L'Inter piega la Fiorentina. Il Palermo cade col Cesena
I nerazzurri vincono 2-0 contro la Fiorentina con gol di Pazzini e Nagatomo. I rosanero di Mangia sconfitti al Barbera da un gol di Mutu
© Foto PegasoINTER-FIORENTINA 2-0 (PAZZINI, NAGATOMO) - La bella addormentata si risveglia e trova l'happy end almeno in questa serata dicembrina dal sapore di un precoce Natale: l'Inter finalmente vince per due reti a zero a San Siro contro una involuta Fiorentina proprio nella giornara in cui l'avvocato Peppino Prisco avrebbe compiuto 90 anni. Brilla Coutinho, eccellente Faraoni, ottimi Maicon e Lucio, gran lavoro di Esteban Cambiasso con la fascia di capitano vista l'assenza di Javier Zanetti, squalificato. Finalmente un'Inter reattiva, vicace, veloce, in grado di aggredire l'avversario e il campo. Non è quella del triplete ma è un gruppo che può risalire piano piano, con umiltà, a testa bassa. Continua (ma migliora) il momento negativo delle punte, con Milito a bocca asciutta, e Pazzini che va a segno senza esultare in polemica con la tribuna che lo aveva fischiato all'azione precededente. Abbracciato dai compagni, si lascia andare a un "vaffa". C'è la rabbia per un anno sbagliato, per la astinenza da gol, uno sfogo comprensibile e umano. Continua invece il dramma mentale e sportivo di Milito, un pò più presente rispetto alla disfatta contro l'Udinese, più assist man che bomber. I tre punti servivano a qualsiasi costo e l'Inter di questa sera ha trovato due interpreti per un palcoscenico dove i fischi erano diventati un'amara consuetudine. Marco Davide Faraoni è ormai una certezza: in campo sfoggia eleganza e sicurezza. in tandem con un Maicon 'carico e affamatò, aggredisce la fascia destra con determinazione, coprendo e attaccando. Appena vent'anni ma il suo profilo in campo ricorda quello di Zanetti. Coutinho è l'altro protagonista, finalmente a suo agio, con una grinta inedita, diverte, salta l'uomo, sfiora il gol e fa segnare Pazzini. Si butta anche in copertura, pimpante e tonico. Al 31' si lancia in un'azione personale e costruisce una ghiotta occasione da rete che lascia presagire il meglio. prove tecniche di gol ma l'insieme è buono, l'orchestra è armoniosa. La Fiorentina targata Delio Rossi - senza i suoi gioielli Montolivo e Jovetic - è praticamente un'ombra. La difesa è disastrosa, il centrocampo sterile, l'attacco scialbo. Julio Cesar praticamente disoccupato. La vittoria è nell'aria, il pubblico più caldo risponde alla voglia di 'coccolè chiesta da Ranieri. Applausi a scena aperta al 41' con il lancioi di Coutinho per Pazzini che beffa Natali, mettendo in rete con un tocco di pura classe. L'Inter respira e va all'intervallo sapendo di non poter e dover sbagliare. ranieri dice che tutto gira male ma la fortuna si affaccia a San Siro per dare una mano ai nerazzurri al 4 del secondo tempo quando Nagatomo si destreggia fra tre uomini. Pallone che carambola, infelice tocco di Pasqual che serve il giapponese che segna il gol della serenità. Il due a zero: l'Inter ritrova un pò di pace grazie anche al rientro di Lucio e Maicon, a dimostrazione che gli infortuni pesano davvero tanto su questa squadra costretta a barcamenarsi alla meno peggio. Il risultato poteva essere ancora più rotondo perchè l'Inter è riuscita a costruire sul finale due limpidissime palle gol con Muntari e Pazzini. ma, di questi tempi, conviene accontentarsi. Stasera Moratti non era presente. dopo l'amarezza delle due sconfitte casalinghe di seguito, poteva riassaporare il sapore della vittoria. Tuttavia, una rondine non fa primavera e la stagione è in salita. Per questo motivo bisogna pensare seriamente al mercato che magari sarà austero ma deve essere efficace. Con la pausa natalizia, tutti potranno mangiare sereni il panettone ma l'obiettivo deve essere quello di trascinare l'Inter fuori dalle malinconiche secche della bassa classifica.
LE PAROLE DI RANIERI - «Non è la partita della svolta, ma sono soddisfatto di questa prestazione della squadra che tanto deve anche ai tifosi. Sono stati magnifici, l'hanno fatta giocare bene». Claudio Ranieri ritrova il sorriso dopo la gara con la Fiorentina e ai microfoni di Sky rende omaggio al pubblico del Meazza che ha sostenuto la squadra in difficoltà. «È stata una partita soprattutto di grossa volontà - prosegue il tecnico - tutti si sono impegnati. Sono contento sia per Pazzini, che ha ritrovato il gol, sia per la difesa, che non ha preso gol». Tra i giocatori, Ranieri ha sottolineato la prova di Maicon, ma anche di tutta la "vecchia guardia" che «vuole dimostrare di non essere finita». Elogi per Faraoni, impiegato ultimamente con frequenza.
