Il Pibe de Oro ha dato al primo del traditore e al secondo del bugiardo
BUENOS AIRES, 29 luglio - Il presidente della Federclacio argentina (Afa), Julio Grondona, e il manager della nazionale, Carlos Bilardo, rispondono a Diego Armando Maradona, che ieri li ha accusati di essere, rispettivamente, un “bugiardo” e un “traditore”. Il Pibe de Oro non ha preso bene l’esonero da ct dell’albiceleste e ieri, in una conferenza stampa appositamente convocata, ha sparato a zero contro i due personaggi in questione. Che oggi replicano.
BILARDO -Bilardo, che è stato ct dell’Argentina campione del mondo a Messico ’86 e vice-campione a Italia ’90, quando Maradona era capitano, ha cercato di giustificare in qualche modo il suo ex pupillo: «Sono sicuro che la colpa non è sua - dice - ma del suo entourage. Ho sempre difeso e continuo a difendere Maradona fino alla morte. Diego ha ottenuto tutto ciò che voleva, ha potuto portare con sé chi e cosa voleva, fino al preparatore dei portieri». L’ex asso del Napoli ha dichiarato fra l’altro che Bilardo «ha lavorato nell’ombra per farmi fuori». In effetti, il manager della Seleccion aveva giurato tempo fa che avrebbe lasciato la nazionale se Diego fosse stato mandato via, ma quando si è trattato di mantenere la promessa si è tirato indietro.
GRONDONA - «Sono stato io a chiedere a Bilardo di continuare - spiega Grondona -. Ha un contratto fino al 2011 e, per quanto mi riguarda, non ha tradito proprio nessuno». Il potente presidente dell’Afa ha poi negato di avere mentito a Maradona: «Continuo a rimpiangere il fatto che non sia più ct - afferma - perché è una cosa triste, ma non gli ha mai detto bugie. A Pretoria gli ho detto che era indispensabile cambiare qualcosa. L’Afa è una cosa seria, non si possono far venire i propri amici senza alcun limite».
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