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Papadopulo: «Non ci arrendiamo»

Papadopulo: «Non ci arrendiamo»
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© Foto Liverani
 
Il tecnico del Bologna: «Dobbiamo lottare su ogni pallone»
BOLOGNA, 18 aprile - Sette partite per salvare il Bologna, ora terz'ultimo a un punto dal Torino. Dietro c'è l'abisso, con Lecce e Reggina nelle stesse condizioni. Questo lo scenario in cui è iniziata l'avventura di Giuseppe Papadopulo sull'ex panchina di Mihajlovic. E domani la prima tappa della scalata finale è a Palermo, dove il tecnico toscano ha allenato tre anni fa. «Anche a questo punto del campionato il ruolo di un allenatore è importante nella misura in cui i giocatori riescono a seguirlo - è stato il commento di Papadopulo - Farò quindi il possibile per essere credibile e per far sì che loro abbiano più certezze che dubbi. C'è da migliorare l'attenzione e da riacquistare l'autostima che un mese e mezzo fa questa squadra aveva e che poi per qualche ragione, anche inconscia, è andata scemando. Se il futuro dipende dalle premesse, sono ottimista. Questa poi non è la situazione più difficile che ho affrontato in carriera, ma una delle più difficili, se rapportata al lasso di tempo a disposizione per poter intervenire. Ma questa squadra, secondo il mio modo di vedere e a detta anche di chi mi ha preceduto, ha valori che non sempre sono emersi, come a volte nel calcio succede».

PRIMO TEST - Nella prima settimana da tecnico rossoblù, inoltre, Papadopulo ha già fatto sentire la propria presenza su tutti i fronti. Il primo: vedere la squadra in campo, anche se solo nella partitella di giovedì contro la Primavera: «Non mi aspettavo cose straordinarie - ha raccontato l'ex tecnico della Lazio - ma solo di poter valutare l'apprendimento dei ragazzi impegnati in una dislocazione in campo che poteva rappresentare per loro una novità. Al di là del numero di gol, sono soddisfatto: bisogna cercare di incrementare la brillantezza che dovrebbe consentirci di ottimizzare l'applicazione di questo modulo. L'umore del gruppo? Non potevo certo aspettarmi uno spogliatoio allegro. I ragazzi sono consapevoli del momento particolare e credo che abbiano i connotati giusti, sia morali che tecnici, per poterne venire fuori».

SUI TIFOSI - Il secondo: tranquillizzare i tifosi: «A fronte di una loro richiesta non potevo rifiutare di avvicinarmi e dare loro la possibilità di scambiare due parole. Penso sia stato uno scambio impostato sulla fiducia reciproca, che deve esserci in questo momento: il Bologna in serie A è un patrimonio per tutti, nessuno escluso».

GLI INFORTUNI - Il terzo problema: le assenze importanti. Contro il Palermo, infatti, mancherà in porta l'infortunato Antonioli: «Abbiamo fiducia nel suo collega Colombo, che mi è stato riferito essere in possesso di grosse doti. Ne ha perorato la causa lo stesso Antonioli: proprio lui mi ha detto che l'eventuale sostituzione non sarebbe stata traumatica perché Colombo dà ampie garanzie». In difesa, poi, mancano Bombardini, Castellini e Britos (per lui stagione finita). Ecco allora l'idea della linea a tre Belleri-Terzi-Moras, con Zenoni e Valiani esterni di centrocampo a dare una mano. Al centro Mudingayi, Volpi e Amoroso, dietro alla coppia d'attacco Di Vaio-Marazzina.

QUESTIONE DI TESTA - Ma fondamentale sarà l'approccio mentale: «Voglio vedere la lotta su ogni pallone in tutte le zone del campo: su questo non transigo - ha puntualizzato Papadopulo - Le mie squadre magari possono attraversare momenti più o meno felici, ma sotto l'aspetto della professionalità, dell'impegno, della dedizione, dell'attaccamento ai colori difficilmente hanno eguali. Dal Bologna pretendo una lievitazione in questo senso: non che prima non ci fossero queste caratteristiche, ma ora pretenderò ancora di più».

BASTA FIGURACCE - Per non ripetere la brutta figura fatta col Siena: «Una partita approcciata in maniera diversa da quanto programmato, come nel calcio a volte succede. Ma questa squadra è stata protagonista di buone gare, anche contro squadre importanti: se non ci fossero valori sarebbe stato difficile proporsi in questo modo. Solo, certi risultati non sono stati confermati nel momento in cui ce ne sarebbe stato bisogno. L'organico ha buona qualità e deve essere messo in condizione di esprimersi al meglio».

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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