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Tutto sul calcioscommesse, Paoloni: Mai giocato a perdere

Tutto sul calcioscommesse, Paoloni: Mai giocato a perdere
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© LaPresse
 
L'ex portiere della Cremonese è stato ascoltato in Procura per oltre 6 ore
ROMA, 10 giugno - È un Marco Paoloni "minimalista" quello che parla per oltre sei ore al procuratore di Cremona, Roberto Di Martino, che l'ha fatto arrestare per lo scandalo delle partite truccate. L'ex portiere della Cremonese, e ora del Benevento, ammette i contatti con il giro che truccava le partite ma tiene a precisare: "Non ho mai mosso un dito per far perdere le mie squadre" e nega di aver somministrato il tranquillante "Minias" ai compagni prima di Cremonese-Paganese del 14 novembre del 2010 per alterarne il risultato. Il portiere dice al magistrato di aver appreso solo in seguito che qualcuno aveva avuto l'idea di "rabbonire" i giocatori, nonostante gli investigatori della Squadra mobile di Cremona abbiano trovato la ricetta con cui il medico odontoiatra Marco Pirani, anch'egli arrestato, prescriveva le benzodiazepine alla moglie del calciatore, il giorno prima dell'incontro. Paoloni ha raccontato, sostanzialmente, di essere entrato nel giro degli arrestati nel settembre del 2010 perchè indebitato per scommesse precedenti sul tennis e altri sport, puntate da qualche centinaia di euro ma piuttosto frequenti. Poi, pressato dai debiti, aveva cominciato a promettere agli altri indegati, tra cui Massimo Erodiani, titolare di agenzie di scommesse, di influire sui risultati delle varie partite ma, quando era in campo, giocava come sapeva fare. Paoloni prometteva di avvicinare compagni e avversari ma, in realtà, nulla faceva. Ed era accorto a mobilitarsi su risultati "ragiovevoli". Se gli andava bene, i creditori gli scalavano il debito. Se andava male, erano guai, come dimostrano le numerose intercettazioni telefoniche. A dimostrazione di queste sue promesse finite nel nulla, Paoloni ha spiegato la vicenda della chat con cui parlava di scommesse con Erodiani, fingendosi amico dei calciatori Daniele Corvia e Daniele Quadrini. Tutte circostanze che saranno oggetto di specifici approfondimenti come molte altre che non convincono investigatori e inquirenti. Paoloni, arrivato in mattinata a bordo di un furgone della Polizia penitenziaria, maglietta bianca e pantaloni di foggia militare e scarpe da ginnastica, tutto questo lo ha raccontato al magistrato, mentre teneva in mano la fotografia della moglie Michela e della figlia di tre anni. Nel frattempo, si registrano i primi scarcerati nell' inchiesta: alcuni dal carcere passano agli arresti domiciliari; altri dai domiciliari all'obbligo di firma o alla piena libertà. Da coloro che hanno parlato davanti al gip Guido Salvini, si è avuta "conferma pressochè totale della sussistenza degli episodi di frode sportiva" a loro contestati, e le loro dichiarazioni hanno anche "fornito ulteriori spunti investigativi".

22.30 ANTOGNONI: «QUALCOSA È SUCCESSO»
"Sicuramente qualcosa c'è": a proposito della vicenda calcioscommesse ne è convinto Giancarlo Antognoni. Ma Antognoni si è detto comunque "scettico" sulla possibilità che le scommesse truccate possano aver riguardato le partite di serie A. Ha partecipato stasera a Montecatini ad una iniziativa nell'ambito della Coppa Primavera. "Dove girano soldi ci sono anche scommesse - ha aggiunto Antognoni riferendosi in generale alla vicenda - e quindi qualcosa di non tanto chiaro può essere successo".

