Il giocatore nel mirino bianconero: «Sono orgoglioso dei paragoni con Pavel. Lo ammiro tanto, intendo ripercorrere le sue tappe»
JOHANNESBURG, 11 giugno - Sembra timido, ma assicurano che Milos Krasic, insieme all’inseparabile Jovanovic, è il il matto della squadra, quello che inventa gli scherzi (o gli subisce) ed è sempre allegro. Un filo di emozione però la tradisce, quando deve parlare del suo futuro. «Non parlo bene inglese», si schermisce. Ma alla domanda sull’Italia e sulla Juventus, annuisce con forza: «Da, da!», che in russo significa: «Sì, sì». Sorride, cerca un amico per la traduzione e dice: «Sì, voglio venire a giocare in Italia. In che squadra ancora non lo so, ma voglio venire da voi». Il dubbio, in realtà, è relativo, lui avrebbe già scelto la Juventus e ha anche già spiegato le motivazioni parlando con gli amici della delegazione serba: ha paura di scomparire nella mastodontica rosa dell’Inter, gli piace l’idea di essere uno dei fondatori di un nuovo ciclo bianconero, come gliel’ha presentato Marotta.
OH, PAVEL! - E poi, quando lo paragonano a Pavel Nedved, si illumina: «Beh, forse perché c’è una certa somiglianza fisica... Ma io non sono ancora all’altezza di Nedved. Essere accostato a lui mi riempie d’orgoglio, perché l’ho ammirato tantissimo, lui è stato un fenomeno, un campione di alto livello e una persona eccellente. Mi piacerebbe diventare come lui, percorrere le stesse tappe». Magari anche quella di Torino.
FIDUCIA - Di mercato, però, non ha tanta voglia di parlare: «Ho dato fiducia ai miei agenti, loro stanno decidendo il mio futuro. Sono sicuro che sceglieranno il meglio per me. Io mi concentro sulla Coppa del Mondo, poi vedrò. Mi piacerebbe giocare in una grande squadra, ma questo penso sia abbastanza scontato». I suoi agenti, per la cronaca, hanno già un accordo con la Juventus, altro indizio bianconero. Come il sorriso che gli strappa Stankovic, incrociandolo nella hall dell’albergo e gridandogli: «Sento parlare di Juventus!».
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