Obiettivi: monetizzare Lanzafame, Mirante e altri e arrivare a Bonucci
TORINO, 21 giugno - Il conto alla rovescia è iniziato: venerdì alle 19 scade il termine per definire il futuro dei giocatori in comproprietà. Tradotto, o si trova un accordo nei prossimi quattro giorni o si “giocherà” alle buste. E’ annunciato un esodo di dirigenti e procuratori verso Milano, quartier generale del calciomercato. Anche Giuseppe Marotta, dg bianconero, si metterà in viaggio. La Juventus ha in agenda diversi appuntamenti. I pezzi pregiati sono Domenico Criscito (Genoa/ Juve) e Raffaele Palladino (Genoa/Juve), per forza di cose legati all’affare Leonardo Bonucci( Bari/Genoa). Ma attenzione ai vari Davide Lanzafame( Juve/Palermo), Antonio Mirante (Sampdoria/Juve) e Michele Paolucci (Juve/ Siena), con i quali la Juventus cercherà di costruirsi un tesoretto. Senza dimenticare Marcelo Zalayeta ancora a metà tra bianconeri e Napoli. Il Panteron è corteggiato da Larissa e Aek Atene: si va verso il rinnovo (tra Juve e Napoli) e la successiva cessione.
INTRIGO Marotta è pronto ad affondare per Bonucci. Tra domani e mercoledì incontrerà Genoa e Bari, dopo le fumate grigie dei giorni scorsi. I tre club, allo stato attuale, sono d’accordo almeno su un aspetto: evitare le buste. Soluzione insidiosa, soprattutto per il patron Enrico Preziosi, che a quel punto sarebbe costretto a giocarsi a carte coperte ben quattro giocatori: Criscito, Palladino, Bonucci e Meggiorini (Bari/Genoa). Il rischio è troppo grande. Ecco perché il Genoa, che ha già un’intesa di massima con la Juventus (Criscito tutto rossoblù e rinnovo della compartecipazione per Palladino per cedere la metà di Bonucci), nelle prossime ore cercherà un accordo col Bari. Lo stesso farà la Juventus. Marotta e Angelozzi, ds dei pugliesi, sono fermi alla metà di Sergio Bernardo Almiron (di proprietà della Juventus, l’ultimo anno in prestito in Puglia) e conguaglio per la metà di Bonucci (valutato 7,5 milioni). Devono ancora incontrarsi sui soldi (contanti o Paolucci), visto che il Bari non ha abbassato le pretese. C’è comunque ottimismo.
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