I 20 capitani di A avvertono: No contratto? Non si gioca
I 20 capitani del massimo campionato professionistico di calcio mettono in guardia le istituzioni: «Senza la firma dell'accordo collettivo, non è possibile cominciare un nuovo campionato»
© LaPresseLA LETTERA - Il contratto collettivo dei giocatori professionisti è scaduto da oltre un anno, e l'accordo raggiunto tra le parti è stato sottoscritto dal sindacato calciatori e non ancora dalla Lega dei club di serie A. «In occasione dell'inizio della stagione agonistica con la partita della Supercoppa giocata ieri tra Milan ed Inter, i calciatori di serie A, come anticipato nei giorni scorsi dal presidente Aic Tommasi, vogliono portare a conoscenza dell'opinione pubblica la sconcertante situazione attualmente in atto per il rinnovo del contratto collettivo», è l'inizio della lettera diffusa attraverso l'ANSA. «Gli accordi conclusi tra la delegazione dell'Assocalciatori e la delegazione della Lega serie A e certificati dalla Figc nel mese di dicembre 2010 sono stati disattesi dall'Assemblea delle società con una scelta sorprendente ed inaccettabile - proseguono i calciatori - In conseguenza di ciò, permane oggi un inammissibile periodo di deregolamentazione che lede le nostre tutele non di carattere economico e che potrebbe, ai sensi della legge 91/81, mettere in dubbio la validità dei nostri contratti. Per quanto possa sembrare assurdo, l'Italia è oggi l'unico paese calcisticamente evoluto nel quale non esistono precise norme contrattuali in vigore per tutti i tesserati». «Riteniamo, quindi, che senza la firma dell'accordo collettivo - concludono i capitani di serie A - non sia possibile cominciare un nuovo campionato e, per questo motivo, siamo certi che la Lega serie A terrà fede agli impegni assunti sottoscrivendo il Contratto già siglato dall'Assocalciatori in data 30 maggio 2011».
LE FIRME DEI CAPITANI - La Lega dei club di A firmi il contratto collettivo, o il 27 agosto il campionato non partirà. È il duro messaggio lanciato dall'Assocalciatori, e sottoscritto da tutte le 20 squadre del massimo campionato, per mano dei capitani (manca Cristiano Doni, 'dissidentè e fondatore di un sindacato autonomo: ma anche l'Anc ha manifestato informalmente la sua adesione) e dei rappresentanti sindacali di ciascuna squadra. Ecco l'elenco dei firmatari: ATALANTA: Giampaolo Bellini BOLOGNA: Marco Di Vaio CAGLIARI: Michael Agazzi e Daniele Conti CATANIA: Marco Biagianti e Ciro Capuano CESENA: Giuseppe Colucci e Maurizio Lauro CHIEVO: Sergio Pellissier FIORENTINA: Alessandro Gamberini e Manuel Pasqual GENOA: Alessio Scarpi ed Emiliano Moretti INTER: Javier Zanetti e Paolo Orlandoni JUVENTUS: Alessandro Del Piero e Giorgio Chiellini LAZIO: Guglielmo Stendardo e Tommaso Rocchi LECCE: David Di Michele e Guillermo Giacomazzi MILAN: Rino Gattuso, Massimo Ambrosini e Marco Amelia NAPOLI: Paolo Cannavaro e Morgan De Sanctis NOVARA: Raffaele Rubino e Alberto Fontana PALERMO: Fabrizio Miccoli PARMA: Stefano Morrone e Daniele Galloppa ROMA: Francesco Totti e Simone Perrotta SIENA: Simone Vergassola e Luca Rossettini UDINESE: Antonio Di Natale e Giampiero Pinzi.
LA RISPOSTA DI TOMMASI - «Ogni volta che i calciatori annunciano una protesta, si accende la miccia e tornano a deflagrare i luoghi comuni e le frasi fatte». Damiano Tommasi, presidente dell'Assocalciatori, non si meraviglia delle accuse ai "ricchi" che scioperano. «Ma non è uno sciopero - ribatte l'ex centrocampista della Roma e della nazionale - Qui non si discute alcuna questione economica, ma solo il diritto di ciascuno giocatore ad allenarsi con la prima squadra: ma se è davvero quello il problema, bisogna chiederlo ai presidenti. Perchè noi abbiamo firmato l'accordo, loro dopo averlo raggiunto a parole non lo hanno sottoscritto». Tommasi prova a spiegare i motivi che hanno spinto i 20 capitani della serie A a lanciare l'avviso: «Appena due giorni fa, è stato il presidente della Federcalcio Abete a dire che senza la firma dell'accordo collettivo sia firmato. Quando a luglio 2010 ci siamo seduti al tavolo, la Lega voleva discutere otto punti: uno, i cosiddetti trasferimenti forzosi a uno dalla fine del contratto, è stato stralciato. Sugli altri abbiamo trovato l'accordo, ma la Lega non ha firmato, forse vuole cambiare di nuovo il punto sugli allenamenti differenziati. E infatti, ancora oggi ci sono giocatori che lavorano a parte, ai margini della squadra. Difendiamo questo diritto, nulla di più».




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