21.40 SENTITO TESTE CALCIATORE LUMEZZANE
Un calciatore del Lumezzane, squadra del bresciano, è stato sentito oggi come teste dagli agenti della squadra mobile di Cremona nell'ambito dell' inchiesta sulle partite truccate che ha portato a 16 arresti e 28 denunciati a piede libero. Fabio Pisacane, ha raccontato che, qualche tempo prima della partita Lumezzane-Ravenna del 17 aprile scorso, il giocatore fu avvicinato dal direttore generale della squadra ravennate Giorgio Buffone, il quale gli propose di perdere la partita in cambio di 50 mila euro. Il giocatore rifiutò nettamente la proposta. Per questa vicenda, Buffone ha già subito provvedimenti interdittivi da parte della giustizia sportiva.

20.00 NICCHI: «ARBITRI SONO TRANQUILLI»
"Sulla vicenda del calcioscommesse noi arbitri siamo tranquilli". Lo ha assicurato oggi pomeriggio a Schio (Vicenza) Marcello Nicchi, presidente nazionale dell'Aia, a margine della firma del primo protocollo d'intesa, che verrà attuato in Veneto, stipulato a livello nazionale tra il Ministero dell'Istruzione e l'Aia per far conoscere negli istituti secondari scolastici l'attività degli arbitri di calcio. "L'Associazione italiana arbitri - ha detto Nicchi - non ha niente da nascondere in quello che rappresenta un momento difficile per il calcio, ma che vede la nostra categoria senza preoccupazioni. A chi si affanna continuamente a chiederci, quasi sorprendendosi, come mai gli arbitri non siano coinvolti in queste "cose", io rispondo che siamo estremamente sereni". Se un giorno emergesse che qualche arbitro ha fatto ciò che non doveva, come si comporterà l'Aia? "A colui che non si è comportato correttamente non resterebbe che fare due cose: mettere la tessera di arbitro sul tavolo dell'Aia e andare a difendersi da solo nei tribunali", ha risposto Nicchi. "Da noi chi sbaglia paga e chi non sbaglia deve essere gratificato", ha concluso il presidente degli arbitri italiani.

19.52 TIFOSI PADOVA SERENI: «È CACCIA ALLE STREGHE»
"Lasciateci in pace, ci stiamo giocando la serie A". Reagisce così il Padova, attraverso il direttore generale Gianluca Sottovia, ai nuovi veleni del calciscommesse che chiamano in causa per presunte combine anche i biancoscudati, proprio per un match con l'Atalanta di Cristiano Doni. Ad esprimere la posizione della società - sotto pressione a 48 ore dalla sfida finale per la serie A con il Novara - è l'avvocato Vittorio Rigo, consulente legale del club. "Ho letto un virgolettato spiacevole su alcuni giornali che tirava in ballo di nuovo il Padova con quella che sembrava una nuova intercettazione. In realtà non c'è nessuna nuova intercettazione - chiarisce Rigo - È capitato che in alcuni articoli, il termine riferito all'incontro Padova-Atalanta da 'capitanò è diventato 'capitanì, facendo pensare a coinvolgimenti di nostri giocatori. Coinvolgimento che non esiste". "Il problema - sottolinea Rigo - è che siamo in un periodo di caccia alle streghe". Per il legale dei biancoscudati la situazione, diversamente da altre società, è chiara: "dopo gli iniziali rumors, sono emersi per alcune squadre nomi di tesserati. Per il Padova invece non è emerso nulla, non c'è un tesserato, un dirigente un fatto specifico che dia sostanza a deduzioni. Ci sono solo riferimenti di terza mano paradossali. È una circostanza che non è circostanza. Il campionato per il Padova è ancora aperto, ci aspetteremmo più precauzione anche da parte di chi scrive". Difesa accorata dell'onorabilità del club patavino anche da parte del vice sindaco, Ivo Rossi: "Sono dichiarazioni di altri non dimostrabili - commenta Rossi, presente come sempre oggi allo stadio Euganeo - si capisce dal tenore delle dichiarazioni. La società calcio Padova e la città hanno subito un danno grave di immagine che mi domando chi riarcirà. Non saranno insinuazioni di malfattori a toglierci la gioia unita alla serenità di chi sta vivendo un sogno che si sta realizzando". Oggi intanto il presidente Marcello Cestaro ha dato la carica ai suoi in vista della sfida di domenica a Novara. Dopo lo 0-0 dell'Euganeo il Padova un solo risultato utile: la vittoria. "I nostri giocatori si meritano tutto questo - ha affermato -, per quello che hanno fatto vedere dall'inizio dell'anno e soprattutto in questo entusiasmante finale di stagione in cui siamo usciti imbattuti dal campo per ben 14 partite consecutive". Secondo Giorgio Ferretti, presidente dell'associazione dei club biancoscudati, che il Padova non c'entri nulla col calcioscommesse lo si capirebbe anche dalla piazza: "la migliore risposta - dice - la danno i tifosi: anche ieri sera in uno stadio Euganeo strapieno come ai tempi dei big match di serie A del calcio scommesse non parlava nessuno. Se avessero un sospetto anche lontano, non avrebbero gremito lo stadio".

