Totti si ferma in allenamento Palermo-Roma in dubbio
Non sembra conoscere fine l'emergenza in casa giallorossa: durante la seduta odierna si è bloccato il capitano
© LaPresseOSVALDO FUORI A PALERMO - Per il tecnico asturiano una pessima notizia che va ad aggiungersi a quella proveniente dalla sede della Federcalcio: la Corte di Giustizia ha infatti respinto il ricorso presentato dalla società contro la squalifica per 2 giornate inflitta a Osvaldo in seguito alla gara persa con l'Atalanta. L'italoargentino, quindi, dopo aver saltato il derby, dovrà restare a guardare anche col Palermo, e rientrerà all'Olimpico col Genoa. Stesso discorso per Stekelenburg e Cassetti, fermati dal giudice sportivo per un turno. L'emergenza sarà completata dalle assenze per infortunio di Burdisso (tornato a correre sul campo di Trigoria), Juan e Pjanic, mentre domani sarà sciolto il dubbio riguardante Taddei, alle prese col lavoro differenziato da due giorni per un indurimento al polpaccio destro. Insomma, per Luis Enrique quella in Sicilia rischia di diventare una trasferta con gli uomini contati.
LA SPIEGAZIONE DELLA ROMA SU OSVALDO - «La necessaria e convinta accettazione delle regole non significa al contempo rinunciare ad esprimere i propri convincimenti nelle sedi opportune». Questa la posizione della Roma in merito alla decisione delle Corte di Giustiza Federale di non accogliere il ricorso riguardo alle due giornate di squalifica inflitte ad Osvaldo in occasione della gara disputata a Bergamo contro l'Atalanta. La Roma, spiega attraverso la propria pagina ufficiale su Facebook, «non può fare altro che prendere atto di tale decisione». «Pur in un contesto che vede la società impegnata nel tentativo di improntare i propri comportamenti al massimo rispetto delle regole e delle sanzioni che la violazione di queste prevedono - aggiunge la nota pubblica dal club sul social network -, la Roma aveva ritenuto comunque di presentare detto ricorso, avendone ravvisato ampiamente i margini di accoglimento, contrariamente a quanto invece, ad esempio, ritenuto nel caso della squalifica del calciatore Marco Cassetti».



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