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Moggi: «Ho detto no al Bologna»

Moggi: «Ho detto no al Bologna»
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© LaPresse
 
Abete frena sul ritorno dell'ex dg della Juventus
BOLOGNA, 30 giugno - Moggi ha detto no al Bologna: «Non collaborerò con la società», ha detto l'ex dg bianconero al termine del suo incontro con la Menarini. Si chiude così la giornata molto intensa vissuta da Moggi, in bilico tra la voglia di tornare come consulente e quella di restarsene fuori dal mondo del calcio.

LA VICENDA - Consulente, più o meno ufficiale, della proprietà, mediatore per una cordata pronta ad entrare nella società, o impegnato economicamente in prima persona. Naviga tra questi tre ruoli quello che Luciano Moggi dovrebbe interpretare nel Bologna. Nulla di ufficiale, la famiglia Menarini ha taciuto (come nei giorni scorsi) e mentre in città montava la protesta i cronisti rincorrevano l'ombra dell'ex dg della Juventus da un capo all'altro di Bologna. In linea con il personaggio, ci sono state soltanto voci per tutta la giornata. Arriva da Napoli col treno delle 17.30, è arrivato con un aereo privato, è gia ripartito dopo essere stato da un notaio assieme ai Menarini, sta cenando con loro in un posto segreto. Così i cronisti hanno girato tra la stazione, l'aeroporto, gli hotel Sheraton e Carlton, il Centro tecnico di Casteldebole, dove i Menarini sono rimasti fino alle 17.40, la sede della Cogei, azienda dei costruttori bolognesi che sono rimasti da soli a gestire il Bologna dopo l'uscita di Alfredo Cazzola.

TIFOSI DEL BOLOGNA CONTRARI - Bologna non ha una tifoseria particolarmente calda, però un gruppetto è arrivato davanti al Carlton per fare sapere «di non volere veder Moggi neppure in cartolina». E uno striscione contro il suo arrivo è stato attaccato all'esterno della curva Bulgarelli, quella che fino a qualche settimana fa si chiamava Andrea Costa e che è sempre stata il 'cuore' dello stadio Dall'Ara. E il primo passaparola è stato quello di disertare la campagna abbonamenti. Proprio nell'anno in cui il Bologna celebrerà il centenario. Moggi, in un'aula giudiziaria a Napoli per Calciopoli, non è stato troppo prudente, in pratica ha confermato il rapporto: «Bologna è una bella città: mi fa piacere che ci siano tante persone che hanno fiducia a parlare con me», ha detto.

«POTREI DARE QUALCHE CONSIGLIO...» - E ha spiegato di essere in grado di «fornire una consulenza una tantum; un consiglio posso anche darlo, mi farebbe piacere». Peraltro ha trovato anche una minoranza di sostenitori nella città dove è sempre stato accusato di aver provocato la retrocessione in serie B del Bologna quando alla guida c'era Giuseppe Gazzoni, che da questa avventura è uscito stritolato anche economicamente. Meglio un buon campionato con Moggi, che farà arrivare buoni giocatori (si è subito parlato di Nedved) piuttosto che finire in B con i Menarini, ha detto qualcuno su Internet, ricordando che finora il Bologna non ha avuto un solo rinforzo per una squadra che nell'ultimo campionato si è salvata per miracolo e dopo un cammino desolante con tre allenatori diversi. Anche la politica si è espressa contro l'ipotesi Moggi (le deputate Pd Donata Lenzi e Sandra Zampa hanno preannunciato una interrogazione parlamentare), ma domani la città dovrebbe sapere. La società ha convocato una conferenza stampa alle 11, nell'unica comunicazione di una giornata convulsa.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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