19.50 PAOLONI: NESSUN TRANQUILLANTE A COMPAGNI
L'ex portiere della Cremonese Marco Paoloni ha negato nel corso dell'interrogatorio davanti al procuratore della repubblica Roberto Di Martino di avere somministrato il Minias ai suoi compagni di squadra. Lo si è appreso a Palazzo di giustizia a Cremona. Secondo l'accusa Paoloni avrebbe messo il tranquillante nelle borracce durante l'intervallo tra il primo e il secondo tempo della partita Cremonese-Paganese del 14 novembre del 2010.

19.48 PAOLONI: MAI GIOCATO PER PERDERE
Marco Paoloni, il portiere della Cremonese, poi al Benevento, arrestato nell'ambito dell' inchiesta cremonese sulle partite truccate, ha detto, nel corso del suo interrogatorio, di "non aver mai mosso un dito per far perdere le sue squadre". Paoloni ha raccontato, sostanzialmente, di essere entrato nel giro delle scommesse in quanto indebitato e di aver promesso ai vari indagati di influire sui risultati delle varie partite ma, quando era in campo, di aver dato il meglio di sè.

19.33 LUNEDÌ PROCURATORE PALAZZI DA DI MARTINO
Lunedì prossimo il procuratore federale della Federcalcio Stefano Palazzi sarà a Cremona per incontrare il procuratore cremonese Roberto Di Martino, titolare dell'inchiesta sulle partite truccate. Lo ha spiegato lo stesso Roberto Di Martino.

19.20 DA INDAGATI NUOVI SPUNTI INVESTIGATIVI
Dalle dichiarazioni degli indagati arrestati o posti ai domiciliari che hanno deciso di parlare con il gip di Cremona Guido Salvini si è avuta "conferma pressochè nella totalità della sussistenza degli episodi di frode sportiva" a loro contestati. Le loro dichiarazioni hanno anche "fornito ulteriori spunti investigativi". A scriverlo è lo stesso giudice Salvini nel provvedimento con cui scarcera alcuni degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulle partite truccate.

19.04 PM NAPOLI PUNTANO SU CAMPIONATI ESTERI
Proseguono le indagini dei magistrati della procura di Napoli che stanno conducendo le inchieste sul fenomeno del calcioscommesse. Oggi pomeriggio nella sede della procura, al Centro Direzionale, è stato interrogato in qualità di persona informata dei fatti un esperto del settore dei sistemi di giocate via internet. Si tratta del responsabile legale di un bookmaker austriaco. L' interrogatorio è stato disposto nell'ambito dell'inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e sai pm della Dda Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa scaturita da accertamenti sull'attività di riciclaggio nel settore delle scommesse da parte del clan D'Alessandro di Castellammare di Stabia (Napoli). L'attenzione degli inquirenti in questa fase è concentrata, oltre che su partite di campionati italiani (in particolare della Lega Pro) soprattutto su presunte combine di incontri di calcio in campionati europei, come quello tedesco, e sudamericani. Secondo alcune indiscrezioni trapelate in ambienti giudiziari, gli investigatori starebbero anche approfondendo il ruolo di un allenatore della Liga spagnola, probabilmente di nazionalità sudamericana, che potrebbe essere entrato in contatto con esponenti dell'organizzazione. Spunti per le indagini sono offerti dai flussi anomali di giocate su determinate partite in Italia e all'estero. Non si esclude che il clan per alterare i risultati di campionati esteri si sia avvalso del contributo di calciatori contattati quando giocavano in Italia. Si attendono sviluppi nella prossima settimana anche oer quanto riguarda l'altra indagine coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo e che ha portato nei giorni scorsi, tra l'altro, all'acquisizione dei filmati di tre partite del Napoli.

