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Doni: «Più equilibrio nei giudizi»

Doni: «Più equilibrio nei giudizi»
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© Foto Liverani
 
Il giocatore dell'Atalanta: «Prima dicevano che ero finito, ora che sono al top»
BERGAMO, 8 ottobre - Dal carrello dei bolliti al podio dell'eroe, il passo è stato fin troppo breve. Cristiano Doni, bandiera atalantina e ammazza Sampdoria con due assist e un gol, si gusta la rivincita su chi lo aveva criticato in maniera affrettata dopo un inizio di campionato sottotono. «La settimana scorsa scrivevano che ero in declino, adesso invece dicono che questo è il miglior Doni di sempre - sbuffa - Nel calcio italiano manca equilibrio nei giudizi, sembra una gara a chi la spara più grossa. Ben vengano le critiche, ma la stampa sbaglia quanto noi giocatori, se non di più».

DONI MATURATO
Del Neri, dopo la buona prova di domenica scorsa, aveva parlato di un "Doni che sta maturando": «Ha ragione, a 35 anni si può ancora maturare - ride l'interessato - Non si finisce mai di migliorare e devo ammettere che dieci anni fa, dal punto di vista tecnico, non ero ai livelli di oggi. Mai guai ad avere la presunzione di essere arrivati al top: significa che la parabola discendente è iniziata davvero».

TROPPI INFORTUNI
- Certo è che a Bergamo ha toccato livelli altissimi, impresa che non gli è riuscita altrove, alla Sampdoria e al Maiorca. «Sono stato frenato da infortuni piuttosto seri - spiega - Anche i campioni fanno fatica quando non sono fisicamente al massimo, figuratevi io». L'Atalanta però l'ha capito come nessun altro: «Ho sempre ricevuto offerte da grandi squadre, ma io sono pazzo e credo nell'Atalanta. Questa è la mia dimensione. Finirò qui la carriera, giocando finchè mi sentirò bene. Al dopo calcio penserò quando avrò smesso».

SOGNO ATALANTA
- Intanto è meglio godersi la classifica, che vede i nerazzurri a un solo punto dalla vetta: «Si può sognare - concede il capitano - anche se io domenica sera contavo ancora i punti di vantaggio sulla terz'ultima: sono ben nove, possiamo dormire sonni tranquilli». Vietato invece pensare all'azzurro. Per lui non è più tempo, meglio che Lippi dia un'occhiata ai compagni più giovani. «Vedrei benissimo Floccari, è pronto - osserva Doni, che nel 2002 disputò i Mondiali in Giappone - È maturato. Gli servirebbero anche i miei assist? Non scherziamo, l'Italia ha già giocatori con queste caratteristiche: io ho già dato».
 
 
 
 
 

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