Tuttosport

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Torino-Juventus, un derby lungo 102 anni

Torino-Juventus, un derby lungo 102 anni
Vota l'articolo
Si
-
No
-

 
Da Dick alle corna: storia di una stracittadina infinita
TORINO, 5 marzo - Storia. Il derby della Mole è definizione di storia. 102 anni di sfide, numeri, aneddoti, personaggi e miti, ad attraversare l'Italia che cambiava faccia: le guerre, le tragedie, il boom economico. Torino e Juventus si incontrano sabato sera per la centottantaduesima volta. Con una valigia grossa così. Di ricordi ed emozioni. Di storia, appunto. Il 13 gennaio 1907, la prima volta. Il Torino, appena nato da una costola juventina, vince 2-1. Primo derby, primo aneddoto: lo svizzero Alfredo Dick, dissidente della dirigenza bianconera e fondatore del nuovo F.C Torino, viene chiuso a chiave negli spogliatoi, evidentemente per vendetta. Sarà costretto a 'intuirè l'andamento del match dalle urla della folla sugli spalti. Tra il 1912 e il 1914 i granata segnano alla Juve la bellezza di 23 gol in sole tre partite (8-0, 8-7 e 7-2). È l'epoca d'oro della famiglia Fino. Negli Anni 20, la storia si ribalta. Solo 3 gare su 20 vinte dal Toro. In quel 1923 arriva alla presidenza della Juve Edoardo Agnelli, iniziando un matrimonio da record che dura ancora oggi. È l'inizio di un predominio bianconero che conoscerà solo due intervalli: il Grande Torino e l'era Pianelli-Radice. Ma gli Anni 20 sono anche quelli del primo scudetto revocato (corsi e ricorsi...).

Il 5 giugno 1927 il Torino vince 2-1 (gol di Vojak I, Balacics e Libonatti). Il terzino juventino Allemandi venne accusato di essere stato pagato da un dirigente del Toro per far vincere la squadra granata. I giornali dell'epoca sottolineano la prestazione del bianconero, definendolo 'il migliore in campò. Dal quel momento i conti del Torino non torneranno più: invece di 8 scudetti, saranno solo 7+1. Il secolo del derby corre veloce. Passa per il Grande Torino, che nel '42 e nel '44 umilia la Juve 5-2 e 5-0. Incubi bianconeri. Boniperti raccontava di sognare ancora la notte "gli occhi insanguinati" dei tifosi granata dietro la porta di Bagicalupo, prima di tirare (e sbagliare) un rigore al Filadelfia. Anni di derby della società civile, oltre che sportivi. Nell'aprile del 1945, a un mese dalla Liberazione, viene organizzata una stracittadina amichevole, per distrarre la popolazione torinese sconvolta dalla guerra. Entrano senza biglietto fascisti e partigiani. Una scaramuccia verbale tra Mazzola e Borel II agita il pubblico che risponde a colpi di pistola. Nessun morto o ferito per fortuna, e la Juve vince per 3-1. Arrivano il boom economico e gli anni della contestazione. E nel 1967 il derby della commozione. Esattamente 41 anni fa: il 22 ottobre si gioca il derby in memoria di Gigi Meroni, morto una settimana prima in un incidente stradale. Il compagno e amico Combin decide di giocare nonostante la febbre alta, in suo onore. Segna tre gol tra le lacrime. Finisce 4 a 0. I tifosi bianconeri riempiono lo stadio con la bandiera a strisce listata a lutto. Gli Anni 70 sono gli anni di Pulici e Graziani, di Pianelli e Radice, dello scudetto numero 7 (1976). Ma anche della Juventus di Boniperti, del primo Trapattoni e delle due 'B' (Boninsegna e Bettega).

Un calcio targato Torino città, comunque. Uno scudetto al Toro, uno alla Juve. Negli Anni 80 arriva "il" derby, nella recente memoria. 27 marzo 1983: i granata, sotto di 2-0, rimontano e vincono con tre gol in 3 minuti: Bonesso, Dossena e Torrisi. La Roma vince lo scudetto proprio davanti alla Juve. Il 26 febbraio 1984 una doppietta di Michel Platini rattoppa lo smacco. Degli ultimi derby restano le immagini a colori. Il 14 ottobre 2001 il Torino, sotto 3-0 nel primo tempo, rimonta fino al 3-3 con i gol di Lucarelli, Ferrante e Maspero. Ma Salas sbaglia il rigore del 4-3, grazie a Maspero che con i tacchetti scava una buca davanti al dischetto. E chi dimentica le 'cornà di Maresca, che il 24 febbraio 2002 esulta facendo il verso a Ferrante per il gol all'89' del 2-2 finale. Il derby si infiamma ancora il 5 aprile 2003: la Juve di Lippi vince 2-0, con un'autogol di Comotto e u n gol all'88' di Tacchinardi, ma soprattutto con la bellezza di 4 espulsi. Arbitro De Santis... Dopo 4 anni, con il calcio italiano passato al setaccio dai tribunali, riecco gli arbitri in prima pagina. Dopo il purgatorio di Calciopoli, in settembre la Juve vince 1-0 con un contestato gol di Trezeguet al 93'. Al ritorno in febbraio il derby resta affogato nei clichè: zero a zero, nessun errore arbitrale e troppa grinta per lo spettacolo. Un copione che si trascina fino allo scorso ottobre, quando la Juve si tira fuori dalla crisi di sponda sul derby della depressione: uno a zero, gol di Amauri, per abbandonare il Toro in crisi solitaria. Rieccola qui la stracittadina da luogo comune, quella brutta con l'alibi della grinta, della tensione, e del cuore (Toro ma anche no). "Una partita a parte", dicono tutti. Derby vecchio, storia vecchia.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

CORRELATI

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Commenti

  • Nessun commento.
 
Per poter inserire un commento/articolo devi essere registrato
Esegui il LOGIN o, se non l'hai ancora fatto, REGISTRATI
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
I più visti

I più visti

 
Vai all'archivio dei più visti
 
I più votati

I più votati

 
Vai all'archivio dei più votati
 
I più commentati

I più commentati

     
    Vai all'archivio dei più commentati
     
     
     
     
     
     

    SHOPPING KELKOO