18.59 PRIMI SCARCERATI NELL'INCHIESTA
Il gip di Cremona Guido Salvini ha scarcerato alcune delle persone arrestate nell'ambito della vicenda delle partite truccate. Per Giancarlo Parlato, Francesco Giannone e Giorgio Buffone, che si trovavano in carcere, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Per il commercialista Manlio Bruni l'obbligo di firma, mentre per Mauro Bressan è stata revocata ogni tipo di custodia cautelare ed è di conseguenza libero. Il gip deciderà domani sulla richiesta di scarcerazione di Massimo Erodiani e Marco Pirani.

18.52 LEGALE PAOLONI: «HA CHIARITO SUA POSIZIONE»

"Ha chiarito la sua posizione e per tutta la durata dell'interrogatorio ha tenuto in mano la foto della moglie e della figlia". Sono le scarne dichiarazioni dell'avvocato di Marco Paoloni, Emanuela Di Paolo, al termine dell'interrogatorio dell'ex portiere della Cremonese, poi del Benevento. L'interrogatorio di Marco Paoloni, davanti al procuratore della Repubblica di Cremona, Roberto Di Martino è durato diverse ore.

18.44 ATALANTA: «MARCIA ULTRÀ PROVA DI MATURITÀ»
Nonostante si trovino al centro della bufera da una settimana, i tifosi atalantini hanno dato prova di maturità, rifuggendo da inutili isterismi. Ieri sera hanno sfilato per le vie di Bergamo, chiedendo che sia fatta giustizia evitando processi sommari. Troppi giudizi affrettati, secondo gli ultrà, troppi spettri agitati sulla base di quelle che loro giudicano prove inconsistenti. I tifosi ce l'hanno con le intercettazioni che citano Doni e l'Atalanta, senza che risulti un coinvolgimento diretto del capitano e del club. Gli atalantini si sono comunque detti pronti ad accettare le decisioni della giustizia sportiva, a patto che si basino su fatti concreti. Concetti espressi sul palco allestito davanti al Comune dal capo ultrà, Claudio Galimberti, che è stato attento a non esasperare i toni della protesta. La manifestazione si è svolta infatti in modo civile, senza intemperanze, a parte qualche coro ingiurioso contro i giornalisti rei di aver messo in atto un "massacro mediatico". La marcia dei tifosi è stata apprezzata anche dalla società, che ha gradito la compostezza e il senso di responsabilità dei sostenitori bergamaschi. L'Atalanta continua a seguire in silenzio gli sviluppi della vicenda che la vede coinvolta, anche perchè finora non ha ricevuto nessuna comunicazione nè dalla procura di Cremona nè tantomeno dalla procura federale, che è ancora nelle fasi iniziali dell'inchiesta. Riguardo all'intercettazione che allude a una combine tra i nerazzurri e il Padova, nell'ambiente nerazzurro si fa notare che non c'è nulla di nuovo: la circostanza era già emersa nelle prime ore dell'indagine. Non stupisce perciò che uno degli indagati abbia confermato davanti al gip il senso delle parole da lui stesso pronunciate al telefono. Ad agitare Bergamo sono anche le frasi di Parlato, uno degli indagati, che parla di un contatto avuto con un non meglio precisato preparatore atalantino "che sta a San Benedetto". Ma tutto lo staff di Colantuono ha avuto a che fare più o meno direttamente con la località marchigiana, dove il tecnico ha giocato e allenato. Anche in questo caso, si tratta di allusioni che irritano la piazza orobica: i tifosi si dicono stanchi del fango lanciato sui protagonisti della promozione. Intanto, a rincuorare i tifosi, c'è un rumor di mercato: Massimo Donati, centrocampista del Bari cresciuto nell'Atalanta, sarebbe vicinissimo al gran ritorno.