LE PAROLE DI MAICON - «La nostra è una rosa forte, che nei momenti di difficoltà riesce ad uscire bene. La crisi degli attaccanti era inspiegabile, abbiamo tutti giocatori di qualità. Le dichiarazioni di Ranieri sull'Inter sul Triplete? Ha ragione il tecnico, quel periodo è finito». È un Maicon stanco ma felice quello che, dai microfoni di Sky, commenta il successo interista sulla Fiorentina. Si mostra soddisfatto per il risultato ma ammette che un ciclo sta finendo. «Ora spero che ci sia il cambio di passo - aggiunge il brasiliano - e vediamo di fare più punti possibili fino alla sosta».
LE PAROLE DI PAZZINI - «La reazione al gol? Non so cosa rispondere, mi è venuto così. Sono spesso spontaneo, non c'è nessun motivo in particolare». Lo ha detto ai microfoni di Sky Giampaolo Pazzini. «Non c'è stata nessuna scommessa con Milito - ha proseguito Pazzini - su chi segnava per primo. Se ci siamo svegliati dopo le minacce della società di intervenire sul mercato? Fosse così facile... Ora mi sento meglio, quando un attaccante non fa gol è sempre pesante. Ci voleva il gol ma ci voleva soprattutto la vittoria dopo una settimana un po' particolare».
LA DELUSIONE DI ROSSI - «L'assenza di giocatori importanti è la ragione della sconfitta? È inutile parlare degli assenti, penso che si poteva fare meglio. Ci è mancata la fase di ripartenza e siamo stati molto piatti in avanti. Meglio nel secondo tempo, ma il secondo gol ci ha un pò tagliato le gambe». Delio Rossi è amareggiato mentre commenta, dai microfoni di Sky, la sconfitta della sua Fiorentina a S.Siro contro l'Inter. «Stiamo mancando nella fase di transizione - continua Rossi -, perché nel primo tempo non ci siamo proposti bene, anche se loro non hanno creato molto. Stiamo lavorando, i ragazzi si stanno impegnando, però c'è tanto da lavorare e di questo siamo consapevoli». È soddisfatto della prestazione di Ljajic?: «Lui è una seconda punta, deve sapere fare la fase offensiva e di non possesso - è la risposta del tecnico -. Era alla prima partita e oltretutto c'è stato un cambio di gioco. Cosa ci è mancato? L'ultimo passaggio, come detto la fase di transizione. Cosa possono sperare i tifosi viola? Devono sperare in una Fiorentina che giochi meglio in questo momento, poi degli obiettivi ne parliamo a marzo».
PALERMO-CESENA 0-1 (MUTU) - Si ferma a quota sei successi il filotto del Palermo che finora in casa ha costruito il proprio bottino di punti (18 su 20) e macinato avversario con la potenza di un rullo compressore. Contro l'avversario sulla carta più abbordabile, i rosanero si sono inceppati, smarrendo la via del successo e rischiando di andare incontro a un ko ancor più pesante se Benussi non avesse sciorinato una sequela di miracoli fra i pali. Il Cesena dell'ex Daniele Arrigoni non ha rubato nulla, anzi è in credito con la fortuna. Il tecnico cesenate ha avuto il merito di mettere a punto la fase difensiva, di proporre una squadra più aggressiva e spregiudicata rispetto a quella vista sul campo della Juve, sei giorni fa. Insomma, il Cesena ha creduto di poter ottenere di più e alla fine c'è riuscito, contro un Palermo che schierava un Miccoli e un Pinilla a mezzo servizio, ha messo in campo tanta buona volontà, ma poche idee. Un pessimo viatico in vista del derby regionale di Catania. Il primo tempo è abbastanza movimentato, con veloci capovolgimenti di fronte e spettacolari, se non addirittura miracolosi, interventi dei due portieri. In almeno quattro circostanze, il Palermo viene salvato da Benussi; sul versante opposto, Ravaglia non fa rimpiangere "nonno" Antonioli. In 10', fra il 12' e il 22', i romagnoli si scatenano e Benussi si esalta: la prima conclusione di Mutu è alla camomilla e il portiere del Palermo si limita a una parata di routine; la seconda (20') è a colpo sicuro, poco dentro l'area, la respinta di Benussi è di quelle che lasciano col fiato sospeso. Il romeno si mette le mani ai capelli, perchè non riesce a capire come abbia potuto fermare quel tiro, il portiere dei rosanero. Al 22' Eder si libera sulla sinistra e incrocia il tiro, Benussi riesce a salvare con un guizzo felino (l'arbitro non concede, chissà poi perché, l'angolo agli ospiti). Mangia intuisce che la serata rischia di diventare tragica - sportivamente parlando - per la 'suà squadra e toglie dal campo l'impalpabile Bacinovic (che non la prende bene) per inserire Bertolo, con conseguente spostamento in cabina di regia di Barreto. La mossa sortisce qualche effetto, se non altro perchè il pressing del Palermo sale, mentre il Cesena comincia ad accusare qualche difficoltà nel fraseggio e nelle verticalizzazioni. I rosanero prendono quota e al 27' vanno alla conclusione con Acquah, che sfiora l'incrocio. Candreva esalta ancora Benussi al 32', su un ottimo suggerimento di Mutu, 3' più tardi Miccoli risponde, sfiorando il palo su punizione. Al 37' sembra fatta per il Palermo, poichè una parabola velenosa di Miccoli attraversa l'area, viene deviata da Parolo e giunge sul palo opposto, dove è appostato Silvestre che calcia da pochi metri e trova Ravaglia che gli nega la gioia di un gol certo. Prima del riposo bella azione 'alla manò del Palermo: da Acquah a Miccoli, ma Ravaglia si oppone con un altro miracolo. Nella ripresa, alla volontà e alla pazienza del Palermo, che continua però a commettere errori anche banali nella misura dei passaggi, il Cesena risponde con folate veloci che mettono i brividi alla difesa di casa: su una di queste, al 13', Candreva serve sulla destra Ghezzal, il cui cross viene deviato e si stampa sulla traversa, con Benussi nettamente battuto. Al 17' Benussi salva ancora su Mutu, a pugni uniti, ma il crack del Palermo è vicino e si materializza poco dopo il quarto d'ora: sull'incornata del romeno. Questa volta Benussi deve arrendersi. Passano un paio di minuti e Munoz, già ammonito, si fa espellere per un intervento su Eder. Il micidiale uno-due manda al tappeto il Palermo che non si risolleverà più.
LE PAROLE DI MANGIA - Non cerca scuse il tecnico del Palermo Devis Mangia. La prima sconfitta in casa, dopo sei vittorie di fila, fa male soprattutto per la cattiva prestazione dei rosanero contro il Cesena. «Abbiamo fatto una partita pessima - ha ammesso -. Abbiamo avuto un approccio sbagliato, forse l'abbiamo sottovalutata. Soprattutto abbiamo corso meno di loro e per le nostre caratteristiche questo è grave. Spero che questo ci serva da insegnamento, dobbiamo analizzare la sconfitta con serenità ma anche con attenzione». Il Palermo non è mai sembrato in grado di rientrare in partita. «Dopo l'espulsione di Munoz - ha proseguito - è stato tutto piu" difficile anche a causa degli infortuni di Balzaretti e Pisano, ma a prescindere da questo dobbiamo ammettere di avere fatto una cattiva gara. Dobbiamo giocare in un altro modo. Con questo spirito è giusto che non arrivi il risultato. Chiedo scusa ai nostri tifosi che ci hanno aiutato fino alla fine e ci hanno applaudito quando siamo usciti dal campo».
PARLA CAMPEDELLI - Lo scaramantico Daniele Arrigoni, tecnico del Cesena, preferisce non parlare con i giornalisti e allora arriva il presidente Igor Campedelli: «Questo allenatore ha saputo rigenerare la squadra - ha spiegato -. La nostra arma in più è Mutu, un giocatore fortissimo tecnicamente, ma deve dare più aiuto alla squadra. È questo che gli chiede Arrigoni. Per il momento gioca soprattutto da seconda punta, ha bisogno forse di una spalla. Vedremo di muoverci in questo senso». Secondo Campedelli, i rinforzi possono arrivare anche dal recupero degli infortunati. «Questa squadra ha molta qualità - ha detto -, ci manca il nostro capitano Colucci e anche Martinez infortunato. Siamo partiti male e sarà molto difficile tirarsi fuori da questa situazione. Per questo il nostro impegno deve essere doppio». Soddisfatto anche l'allenatore in seconda, Nicola Cancelli, che ha analizzato la gara dei suoi giocatori d'attacco: «Ghezzal ha fatto un'ottima prova in entrambe le fasi - ha detto -, anche Eder si è sacrificato molto oggi e speriamo che ritrovi al più presto il gol. L'importante è sottolineare l'impegno di tutta la squadra che non solo si è difesa bene ma è riuscita spesso a ripartire».




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