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Calciopoli, salta deposizione Auricchio. Cellino show

Calciopoli, salta deposizione Auricchio. Cellino show
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© Foto Liverani
 
Moggi attacca: «Questo è un processo basato sui si dice»
NAPOLI, 22 dicembre - Si è da poco conclusa l'ultima udienza dell'anno solare 2009 del processo Calciopoli. La presidente del Tribunale Casoria, presenti Moggi, Fabiani, Bertini, De Sanctis e Ambrosini tra gli imputanti, ha dovuto prendere atto del'assenza giustificata da motivi familiari (ha appena partorito la moglie) del tenente colonnello Attilio Auricchio, l'allora capo del nucleo investigativo dei carabinieri agli ordini dei pm Narducci e Beatrice. La presidente Casoria si fa scappare una battuta: «Auricchio assente? Ma a partorire è stata la moglie, mica Auricchio». Proprio Auricchio era uno dei testi fondamentali, molto atteso resta il suo confronto con la difesa di Moggi con la quale ha pesantemente duellato nel processo Gea.

TOCCA  A CELLINO - L'udienza si è poi protratta con l'interrogatorio-fiume del presidente del Cagliari Massimo Cellino, finalmente in aula dopo essere mancato per due volte, facendo richiesta dell'accompagnamento della forza pubblica. La lunga deposizione di Cellino è piena di contraddizioni, più volte viene richiamato dal presidente Casoria: «Cellino, lei è molto indisciplinato», gli dice la giudice. La deposizione di Cellino si svolge tra imprecisioni e un continuo richiamo a voci di corridoio della Lega Calcio e così Cellino si riferisce agli arbitri della cosidetta "combriccola romana" e accusa, senza però fornire prove al di là delle sue personali convinzioni, Gabriele, Palanca e De Sanctis. Le partite sulle quali viene interrogato Cellino sono Fiorentina-Cagliari, Reggina-Cagliari e Cagliari-Juve. «Io non ero simpatico a De Sanctis, per me non era un arbitro che arbitrava bene e ce l'aveva con me. Aveva qualità ma io non mi fidavo di lui. Ce l'aveva com me e me lo disse perché ero andato all'ufficio indagini della Figc, due anni prima dello scandalo, a parlare della 'combriccola romana' e del suo amico Palanca che aveva arbitrato lo spareggio di b Messina- Venezia».

SENZA PROVE - I pm incalzano Cellino riferendogli alcuni passaggi dell'interrogatorio che lui in parte corregge come quando in riferimento ad una telefonata per la quale dice ammiccando 'Si sa di che colore è la Reggina' durante la deposizione dice: «Si diceva che la Reggina fosse vicina a Moggi. Oggi tante di quelle cose non le direi. Del fatto poi che gli arbitri di Roma 1 fossero vicini alla Gea mi parlò Dal Cin. Ma io Fabiani non lo conoscevo neanche, parlai con l'uffico indagini non avendo prove, altrimenti avrei denunciato». Sulle lamentazione sugli arbitraggi di Cagliari-Juve 1-1 di Racalbuto, Cellino si lamenta del fatto che le proteste più pesanti fossero state degli juventini, ma che l'arbitro avrebbe intimorito solo i cagliaritani. Poi, però, all'avvocato di Fabiani deve ammettere: «Queste cose capitano ancora oggi. Se certi atteggiamenti con l'arbitro ce l'ha Daniele Conti prende l'ammonizione, Totti invece no, e comunque questo tipo di trattamento con le grandi il Cagliari lo subiva da ben prima che arrivasse Moggi. Anche se da un paio d'anni capita meno».

