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Lippi: Inter-Juve? I bianconeri a S. Siro giocano bene...

Lippi: Inter-Juve? I bianconeri a S. Siro giocano bene...
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© Foto Pegaso
 
Il ct: «Campionato con 5 sorelle. Ci sono anche Udinese e Napoli. Su Del Piero sono stato chiaro, non voglio ripetermi»
FIRENZE, 17 novembre - Trenta partite senza sconfitte, come Vittorio Pozzo. Record per un ct italiano. Marcello Lippi mercoledì in Grecia può fare trentuno, sistemandosi da solo in testa a questa particolare classifica dei commissari tecnici. E raggiungendo, oltretutto, Javier Clemente (Spagna) e Alfio Basile (Argentina), i meno battuti in assoluto. «Fa piacere ed emoziona - ha detto Lippi - Già essere come Pozzo è un onore. Arrivare a trentuno, poi, sarebbe importante, con anche il costante processo di crescita del gruppo».

CINQUE SORELLE
- Non solo InterMilan Juve. «Secondo me è un campionato con cinque sorelle», ha detto Marcello Lippi. Prima erano otto ma adesso, per il ct azzurro, sono due le squadre che possono avvicinarsi alle tre big: «Napoli Udinese. Hanno perso - ha spiegato - ma torneranno a correre»

AUGURI A MARADONA
-  Lippi invia i suoi auguri a un nuovo collega, il Ct dell'Argentina Diego Armando Maradona. «L'ho già fatto inviando un fax alla Federazione argentina - ha detto il commissario tecnico della Nazionale italiana campione del mondo - lo ripeterò quando incontrerò di persona Maradona». «Mi immagino - ha aggiunto Lippi - la reazione dei nazionali argentini quando vedranno entrare Maradona nello spogliatoio e lo sentiranno parlare. Lui è un oracolo, per l'Argentina, il più grande che abbiano mai avuto».

INTER-JUVE
- «Non c'è una favorita, anche se la Juventus a San Siro ha sempre fatto belle partite». Marcello Lippi dice la sua sulla supersfida di sabato sera fra l'Inter e i bianconeri. «Sarà certamente una bella gara, ma non vedo una favorita fra le due squadre», dice il ct dell'Italia, in passato allenatore sia della Juve che dell'Inter.

DEL PIERO E I "MONDIALI" 
- Tra i gol splendenti del Santiago Bernabeu e l'inflessibile verdetto della carta d'identità, Alessandro Del Piero ha i nuovi paletti tra cui tentare il suo ultimo dribbling azzurro: «Su Alessandro sono stato chiaro, e non c'è bisogno che ripeta. Il segreto della sua rinascita sta forse nel fatto che non era finito prima, e che giocatori della Juve sono sempre pronti a risollevarsi dai momenti no», la carezza di Lippi, controbilanciata da una realistica constatazione: «È da questa estate, quando sono tornato in nazionale, che faccio i conti con le carte di identità dei miei tedeschi». In vista dell'ultima amichevole del 2008, ad Atene contro la Grecia, il tecnico del Mondiale ci tiene a ribadire quale sia la linea guida del suo rinnovamento azzurro: «Sarete nel mio cuore per tutta la vita, ma non farò mai una convocazione per riconoscenza: questo ho detto ai miei campioni, dal primo giorno». Ed è il senso del cambio generazionale cominciato nel doppio impegno di ottobre, e proseguito anche stavolta in vista di mercoledì. Certo, ci sono gli infortuni: Buffon, Amelia, Zambrotta, Pirlo, Aquilani, Di Natale.

I NUOVI
- Ma non è solo questo: Lippi ha per esempio ritrovato Camoranesi ma non per questo ha rinunciato a Pepe, che lo aveva rimpiazzato un mese fa. Perciò ha chiamato un nuovo azzurro, quel D'Agostino «ora cresciuto e diventato nel ruolo giocatore completo»; ha ribadito la linea verde della difesa con Dossena, Bonera, Gamberini, Chiellini; e soprattutto ha preferito dare spazio alla verve giovanile e alla maturità calcistica di Giuseppe Rossi: «Il campionato spagnolo lo sta confermando, e io sono felice di richiamarlo», le parole di Lippi. E allora eccolo il vero ostacolo alla chiamata del protagonista del riscatto Juve. Perchè se l'esclusione di Cassano non fa più scalpore («la sua autobiografia? da lettore mi ha divertito, cosa ne penseranno i suoi ex compagni di Under dovrete chiederlo a loro») e Abbiati a casa nonostante l'epidemia di portieri abbia «esclusivamente ragioni tecniche», è a conti fatti emblematica l'ennesimo giro di riposo azzurro per Pinturicchio, che pure Lippi considera «in stato di grazia».

ROSSI
- Lippi spiegò che non c'era bisogno di scoprire Del Piero, conosciutissimo, lasciando però anche intendere quanto pesasse l'incognita dell'età: quella, nel reparto d'attacco affollatissimo per i cinque posti azzurri, è tutta per il nuovo Rossi. «Il mio obiettivo è ricostruire un gruppo - ribadisce Lippi - Rispetto a quattro anni fa, quando i 'nuovi' di squadre come Udinese o Palermo non avevano esperienze internazionali, stavolta sono avvantaggiato. Perciò devo andare a pescare in giro, stando però attento a non rinunciare a qualità ed esperienza del gruppo che già c'è». La constatazione anagrafica non vale dunque per Cannavaro, a 35 anni sempre presente nonostante non abbia nulla più da dimostrare.

VOGLIA DI NAZIONALE
- «Da quando sono ct non mi è mai capitato che qualcuno chiedesse di risparmiarsi una chiamata in nazionale - spiega Lippi, riferito a Ibrahimovic lasciato a casa dalla Svezia - Del Piero è l'emblema della Juve, la sua assenza non è legata al numero di alternative. Per Cannavaro è diverso: lui può anche venir qui e non giocare...», la constatazione legata al ruolo di leader azzurro del capitano, che agli Europei restò in gruppo nonostante l'infortunio.

L'AMICHEVOLE
- Con la Grecia, l'assetto azzurro Ecco dunque come procederà Lippi: un mix di vecchie certezze e nuovi talenti, per tirare le somme a qualificazione avvenuta e a un soffio dal Mondiale. Conterà più lo stato di grazia di quel giorno, per tutti i Del Piero che continuano a sognare la nazionale
 
 
 
 
 

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