18.43 LEPORE: «SVILUPPI IN SUDAMERICA E EUROPA»
"L'inchiesta napoletana può portare anche all'estero, non soltanto verso la Germania ma anche verso altri paesi europei e verso il Sudamerica, perchè il gioco del calcio è sviluppato anche lì, attraverso il meccanismo di regolare i risultati, ma è ancora da chiarire se il condizionamento viene attuato qui a Napoli o corrompendo personaggi anche all'estero". Lo ha detto a News Mediaset, l'agenzia di notizie del Gruppo Mediaset, il procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore. "Siamo in presenza di un intervento esterno della criminalità organizzata - ha aggiunto - che attraverso il gioco delle scommesse, così come sono state articolate in campo nazionale e internazionale, consente di poter avere dei guadagni facili sulle scommesse se si riesce a truccare o a movimentare una partita in un senso o nell'altro, il che è un fatto molto più grave perchè incide molto sull'economia e interessa non soltanto l'Italia ma anche l'estero, soprattutto la Germania." "I clan, la camorra, ma anche la mafia e la 'ndrangheta - ha sottolineato Lepore - hanno come scopo quello di realizzare un profitto: in questo caso hanno capito che attraverso il gioco delle scommesse, se si riesce a contattare qualcuno, possono avere dei guadagni". Quanto all'inchiesta parallela, "Cremona sta andando molto veloce - ha detto ci potrà essere un incontro con i colleghi di Cremona se le partite di cui si interessa Cremona riguarderanno anche Napoli; se ci sarà necessità di coordinamento senz'altro lo faremo anche in questo caso come già in altri". Quanto alla vicenda di Antonio Lo Russo, il figlio di un boss fotografato a bordo campo durante Napoli-Parma e altre partite che si sono svolte al San Paolo, "per ora - ha affermato il procuratore - sembra solamente un semplice spettatore, di penale c'è ben poco rispetto alle ipotesi di reato su cui lavoriamo. Vedremo se sono stati commessi dei reati truccando quella partita per favorire determinate scommesse"

17.43  CONFINDUSTRIA: «MONOPOLI ESCLUSI DA VIMINALE»
"L'assenza dei concessionari di scommesse e dei Monopoli di Stato all'incontro di oggi tra Viminale, Coni e Figc è incomprensibile". Massimo Passamonti, responsabile dell'Area Giochi di Confindustria, commenta così ad Agipronews l'esclusione del settore giochi dal vertice organizzato al ministero dell'Interno. "Un'assenza inspiegabile - secondo Passamonti - visto che proprio il sistema di raccolta legale ha confermato ancora una volta, pur nell'ambito di uno scandalo dannoso per lo sport, di essere in grado di garantire l'efficacia dei controlli e la pronta segnalazione ai Monopoli di Stato di eventuali anomalie nel flusso delle giocate registrate dai concessionari".

17.35 IN PRIMO REPORT LEGA PRO DUE MATCH SOSPETTI
Nel report redatto dalla società 'Sportradar a.g.' per conto della Lega Pro, che si è costituita parte offesa nell'inchiesta sulle partite truccate, ci sono due partite sospette nelle quali avrebbe avuto un ruolo il portiere Marco Paoloni, oggi interrogato in Procura a Cremona. Dal punto di vista delle scommesse sono state analizzate 12 partite di Prima e Seconda divisione e il 'report' non entra nel merito degli incontri giocati e quindi Paoloni non è citato, ma, stando all'andamento delle scommesse sono risultate sospette Spal-Cremonese del 16 gennaio di quest'anno (1-1) e Taranto Benevento (3-1) del 13 marzo. La prima è ritenuta di "warning level" arancio, con coefficiente di rischio dello 0,5. Si è registrata un'impennata sospetta di scommesse sulla vittoria della Spal. La seconda partita, Taranto-Benevento, è ritenuta di 'warnign level' 2 (allarme rosso) ed è presa in esame per il numero di scommesse anomalo sull'over (almeno tre gol) che "non può essere spiegato da fattori legittimi". La Lega Pro, che si è costituita parte offesa con l'avvocato Salvatore Catalano, ha dato mandato alla società Sportradar, tra le principali nella gestione dei dati delle società di Betting (scommesse) e nel servizio di monitoraggio e prevenzione delle scommesse fraudolente, di effettuare un "attenta analisi" di tutte le partite di Lega Pro oggetto dell'inchiesta per valutare se ci siano state "anomalie" nelle scommesse. Della partita Spal-Cremonese si parla anche nelle intercettazioni telefoniche dell'inchiesta. È il giocatore Antonio Bellavista, anch'egli arrestato che, parlando con uno scommettitore, si lamenta del fatto che Paoloni fosse inaffidabile, in quanto il portiere, quel giorno squalificato, aveva fatto perdere dei soldi proprio in occasione di Spal-Cremonese

