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Conte: «Bari addio, volevo giocare in A con le mie idee»

Conte: «Bari addio, volevo giocare in A con le mie idee»
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© LaPresse
 
L'ex tecnico: «Avevo chiesto dieci nuovi elementi»
BARI, 23 giugno - « Volevo giocare in A con le mie idee: Conte è questo. La società era consapevole di cosa significasse sposare il mio progetto, sostenere la mia idea di calcio, lavorare con il mio staff, seguire precisi metodi di allenamento. Venuta meno la fiducia, ho preferito la risoluzione consensuale». Così l'ormai ex tecnico del Bari Antonio Conte ha spiegato all'ANSA le ragioni del divorzio dal club di Vincenzo Matarrese: «Non c'era più - ha aggiunto - la condivisione del progetto tecnico, sul quale ci eravamo trovati d'accordo solo tre settimane fa».

I RINFORZI - Sui dettagli del progetto tecnico per il Bari neopromosso Conte ha aggiunto: «Il 2 giugno avevo accettato di sottoscrivere un accordo con un ingaggio sontuoso e allo stesso tempo avevo avuto assicurazioni sullo sposare la mia idea di calcio. La campagna acquisti? Avevo chiesto dieci nuovi elementi, da Bari, alla nostra portata come Alvarez e Carobbio. Dovendo giocare nella massima serie, da allenatore, il mio dovere era mettere il cuore da parte e ragionare a mente fredda nelle scelte». «Voglio precisare che il successo non mi ha dato alla testa - ha puntualizzato - ma mi ha solo responsabilizzato di più. Le mie bussole nella vita e nella carriera sono state sempre l'umiltà, l'impegno e il sacrificio. Cose che mi accompagneranno sempre nella mia professione». «Ringrazio la società - ha detto Conte - per quello che mi ha fatto fare nell'ultimo anno e mezzo e il direttore sportivo Giorgio Perinetti che mi ha seguito nel mio percorso, raggiungendo risultati importanti. Ringrazio i tifosi e la città di Bari per le emozioni che mi hanno trasmesso. Questa squadra merita un progetto ambizioso, la seguirò sempre e le auguro le migliori fortune».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • iuventina9224/06/2009 12:57:30
    sempre grande il capitano!!!
  • mau74124/06/2009 11:01:42
    ho detto che moggi comprava campioni... sia chiaro... la bravura di lippi era proprio quella di allenarli e farli rendere al 110%.
  • mau74124/06/2009 10:58:45
    Mi sa troppa personalita per qualsiasi dirigente. Ma in quale società arriva l'allenatore ed i dirigenti giu sottomessi? Forse solo Mourinho nell'inter. Pure il buon Marcello si doveva accontentare di quello che comprava Moggi (la differenza è che Moggi spesso comprava campioni)
  • pinturio197623/06/2009 23:12:39
    Ecco di che pasta è fatto il nostro mitico CAPITANO!!!!Troppa personalità per i nostri piccoli dirigenti!!!Dispiace che in panca non ci sia tu!!Comunque forza CIRO!!!
     
     
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