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Volano Genoa e Fiorentina, la Roma è in ginocchio

Volano Genoa e Fiorentina, la Roma è in ginocchio
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© Foto Pegaso
 
Rossoblù saldamente al quarto posto davanti ai viola, giallorossi più lontani
TORINO, 22 marzo - La lotta a tre per la zona Champions sta diventando sempre più lotta a due. La Roma, infatti, si sta allontananando sensibilmente dal quarto posto. Tra infortuni, squalifiche e qualche polemica, i giallorossi non sembrano riuscire a tenere il passo di Genoa e Fiorentina, che oggi hanno allungato in classifica battendo rispettivamente l'Udinese e il Siena.
 
IL GENOA VOLA - «Noi in Champions? Contro l'Udinese abbiamo guadagnato altri punti importanti per restare in Europa, ma è ancora presto per sbilanciarsi. Certo è che se rimaniamo al quarto posto fino alla fine, non ci tireremo indietro». L'autocontrollo di Gian Piero Gasperini. Dopo il 2-0 del Genoa sui bianconeri friulani ci sarebbe da urlare per un posizionamento a inizio stagione impensabile, ma l'allenatore piemontese mantiene la calma e i piedi a terra, come suo solito. «Ci sono anche altre squadre importanti come Cagliari, Palermo e Lazio che hanno come obiettivo un posto in Europa. Se noi riusciamo a difendere il quarto posto, è innegabile, non ci tireremo sicuramente indietro. Ciò non toglie che questa con l'Udinese è una vittoria importante per il nostro campionato».

VITTORIA CONTESTATA - Un successo meritato per i rossublù, anche se sulla gara pesano un paio di decisioni arbitrali duramente contestate dai friulani al termine (come l'espulsione di Sanchez e il rigore negato a Floro Flores). «A sentite le lamentele dell'Udinese, sembra che siamo stati fortunati- commenta Gasperini- È stata sicuramente una partita non facile, contro una squadra in gran forma che ha fatto un'ottima gara. Loro ci hanno anche messo in difficoltà, grazie soprattutto a qualche calciatore particolarmente in condizione. Noi comunque siamo riusciti a sfruttare le nostre qualità e alla fine abbiamo fatto anche due bei gol nella ripresa. È un successo meritato». Il raddoppio, poi, porta la firma di Milito, che non segnava dal 15 febbraio (3-3 con la Fiorentina): «Milito ha fatto un gol importante per lui e per la squadra. Il suo morale non era altissimo e oggi non era facile per nessuno. La sua prestazione è oltremodo positiva». Infine, una battuta sull'ottimo periodo di Salvatore Bocchetti, convocato in azzurro: «È un giovane che lo scorso anno giocava in B con il Frosinone e che ora in serie A con noi sta facendo veramente bene. Per noi è una grande soddisfazione».

FIORENTINA, CI PENSA MUTU - Tre punti nel derby sono il massimo. Anche se arrivati al termine di una partita non bellissima, dove la Fiorentina ha dovuto aspettare un tempo e mezzo prima di sbloccare il risultato con Mutu. Un gol, quello del romeno, che affonda il Siena ma anche la Roma, ora scivolata a tre punti dai viola: «Oggi abbiamo fatto fatica- ha detto Cesare Prandelli ai microfoni di Sky- è vero, ma contro una squadra ben organizzata trovare gli spazi non è mai semplice. Poi, una volta sbloccato il risultato, la situazione è migliorata. La squadra si è sciolta e abbiamo più volte sfiorato il raddoppio. In certi momenti siamo stati abbastanza ordinati- ha aggiunto l'allenatore della Fiorentina- in altri un pò meno e abbiamo subito due contropiede perchè giocavamo troppo larghi. La prestazione di Montolivo? Riccardo questa notte aveva la febbre, non era al meglio. Detto questo noi dobbiamo e abbiamo le possibilità per giocare meglio, dobbiamo trovare i tempi giusti in fase di impostazione. Gilardino in calo? Abbiamo iniziato presto la preparazione per i preliminari di Champions- ha puntualizzato Pradelli- e forse in questo momento avremo bisogno di alternative soprattutto a centrocampo. Sarebbe l'unica soluzione per evitare che il peso cada tutto sulle spalle di Mutu e Gilardino».

ROMA A PEZZI - Stremata alla meta. La Roma arriva alla sosta per la Nazionale come quell'alpinista svuotato, che non vede l'ora di raggiungere il campo base per recuperare le energie tolte dalla scalata. La squadra di Spalletti è in riserva da un pezzo, soprattutto in tema di giocatori. Non c'è stata settimana che non abbia regalato al tecnico toscano un nuovo infortunato. Contro la Juventus erano addirittura sette e, sommati ai quattro squalificati, hanno costituito la squadra che tanto avrebbe fatto comodo a Spalletti per cercare di battere la Juventus, una gioia che l'allenatore giallorosso in campionato non ha ancora mai provato. Conosce bene, invece, la profonda amarezza di concedere agli avversari quattro gol in casa propria. Quest'anno è successo già due volte, contro l'Inter e, appunto, la Juventus. La seconda sberla Spalletti non l'ha proprio digerita: «Mi girano molto le scatole di avere perso in maniera così netta. Ci sono state delle situazioni che non ci hanno permesso di preparare benissimo la partita. Abbiamo dovuto accettare alcuni compromessi, in troppi giocatori poi ho una condizione approssimativa». Anche lui, che di solito preferisce evidenziare gli errori della sua squadra piuttosto che giustificare le cattive prestazioni con gli infortunati, stavolta non ha proprio potuto fare a meno di nascondere l'evidenza.

MOMENTO DELICATO - Rispondendo indirettamente anche agli appunti mossi dal presidente Rosella Sensi: «Speravo in una vittoria. Avrei voluto vedere un pò più di grinta forse nel secondo tempo. La sosta ci aiuta, ci dobbiamo mettere un pò più di impegno. Mi sarebbe piaciuto vederlo anche stasera. L'unica nota lieta è stata vedere i tanti giovani del vivaio giocare senza paura». Quella che si sta diffondendo nella tifoseria è relativa al quarto posto. «Il quarto posto poi serve e ce la dobbiamo mettere tutta», ha avvisato ancora Rosella Sensi, «Questo traguardo è ancora raggiungibile e la sconfitta con la Juve deve determinare ancora più rabbia per conquistare questo obiettivo», ha risposto il tecnico invitando tutti, a cominciare dai giocatori, a non deprimersi. I recuperi degli squalificati De Rossi, Pizarro, Motta e Diamoutene, quelli prevedibili degli infortunati Totti, Perrotta, Juan, Taddei e Aquilani e degli acciaccati Doni e Vucinic per la partita col Bologna del 5 aprile rappresentano una bella iniezione di fiducia. Da troppo tempo Spalletti è costretto a vestire i panni del mago per buttare giù una formazione presentabile e questo ha inevitabilmente pesato nella corsa al quarto posto. La Roma non vince dalla partita col Siena del 22 febbraio, poi ha infilato tre pareggi e la brutta caduta con la Juve. Tornare a vincere è diventato ormai un imperativo categorico.

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