16.55 ANDREA DELLA VALLE: «CONOSCO PIRANI, NON È AMICO»
"In questa vicenda del calcioscommesse vedo tanta millanteria, tanta gente che vanta amicizie quando invece sono semplici conoscenze. Mi riferisco anche al signor Pirani, viene da un Paese dove la mia famiglia ha una casa da tempo, ci siamo incontrati qualche volta al ristorante ma non è un mio amico". Lo ha detto Andrea Della Valle, che oggi a Firenze, dopo una riunione con i propri collaboratori in sede, ha incontrato la stampa ad un mese dall'ultima volta. "Io e la mia famiglia siamo abituati a sentire tanta gente che dice di conoscerci, è una cosa che ci capita tutti i giorni, a tante persone può far piacere dire sono amiche dei Della Valle - ha continuato il proprietario della Fiorentina - Per quanto mi riguarda comunque io sono sereno, ribadisco la totale estraneità a tutta questa vicenda e metto la mano sul fuoco non soltanto su di me ma anche su tutti i miei dipendenti e su tutta la Fiorentina". "Certo - ha continuato Andrea Della Valle - c'è anche tanta amarezza, però, ribadisco, sono sereno. Alla magistratura chiedo di fare molto in fretta, bisogna chiarire. La presa di posizione della Federcalcio è stata giusta, tanti giocatori - penso a De Rossi, a Totti - si sono sentiti chiamare in causa e sono tutti amareggiati. Lasciamo ai giudici fare chiarezza". Infine, per quanto riguarda il processo di Calciopoli, che ha visto il pubblico ministero chiedere due anni per Diego Della Valle e un anno e 10 mesi per Andrea Della Valle, quest'ultimo ha risposto: "C'è un processo, adesso preferisco non dire nulla, sarò più chiaro tra qualche mese".

16.23 DA QUATTRO ORE PAOLONI DI FRONTE A PM
L'ex portiere della Cremonese ora al Benevento, Marco Paoloni, sta rispondendo ormai da quattro ore al procuratore di Cremona Roberto Di Martino, titolare dell'inchiesta sulle partite truccate che ha portato all'arresto di 16 persone, tra cui lo stesso Paoloni, e all'iscrizione nel registro degli indagati di altre 28 persone. Il portiere ha quindi deciso di rispondere alle domande dei magistrati dopo che, nei giorni scorsi, subito dopo l'arresto, aveva deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al Gip Guido Salvini, durante l'interrogatorio di garanzia.

14.10 ABETE: «RAFFORZARE ATTIVITA' DI CONTRASTO»

«Quello del calcioscommesse è un problema che va contrastato in maniera significativa anche con l'impegno del governo e delle istituzioni, come testimoniato dall'accordo di oggi con il ministro Maroni che instituisce un'unità investigativa centrale». Lo ha detto il presidente della Figc, Giancarlo Abete, a margine della conferenza stampa di presentazione dell'accordo tra Rai e Figc sui diritti della Nazionale di calcio. «Il calcio italiano vive la dimensione di complessità della società nella quale viviamo - ha proseguito - il mondo del calcio è un gruppo familiare molto allargato composto da decine di milioni di appassionati e milioni di tesserati. È fisiologico che ci siano momenti positivi e negativi ed occorre rafforzare la dimensione di positività e di contrasto nei confronti di un fenomeno improprio a livello di criminalità organizzata o di comportamenti scorretti dei singoli tesserati».

