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Zenga. «Non abbiamo finito di sorprendere»

Zenga. «Non abbiamo finito di sorprendere»
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© Foto Liverani
 
Il tecnico del Catania: «Contro la Lazio nessuna contromisura particolare»
CATANIA, 1 novembre - «Ma secondo voi finora è stato facile il nostro campionato?». Walter Zenga alza la voce e difende il Catania. Va bene che il pareggio con il Siena e il 2-0 rifilato dall'Udinese sono stati due brutte parentesi, ma addirittura dire che la sorpresa Catania si è ormai esaurita e ritorna al livello che le compete... No, a Zenga proprio non va giù. «Cosa vuol dire che adesso iniziano le difficoltà? Non mi sembra che fino ad oggi sia stato tutto facile. Mi trovo allibito di fronte a queste considerazioni: uno cosa deve fare allora? Lavorare per perdere o retrocedere? Far vincere gli altri sette a zero? Noi- continua il tecnico rossoazzurro- ce la siamo sempre giocata senza pensare alla posizione in classifica, andiamo avanti per la nostra strada. Affermare il contrario cosa significa? Che il Catania merita di perdere con tutti perchè è una squadra scarsa? Meno male che i miei giocatori non la pensano così e vogliono arrivare a 40 punti il più velocemente possibile. Solo a quel punto ci guarderemo intorno». Grinta, caparbietà, aggressività: il Catania ha proprio copiato la personalità del proprio allenatore. Statistiche alla mano, infatti, viene fuori che la squadra siciliana è la prima nella classifica dei falli. «Sì, è la nostra caratteristica, però ci sta e va detto che nelle ammonizioni siamo sempre stati visti con un occhio differente rispetto alle altre situazioni di gioco. Bisognerebbe stabilire bene quando escono i cartellini gialli, sarebbe bello vedere in quali occasioni e per cosa viene ammonito un giocatore».

LA MENTALITA' - La squadra che ha commesso più falli contro quella che ha il miglior attacco, la Lazio di Delio Rossi, che domenica ospiterà proprio i catanesi. Contromisure particolari? Anche qui Zenga tira fuori le unghie. «E quale può essere un accorgimento particolare? Un raddoppio di marcatura o una difesa a uomo? È chiaro che si guarda sempre alla situazione che ci si trova di fronte e si cerca di stare più attenti. Però poi guardi cosa ha fatto Zarate mercoledì, tanto per fare un esempio: si è marcato tutto il Chievo, poi è uscito e ha dribblato tutta la curva per fare alla fine il cross per Pandev. Se si marca stretto uno come lui, restano sempre Pandev, Rocchi, magari Foggia...». Insomma, il messaggio è chiaro, nessun catenaccio. Non è proprio nelle caratteristiche di Zenga. Una cosa da cambiare è sicuramente la mentalità in trasferta, visto che «al Massimino i giocatori sono più sfrontati, la gente dà coraggio e loro rischiano di più. Bisognerebbe cambiare questo trend mentale», dice Zenga. A questo punto, individuate le contromisure («Speriamo»), si passa alla situazione indisponibili. Con una lista sempre più lunga. «Dica, Llama, Tedesco che è stato squalificato, Silvestri che farà una prova, Alvarez, Spinesi. Restiamo in 18 contati, ma non c'è problema», assicura il tecnico.
 
 
 
 
 

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