Abete: «Violenza inaudita. Questi non sono tifosi»
Il presidente della Figc: «Le norme e le immagini ci sono, ora mi auguro che non entrino mai più in uno stadio. Bene ha fatto Sculli a non togliersi la maglia»
© Foto PegasoDASPO IN ARRIVO - Verifica di tutte le immagini video registrate dalle telecamere di sicurezza, analisi delle centinaia di fotografie scattate allo stadio Marassi, identificazione dei responsabili degli episodi di violenza avvenuti durante Genoa - Siena, segnalazione di reati all'autorità giudiziaria e provvedimenti "di massimo rigore" a tutela dell'ordine pubblico, a cominciare dal Daspo (il divieto di assistere a manifestazioni sportive) nei confronti dei facinorosi. È questa la linea - secondo quanto si apprende in ambienti di polizia - entro la quale si muoveranno le forze di polizia dopo gli incidenti avvenuti oggi a Genova. Secondo quanto si è appreso, il materiale video a disposizione delle forze dell'ordine è imponente e la visione dei filmati avverà in tempi brevi, questa volta facilitata dal fatto che i teppisti da identificare sono per gran parte genovesi, già noti alle forze dell'ordine. La Questura di Genova non ha ancora circoscritto con esattezza i tipi di reato che gli ultras del Genoa hanno commesso oggi al Ferraris. "Prima vogliamo ricostruire nel dettaglio quanto è successo" ha detto il questore, Massimo Mazza. Tuttavia, anche alla luce del fatto che uno steward è stato portato in ospedale per essere medicato, è verosimile che scattino i reati di violenza, interruzione di manifestazione pubblica, atti vandalici, lancio di oggetti pericolosi, danneggiamenti. E altro.
LA RABBIA DI PETRUCCI - "Vergogna, vergogna, vergogna! Quanto successo oggi a Genova rappresenta ancora una volta il lato peggiore del calcio italiano". La condanna del presidente del Coni, Gianni Petrucci, per i fatti di Marassi arriva con una dichiarazione all'ANSA. "Sulla maglia non si tratta - aggiunge Petrucci - è stato commesso un sacrilegio dello sport". "Quello che le immagini televisive hanno portato in diretta nelle case di milioni di italiani - afferma nella sua dichiarazione all'ANSA Petrucci - è un ulteriore segnale del degrado morale da cui il sistema calcio in Italia deve al più presto prendere le distanze, allontanando quanti concorrono a minarne la serenità ". "La maglia è il simbolo intangibile di una squadra e non può essere nè offesa nè vilipesa o, tantomeno, oggetto di trattative. Aver chiesto e acconsentito di far togliere le maglie ai giocatori del Genoa rappresenta un sacrilegio sportivo di cui i colpevoli dovranno rispondere in ogni sede. Non è più tollerabile che il calcio possa essere infangato, colpito e avvelenato dagli incivili comportamenti di certi pseudo-tifosi che spadroneggiano negli stadi a dispetto di norme e leggi che andrebbero applicate con rigore e severità senza tolleranze di alcun genere. Ma anche di certi dirigenti che cercano in ogni occasione il sistema per aggirare le regole, modificarle a proprio piacimento, finalizzando tutte le loro iniziative all'interesse personale contro ogni principio etico e morale. È giunto il momento - conclude Petrucci - che le società di vertice recuperino rapidamente una leadership credibile e autorevole e con poteri diversi dall'attuale governance".
LE PAROLE DI TOMMASI - "Gli ultrà si ritengono i padroni: non è solo questione di fumogeni, è il ricatto sulla maglia che è inaccettabile. E il ricatto non è solo a Genova". È il duro commento di Damiano Tommasi, presidente Aic, sui fatti di Genova. "Forse sono gli stessi tifosi che hanno costretto Milanetto ad andare via", ha detto all'ANSA.




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7 commenti
INCOMPETENTE! non vali nulla di nulla! questo è anche il risultato del tuo operato! sei tu che hai fatto sprofondare il calcio nel fosso buio degli ultimi 6 anni!
abete DEVI ANDARTENE! DIMETTITI! sei un incopetente!
Daspo??? Ci vuole ma la GALERA!!!!
La ricetta sarebbe molto semplice, obbligare ogni uomo/tifoso a portare con se allo stadio la moglie e gli eventuali figli pagando un singolo biglietto per famiglia, poi vediamo se davanti a loro si comportano cos??!
dove sono le tue dimissioni? ogni domenica è un disastro.
Mi chiamo Abete Giancarlo, non dico nulla ma parlo.
Le solite frasi di circostanza... credo che ormai ne abbia a sufficienza per scrivere il manuale del perfetto dirigente incompetente.