13.46 UISS E GISS,ECCO NUOVI ORGANISMI ANTI-FRODI
Si chiamano Uiss (Unità investigativa scommesse sportive) e Giss (Gruppo investigativo specializzato scommesse) i due organismi anti-combine annunciati oggi al Viminale dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, al termine di una riunione insieme ai presidenti di Coni e Federcalcio (Gianni Petrucci) e Giancarlo Abete. La Uiss sarà formata da rappresentanti di Viminale, Coni, Figc, ministero Economia e Unire ed avrà il compito di raccogliere e valutare eventuali segnalazioni di anomalie sul flusso di scommesse da parte dei concessionari. Il Giss, composto da uomini di Sco, Gico, Ros e Dia, farà le investigazioni vere e proprie sugli illeciti.

13.08 PALAMARA: «ACCERTARE FATTI, NON SENSAZIONI»
Sulla nuova inchiesta della procura di Cremona sul Calcioscommesse "l'auspicio" dell'Anm è che «tutto quanto viene fatto possa portare all'accertamento di fatti e responsabilità penali e non sensazioni». Così il presidente dell'Associazione, Luca Palamara, ha risposto ai cronisti al termine di una sua audizione alla Camera. «Ci sono - ha sottolineato - dei fatti sui cui occorrerà andare fino in fondo», ma con grande attenzione: «Nei rapporti con la stampa - ha aggiunto - ci deve essere equilibrio, senza favorire eccessiva visibilità mediatica del pm nello svolgimento delle indagini», sul quale rimanda al codice etico recentemente approvato.

12.24 LE ACCUSE A PAOLONI
Paoloni, che davanti al gip Guido Salvini si era avvalso della facoltà di non rispondere dopo l'arresto, è accusato di essere stato «costantemente retribuito dal sodalizio nel quale era inserito» e, stando al capo d'imputazione, di aver influito «direttamente sul risultato delle partite combinate alle quali ha partecipato con prestazioni scadenti», oppure di aver avvicinato «giocatori della sua o delle squadre avversarie, o persone alle stesse collegate, o calciatori di altre squadre impegnati nelle partite comunque oggetto delle scommesse, per corromperli ai fini del raggiungimento del risultato voluto». Vi è poi quell'episodio di somministrazione di un farmaco tranquillante ai danni di giocatori della sua squadra in occasione di Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010.

12.14 PETRUCCI: «FASE DIFFICILE MA ORA PIU' SERENI»
«È un momento difficile, non lo neghiamo, quello delle scommesse è un evento che va al di là dello sport, ma da oggi sapendo che il Ministero dell'Interno ci è vicino siamo più sereni». È ottimista il presidente del Coni, Gianni Petrucci, al termine della riunione di questa mattina al Viminale con il ministro dell'Interno Roberto Maroni e il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete. Petrucci ha ringraziato il ministro «che ha deciso di prendere di petto il problema. Da parte nostra noi sentiamo le nostre responsabilità e ci daremo le strutture necessarie». Anche il presidente della Figc Abete ha ringraziato Maroni «per la sensibilità, l'attenzione e la decisione immediata assunta con una risposta di qualità a un fenomeno mondiale. Oggi l'illecito sportivo corre il rischio che qualcuno possa arricchirsi fuori dalle regole. Ma dalla negatività di questi giorni può emergere una dimensione istituzionale di contrasto». Tra le iniziative annunciate da Petrucci contro lo scandalo del calcioscommesse anche la presenza di un rappresentante del ministero degli Interni alla riunione Cio di Losanna, in programma 15 giugno prossimo, in cui si discuterà delle scommesse.

