In attesa di un compratore, l'attuale presidente resterebbe al comando del club
ROMA, 8 luglio - Visti i trascorsi, scrivere che oggi sarà il d-day nel tentativo di conciliazione fra Unicredit e Italpetroli (controllante della Roma: ieri l’assemblea per l’approvazione del bilancio è stata aperta e sospesa in attesa di quello che accadrà nel pomeriggio), è quantomeno azzardato. Tuttavia, mai come ora la firma di Rosella Sensi dovrebbe essere imminente. Per quanto riguarda il club calcistico - uno degli asset che passeranno all’istituto di credito in cambio dell’estinzione del debito della holding petrolifera di 405 milioni (sono compresi anche quelli con Mps) - la funzione di traghettatrice della Sensi sembra essere certa. L’accordo, se confermato almeno con un memorandum d’intesa, prevederebbe la nascita di una nuova società che avrebbe il controllo diretto del club giallorosso. Un passaggio tecnico (che permetterebbe alla banca di evitare l’opa) creato ad hoc in modo da segnare un distacco dalle altre attività petrolifere e immobiliari, che non cambierebbe però le dinamiche future. L’attuale presidente rimarrebbe al comando, affiancata da un cda ristretto composto da due consiglieri della banca, fino a quando non si manifestasse all’orizzonte un possibile acquirente. Tutto come prima quindi? Quasi. La differenza rispetto al passato è che l’eventuale imprenditore (o fondo) interessato ad acquisire la Roma stavolta non si relazionerebbe con la famiglia ma direttamente con Unicredit, previa ricerca accurata dell’advisor Rotschild al quale verrebbe affidato il compito di valorizzare e vendere il club. Tradotto: se l’istituto di credito dovesse accettare l’offerta, la Sensi non potrebbe opporsi e sarebbe costretta immediatamente a farsi da parte. Ora, però, bisognerà capire - sempre se ci sarà il sì - che margine di manovra avrà Rosella in questo interregno. Un esempio: prima delle vacanze aveva parlato con Ranieri garantendogli il rinnovo contrattuale per altri due anni. Promessa confermata non più tardi di una settimana fa. Con questo nuovo assetto sarà possibile? Che operatività potrà avere il presidente insieme ai collaboratori Montali, Pradè, Conti e Mazzoleni?
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