COLPO DI SCENA - Cellino riferisce poi di un Milan-Cagliari (vittoria dei rossoneri per lo scudetto): «Tombolini era terrotizzato, ma secondo me aveva arbitrato bene. Mi disse 'dillo a tutti che ho arbitrato bene e anche a Luciano dillo' anche se a mio avviso quel buon arbitraggio fu macchiato da un errore che portò al gol del Milan». Poi un colpo di scena che probabilmente innescherà una querelle legale ulteriore: 'Ha mai sentito parlare di un'azione di soldi?', gli chiede il pm. Cellino riparte con i si dice sotto giuramento: «In Lega dicevano che Franza fosse pieno di debiti per i soldi da dare al suo ds Fabiani per gli arbitri». Poi, però, incalzato su chi gli dicesse queste cose così gravi Cellino non sa rispondere e successivamente agli avvocati della difesa afferma: «Erano luoghi comuni, voci di corridoio e con Franza non ho mai parlato di arbitri». Poi cade in contraddizione su due circostanze: «Dei disegnatori avevo la massima fiducia, erano due ottime persone e avevo ottimi rapporti. Qualche volta, due o tre l'anno, li chiamavo per le mie rimostranze. Li ho più volte difesi, pensavo fossero super partes». Poi però sul sorteggio: «Secondo me quei sorteggi non erano fatti a caso, erano pilotati». Dai due con cui aveva ottimi rapporti e che conferma Cellino venivano chiamati per lamentele da tutti i dirigenti.

MOGGI ATTACCA - A fine udienza Moggi chiede di parlare e attacca: «Cellino ha detto che Fabiani era stato un dirigente della Juve prima di andare al Messina. Ebbene, Fabiani non è mai stato dirigente della Juve a nessun livello, qui poi sentiamo interratori come questo e capiamo che il processo si fa sui si dice. Che c'entro io con Reggina-Cagliari e Fiorentina-Cagliari, io sono qui perché ero amico di Foti e Della Valle (che Cellino aveva descritto come «uno che aveva chinato il capo») e tra i si dice c'è pure Franco Baldnii che ha dichiarato che la Juve vendeva a prezzi esorbitanti i suoi giocatori al Messina in cambio di favori arbitrali. Ebbene, controllate. Al Messina abbiamo girato tutti giocatori gratis, al massimo per 100.000 euro e gli abbiamo pagato tanti soldi per la valorizazzione dei nostri giocatori».Alvaro Moretti
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • alfajuve23/12/2009 17:17:27
    MITICOSANTON BUFFONE VATTENE!!!.. ATTACCATI INVECE AL FATTO REALE CHE I DIRIGENTI INTERISTI ERANO IN GRADO SE L'AVESSERO VOLUTO DI SAPERE QUALI TELEFONI ERANO SOTTO CONTROLLO. MI RENDO CONTO CHE E' DIFFICILE DA TRANGIUGARE. MI RENDO CONTO E PERCIO' MI FATE MOLTA TRISTEZZA. RACCONTATI CHE ERANO PERSONE ONESTISSIME CHE MAI NE AVREBBERO APPROFITTATO E' FACILE DA CREDERCI, VERO?
  • 23/12/2009 17:04:36
  • MiticoSanton23/12/2009 16:57:51
    nino23
    sono perfettamente d'accordo con te...ma molti juventini non riescono a capirlo anche se non tutti a dire la verità.
    Preferiscono sfogare sull'inter e sulle quattro parole d'ordine imparate a memoria (rossi, tronchetti, etcc.) tutta la loro impotenza piuttosto che voltare pagina e guardare avanti.
    Neppure le parole di un presidentissimo come boniperti sono servite, che a differenza di moggi è stato un pilastro della storia bianconera.
    niente da fare...
  • 23/12/2009 16:16:32
  • maurointer23/12/2009 14:50:36
    per vinovono;altro che boing!!!!la guve e atualmente 1 barzelleta!!!
  • 23/12/2009 14:49:35
  • vinovono23/12/2009 14:45:33
    MARCO4
    Non dovresti mai iniziare un discorso con "perché non capite...."
    Non è una strana coincidenza ma una logica conseguenza, leggi le formazioni prima e dopo Guido Rossi, sia dell'Inter che della Juve e se ancora non capisci le differenze...curati.
  • vinovono23/12/2009 14:40:06
    cuchu_19
    non ti addentrare in argomenti troppo profondi....torna a guardare Boing.
  • 23/12/2009 14:28:27
  • 23/12/2009 14:21:29
     
     
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