12.13 MARONI: «CONTRARIO ALLE LIMITAZIONI DELLE PUNTATE»
«Il calcio e lo sport attirano molte scommesse e noi non abbiamo interesse ad impedirle o a limitarle, ma a regolamentarle sì». Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, al termine di una riunione convocata al Viminale sul tema, insieme ai presidenti di Federcalcio e Coni, Giancarlo Abete e Gianni Petrucci. «Non prevediamo - ha sottolineato Maroni - limitazioni alle scommesse, perchè ciò significherebbe alimentare quelle clandestine». Il ministro ha quindi ricordato che il giro di soldi alimentato dalle scommesse ammonta a 60 miliardi l'anno, di cui sei miliardi sono quelle relative ad eventi sportivi.

12.02 MARONI, VIA A TASK-FORCE ANTI-COMBINE
Nasce un'unità investigativa per evitare le combine legate alle scommesse sportive. La task-force si riunirà già la prossima settimana: ne faranno parte rappresentanti del Viminale, del mondo dello sport e del ministero dell'Economia. L'annuncio è stato dato oggi dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, al termine di una riunione con i presidenti di Federcalcio e Coni, Giancarlo Abete e Gianni Petrucci

11.32 TOMMASI: «SI STA RINCORRENDO LO SCOOP AD OGNI COSTO»
Damiano Tommasi, alla guida dell'associazione italiana calciatori, mette un guardia dallo «scoop ad ogni costo: Mi sembra grave fare dei nomi per avere la prima pagina dei giornali». L'ex centrocampista della Roma chiarisce. «Spesso si parla al condizionale. Dobbiamo restare cauti».

10.54 PAOLONI ARRIVATO PER UN INTERROGATORIO
L'ex portiere della Cremonese, poi del Benevento, Marco Paoloni, è giunto in tribunale a Cremona per essere interrogato dal procuratore capo Roberto Di Martino nell'ambito dell'inchiesta sulle partite truccate che lo ha portato in carcere. Paoloni, in t-shirt bianca e pantaloni di foggia militare, è giunto a bordo di un cellulare della polizia penitenziaria. Il calciatore è ritenuto il perno su cui ruotava l'intero sistema di scommesse truccate. L'inchiesta nasce, tra le altre cose, da un episodio che lo vede protagonista: la somministrazione di un tranquillante ai compagni prima del match Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010. Da qui prese il via l'inchiesta che ha portato a 16 arresti e 28 indagati a piede libero
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • martin2811/06/2011 21:37:25
    soledinverno al cesso...è lui
  • SOLEDINVERNO11/06/2011 13:45:36
    PAOLONI alla Juve, il suo habitat naturale
  • Giacomix11/06/2011 12:34:09
    VOGLIO RACCONTARE UNA BARZELLETTA.......................DAL 2007 IL CALCIO E' PULITO........ridete,ridete....ma ride bene chi ride ultimo...........CARTONATI DAL 1908...........
  • SOLEDINVERNO11/06/2011 11:55:35
    PAOLONI alla Juve?
  • neverrelegated11/06/2011 11:13:02
    #Per SAMUELBIANCONERO I vari montero tacchinardi birindelli pessotto non mi risultano essere giocatori stellari eppure la juve vinceva......pardon rubava mA STAI A CASA VA'
  • vincente11/06/2011 07:25:57
    2 verità incontestabili in questa ridicola vicenda: 1. i tifosi juventini bramosi di inventarsi guai per l'inter: 2. la vacuità delle indagini, la nullità delle prove. solo chiacchiere e voglia di magistrati di mettersi in mostra con vaticini assurdi del tipo caos nei campionati. fate ridere i polli.
  • burgnich10/06/2011 22:59:54
    TS=Paoloni -> Prenotazioni da tutta Italia per la serata che cambierà storia e futuro del calcio italiano. 20 agosto 2010, Luciano Moggi sul palco di Villa Prati, a Bertinoro (Fc) con Nicola Penta: un’accoppiata che farà i fuochi d’artificio tra passato e futuro prossimo. Calciopoli e il processo sportivo, le intercettazioni al vaglio di Penta (consulente sportivo della difesa dell’ex Dg bianconero), che sta sbobinando migliaia di telefonate scovando contatti pruriginosi e favori inattesi.
  • 10/06/2011 22:17:17
     
     
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