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Catania-Roma, sono ancora scintille e polemiche

Catania-Roma, sono ancora scintille e polemiche
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© Foto Liverani
 
Nervosismo fuori e dentro al campo, baruffe e accuse
CATANIA, 21 dicembre - Quando si incontrano Roma Catania sono sempre scintille. Il precedente del famoso 7-0 rifiliato dai giallorossi ai siciliani all'Olimpico ha creato malumori mai sopiti, esplosi in particolare nell'ultima gara della passata stagione a Catania. Polemiche che sono puntualmente tornate anche oggi, nella trasferta etnea della squadra di Spalletti. La Roma è stata battuta 3-2 dalla formazione di Zenga. Qualche nervosismo di troppo in campo, ma la situazione è degenerata al fischio finale con accuse reciproche.

ZENGA NON CI STA - A quanto pare a fine partita Mexes avrebbe dato un colpo a Paolucci e Zenga lo è andato riferire all'arbitro. Da lì il parapiglia con la Roma. Una polemica che arriva con il tecnico dei siciliani fino in tv, a Stadio Sprint, dal suo "nemico" Varriale. Che gli chiede cosa è successo... Zenga si indispettisce: «Non è successo assolutamente nulla- dice il tecnico del Catania- Posso avercela con qualcuno dopo che ho vinto una partita? Valutiamo altro che è meglio... Io non ho fatto assolutamente nulla. Non so perché dovete mettermi in mezzo... Sono andato dall'arbitro a dirgli qualcosa». Più chiara la spiegazione a Sky: «Sono stato provocato e attaccato- dice Zenga- Io faccio l'allenatore e sono capace di capire quale è il mio ruolo. Ma ci sono delle persone che si approfittano di questo. Non sono stato provocatorio io. Le domande sono sempre 'che cosa è successo?', 'cosa hai fatto?'. Magari qualcuno dovrebbe chiedere anche 'cosa ti hanno fatto».

SPALLETTI - Da parte sua, Spalletti ha cercato di sdrammatizzare: «Qui a Catania c'è sempre qualche persona in più in campo il fatto è che ai miei giocatori rodeva aver perso e loro gioivano. Ma non mi sembra che sia successo niente di grave. Ci può stare qualche parola detta per il nervoso. Ma è una cosa abbastanza normale».

PULVIRENTI POLEMICO - Polemico, invece, il presidente del Catania, Pulvirenti: «L'unica persona che non poteva stare sul campo era Pradè... Gli altri erano autorizzati», ha risposto seccato il numero uno etneo ai giallorossi, secondo i quali a bordo campo c'erano troppe persone e molta confusione. «La spinta dei nostri tifosi? Nelle gare casalinghe diventa sempre una partita importante dove cerchi di dare il massimo-ha detto ancora Pulvirenti- il pubblico ti aiuta inevitabilmente. Ma questo riguarda tutte le squadre, non solo il Catania».

IL QUESTORE - «In campo ci sono state delle incomprensioni ma sugli spalti tutto è stato perfetto». È la valutazione del questore etneo Michele Capomacchia all'ANSA della partita di calcio Catania-Roma, che ha sottolineato «l'ottima iniziativa che ha coinvolto 600 ragazzini» per rendere «lo stadio un luogo sempre più sicuro». «Anche oggi - aggiunge il questore Capomacchia - abbiamo ridotto il numero degli esponenti delle forze dell'ordine presenti allo stadio, e i risultati ci danno ragione. Anzi, danno ragione ai catanesi».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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