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Lega, Matarrese: «No a scissione tra A e B»

Lega, Matarrese: «No a scissione tra A e B»
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© LaPresse
 
Il presidente: «Bisogna prendere decisioni politiche serie»
MILANO, 6 ottobre - La parola del giorno in Lega Calcio è "separazione". Quella che la serie A vorrebbe imporre alla serie B in virtù, forse, di "pruriti di progetti più grandi di noi", come la SuperLega. «Si dovranno prendere decisioni politiche serie, non pressappochistiche- avverte però il presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese, frenando dopo l'assemblea dei club della massima serie le folate del suo vicepresidente di categoria, Massimo Cellino-. Fino a quando sarò qui non saranno consentite accelerazioni verso una deflagrazione della Lega».

LE DECISIONI - È questo il sunto dell'assemblea straordinaria di serie A che aveva all'ordine del giorno la ripartizione delle risorse e i rapporti con la serie B. Per quanto riguarda la ripartizione «la serie A- ha annunciato Matarrese- ha deliberato che dal totale delle risorse, che non è ancora definito in quanto ci sono ancora da vendere i diritti della Tim Cup, saranno trattenuti 38 milioni di pertinenza della A, e tutto il resto andrà alla B». La cifra, prendere o lasciare, 'balla' tra i 65 e i 70 milioni di euro ai quali dovranno aggiungersi i 7 milioni di euro garantiti dall'advisor Infront per i diritti di pertinenza dei cadetti. La serie B, che si riunisce mercoledì, dovrà dare una risposta. «In realtà nei momenti topici, in Lega, ci sono sempre questi rapporti tipo marito-moglie, questi rigurgiti che possono sia diventare migliorativi sia determinare un peggioramento- ha continuato Matarrese -. È pure vero che, tolto il discorso della mutualità se dovesse esserci un accordo, non ci sono ulteriori motivi di conflittualità tra A e B, visto che sono esigue le occasioni in cui ci si ritrova insieme».  Serie B che, però, Matarrese ha invitato alla calma. «Sicuramente quello che la A fa alla B non è una minaccia ma non è certo un regalo. Invito però i presidenti di B a ponderare bene e non farsi prendere dall'ira. Tutti, ma proprio tutti, dovrebbero abbassare i toni», ha detto ancora. Poi, a chi gli ha chiesto se pensa di ricandidarsi ai vertici della Lega ha risposto: «Voglio valutare. La Lega così com'è non è più quella che sognavo io. Bisogna vedere se potrò essere ancora utile. Non sono invogliato». E per l'ipotesi di candidarsi alla Federazione: «Quella è già occupata».
 
 
 
 
 

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