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Mihajlovic: «Bologna, non devi avere paura»

Mihajlovic: «Bologna, non devi avere paura»
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© Foto Liverani
 
«Ho trovato un gruppo un pò demoralizzato. Le partite si possono anche perdere, ma tutti devono dare il massimo»
BOLOGNA, 7 novembre - Niente paura, c'è Sinisa Mihajlovic. Ecco lo slogan del nuovo Bologna. La prima volta non è mica male: la Roma. Un'emozione. «Per il fatto di essere venuto qua, ho provato già un'emozione molto bella - dice Mihajlovic - Per il resto, vediamo domani allo stadio: vedendo il pubblico e la squadra avversaria probabilmente mi emozionerò, ma non sono uno che ci fa molto caso. Sicuramente se vinciamo alla fine sarò molto emozionato». La cura Sinisa, dicono, si vede già: «Il primo giorno i ragazzi erano un pò demoralizzati e abbattuti, ma giorno dopo giorno li ho visti sempre meglio e si sono sempre allenati con intensità. Ho parlato con loro, tutti assieme e ad ognuno singolarmente: gli ho fatto capire la mia idea del calcio, sia l'aspetto tattico che il modo in cui si devono comportare sul campo. Voglio trasmettere alla squadra il mio carattere, che so non essere facile ma alla lunga è vincente: io sono uno che non molla nè si abbatte mai, ma combatte sempre. Ho spiegato ai ragazzi che le partite si possono anche perdere, ma bisogna sempre dare il massimo: allo stesso modo, la mia squadra non deve mollare mai e non deve avere paura di nulla. Tra l'altro, hanno già dimostrato di potersela giocare, non solo nella partita contro la Lazio, dove hanno giocato alla grande, ma anche in altri spezzoni di di gara, dove hanno combattuto bene: bisogna riuscire ad essere più costanti. Solo con una grande intensità possiamo combattere con la Roma e uscire vincitori: loro hanno anche cambiato modulo ma questo non ci deve importare, la cosa che conta di più è avere noi per primi le idee chiare. Ho spiegato ad ognuno cosa deve fare in fase offensiva e difensiva: tutti devono sapere quali sono i propri compiti in ogni momento, in fase offensiva e difensiva. Tutto dev'essere chiaro, e lo è, poi gioca chi si merita di giocare e non ha paura: non posso capire un giocatore che abbia paura della partita di calcio, può essere anche il migliore del mondo ma se in quel momento ha paura non lo faccio giocare».

LA ROMA
- È chiaro che «in quattro giorni non si può fare più di tanto. Ho lavorato sul piano psicologico - continua il tecnico - per cercare di cambiare mentalità, far capire che non c'è bisogno di aver paura e spiegare alcune cose tattiche. I ragazzi sono tranquilli, sanno cosa devono fare, ognuno ha un compito preciso. La cosa importante in un momento come questo è non avere paura: non la devono avere, e in questo modo sicuramente faranno bene e giocheranno tranquilli. Ho lavorato su questo e, vedendoli allenarsi e apprendere, sono fiducioso: la Roma per batterci deve fare sicuramente una bella partita, perchè sono convinto che i ragazzi domani daranno il massimo». Poteva essere una specie di derby della crisi, poi la Roma ha battuto il Chelsea in Champions. «Nei primi trenta minuti la Roma non è andata tanto bene, poi il calcio è così: se una squadra non riesce a fare gol nonostante crei buone occasioni, va a finire che lo subisce. E il primo gol della Roma sembrava uno di quelli subiti dal Bologna a Cagliari: sul cross Panucci era da solo, sono errori che fanno anche grandi squadre e grandi giocatori, altrimenti tutte le partite finirebbero 0-0».

TOTTI E GLI ALTRI
- Se dovesse giocare Totti, gli riserverebbe un trattamento particolare in campo? «Se sta bene fisicamente, è un grandissimo campione in grado di fare la differenza. Adesso non sta molto bene, ma è pur sempre un giocatore esperto, furbo e abile tra le linee: non gli dobbiamo lasciare spazi nè la possibilità di girarsi perchè ha un gran tiro. Bisognerà stare molto attenti a lui, è il loro giocatore migliore, ma anche i vari Vucinic, Perrotta, Pizarro sono grandi giocatori: la Roma è una delle migliori squadre del campionato».

SPALLETTI
- Ed è stata la sua avversaria degli ultimi anni, ma questa volta Sinisa non ha a disposizione un fucile calibro Inter. «Ma l'importante è prendere bene la mira: se colpisci nel giusto non hai bisogno di un fucile. Basta una pistola ad acqua: se lo prendi nell'occhio l'avversario non ti vede». Come valuta Spalletti, il tecnico della Roma? «È un ottimo allenatore e lo ha dimostrato, ha fatto la gavetta allenando anche piccole squadre, poi ha raccolto grandi risultati con l'Udinese e la sua Roma negli ultimi due o tre anni ha giocato il miglior calcio in Italia: è stato sfortunato nel trovare un'Inter fortissima sulla sua strada, altrimenti avrebbe vinto di più. Ora è un pò in difficoltà ma con una squadra di grande qualità come la sua ne uscirà fuori, anche se non credo che arriverà tra le prime quattro».

MODULO
- Ha un modulo preciso in testa? «Sì, uno con cui cominceremo la gara, ma non significa che la finiremo anche in quel modo: dipende da come va la partita. Domani giocheranno quelli che mi danno più garanzie, a livello di esperienza, ma ho visto bene tutti i giocatori e ci sarà spazio per tutti. Di sicuro non recupero nessun infortunato: forse a Siena potrà rientrare Mingazzini, con la protezione di una maschera». Rivedendo le partite che il Bologna ha giocato sin qui, ha avuto l'impressione che i giocatori non abbiano dato il massimo? «Cos'è il massimo? Secondo me l'hanno dato, ma penso anche che si possa dare sempre di più. Più che altro, in certe partite con un pò più di coraggio si poteva uscire con un pareggio anzichè con una sconfitta: penso per esempio a quella con l'Inter, dove l'impressione è che avendo perso 2-1 qualcuno possa avere immaginato di aver limitato i danni. Ecco, secondo me è meglio anche perdere con un passivo maggiore, ma essere più cattivi e determinati in campo».
 
 
 
 
 

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Commenti

  • giuggiolo08/11/2008 03:02:09
    che pagliacciata .... si vede chiaramente che l'allenatore del bologna è mancini .... ora prenderà stipendio dall'inter.. e dal bologna..... ma non era stressato psicologicamente ????
     
     
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