dall'indebitamento contratto con gli istituti bancari in pratica va avanti da oltre sei anni. È alla fine del 2007 però che inizia il braccio di ferro tra la famiglia e la banca: Unicredit nel luglio 2008 rinuncia all'opzione del 2% che le avrebbe consentito di salire al 51% di Italpetroli e rinegozia un nuovo piano. La prima scadenza è per dicembre: 150 milioni che però non arrivano nelle casse di Piazza Cordusio, che concede una proroga al giugno successivo. Ma anche questa scadenza non viene rispettata. Sono i mesi in cui si inizia a parlare di cessione della Roma, uno egli asset di maggiore peso di Italpetroli, per ripianare i debiti, ma tra ipotesi russe, arabe e americane, fra il finanziere George Soros e l'agente Fifa Vinicio Fioranelli, non se ne fa mai nulla. Nemmeno la ventilata trattativa con l'imprenditore farmaceutico Francesco Angelini, che parla espressamente di interesse verso la società giallorossa, va a buon fine. L'ultimo anno, da quando Unicredit chiede garanzie per il rientro del debito, è scandito da incontri, prese di posizione e comunicati, e rinvii, come oggi.

LE TAPPE DELLA VICENDA
- 29 maggio 2009: con un comunicato ufficiale, Italpetroli annuncia "di avere avviato dei contatti con Mediobanca" e comunica "l'intenzione di Compagnia Italpetroli di avvalersi della stessa per studiare le migliori modalità per gestire l'attuale situazione debitoria nei confronti del ceto bancario". 
-  2 settembre 2009: Pressing di Unicredit nei confronti di Italpetroli, perchè la società guidata dalla famiglia Sensi rientri dall'esposizione di circa 277 milioni di euro nei confronti della banca. Vengono preparati i documenti da presentare al giudice per il pignoramento di tutti gli asset della holding di casa Sensi, eccetto la As Roma, e fa partire i decreti ingiuntivi presso il Tribunale.
- 23 novembre 2009: il sindaco di Roma propone una mediazione. In Campidoglio si tiene l'incontro tra i rappresentanti di Italpetroli e Unicredit ma si conclude con un nulla di fatto ammesso dallo stesso Alemanno, che parla di "clima gelido".
- 26 novembre 2009: Italpetroli smentisce di aver dato mandato a Mediobanca per la cessione di tutti gli asset del Gruppo e definisce le notizie circolate prive di fondamento. In particolare, viene precisato, non ha conferito a Mediobanca alcun mandato a vendere il pacchetto di controllo dell'As Roma.
- 3 giugno 2010: alla vigilia della prima udienza dell' arbitrato, il gruppo Italpetroli risponde, attraverso un comunicato, alle indiscrezioni di stampa su un possibile fallimento dell'azienda facente capo alla famiglia Sensi. «Tali pseudo notizie, la cui origine e la cui finalità sono del tutto chiare, non ci sorprendono, ma comunque ci indignano, poichè ancora una volta non si è esitato ad aggredire e denigrare un gruppo di imprese sane e i suoi lavoratori, nonchè una società sportiva, come l'As Roma, che gode di ottima salute, senza alcun rispetto per la passione di milioni di tifosi».
- 4 giugno 2010: L'udienza per l'arbitrato tra Unicredit e Italpetroli viene rinviata al 23 giugno. Unicredit risponde a Italpetroli con una nota, smentendo "le gravi insinuazioni" contenute nel comunicato stampa diffuso da Italpetroli.
- 23 giugno 2010: L'udienza arbitrale dura tre ore e viene aggiornata al 5 luglio.
- 5 luglio: Il tentativo di conciliazione tra Unicredit e Italpetroli va a vuoto e viene nuovamente aggiornato, a giovedì 8.

 

Commenti

  • priscopersempre06/07/2010 11:55:17
    A ROSELLA
    ''DOMANI E' UN ALTRO GIORNO''
    MA QUELLA ERA NALTRA ROSSELLA.
    COMUNQUE SE TE NE VAI NON PIAGE NESSUNO.
  • SergioJuve06/07/2010 10:30:58
    "È necessario mettere in campo la forza e la credibilità del Presidente,unita al potere del gruppo Tronchetti, dell’UNICREDIT, della Banca Popolare di Milano e di altri personaggi del mondo dell’imprenditoria e della finanza che ci dovrebbero mettere in grado di poter pretendere e ottenere molto di più nell’ambito federale della Figc e della Lega". Moratti, tramite l'Unicredit e A. Profumo, cerca di azzoppare pure la Roma. Vi ricordo anche che lo sponsor della champions qst anno era Unicredit...
  • rickiricola06/07/2010 10:27:26
    Anch'io sono juventino e apprezzo quello che la famiglia Sensi ha fatto per il calcio italiano. Ma dire che unicredit sia un becchino é un po esagerato. Se hai 277 milioni di € di debiti é normale che prima o poi qualcuno te ne viene a chieder conto.
    Pero chiamare un gruppo con 277 milioni di debito un gruppo di imprese sane..... mi sempra un pochino, ma solo un pochino ottimista......
  • adolfo05/07/2010 21:53:31
    grazie dott.sa sensi. dispiace che gli avvoltoi nascosti dietro al becchino unicredit prenderà la sua roma per un tozzo di pane. io sono juventino vero. ma ho ammirato e ammiro quello che la sua famiglia ha fatto per il calcio italiano. grazie ancora le auguro tanta fortuna.
     
     
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