«Sono un costruttore di gioco, mentre da voi si pensa solo a distruggere»
TORINO, 22 giugno - È andato via dalla Juventus tra pochi rimpianti. Poi all'Atletico Madrid si è in parte riscattato, disputando una buona seconda parte di stagione. Ora ai Mondiali sembra rinato con il suo Portogallo, anche se giudicare un giocatore per due gol messi a segno contro una Corea del Nord impresentabile è eccessivo. Tiago Mendes (è di lui che stiamo parlando) si gode comunque il suo momento di gloria. E, dopo la sfida contro i malcapitati asiatici (finita 7-0 per i lusitani), si prende qualche rivincita nei confronti di coloro che a Torino a suo dire non l'avrebbero capito.
Tiago ha parole dure per tutto l'ambiente, a partire dalla società. A salvarsi sono solo i compagni, Chiellini e Camoranesi in testa. «Non ha funzionato il mio calcio - dice il centrocampista portoghese - perché non è quello che voleva la Juventus. Io gioco per costruire, l'unica preoccupazione in Italia è fermare gli altri per lanciare l'attaccante. Non sono stato bene e non ho avuto il tempo di mostrare quanto valgo. Sono stato subito al centro delle critiche senza che nessuno mi avesse mai visto e a ottobre avevo già chiesto di andare via. Ha funzionato soltanto con i compagni, spettacolari: Camoranesi, Chiellini. La società? So che è cambiata e spero che ora difenda i giocatori in difficoltà, soprattutto quelli che arrivano dall'estero senza conoscere il vostro calcio».
Parole abbastanza pesanti, che non lasciano spazio a ipotesi di un ritorno di Tiago in bianconero. Ad affermarlo è lo stesso giocatore: «Voglio restare in Spagna, mi sono trovato benissimo. So che mi vogliono, so che l'Atletico Madrid parla con la Juventus. Spero che il mio futuro sia ancora là». Infine, un breve cenno alla sua partita contro la Corea del Nord: «Nessuna rivincita per me, ho solo il dispiacere di non essere riuscito a fare bene da voi. Ora ci provo con il Portogallo».
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