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Catania, Zenga: «Io la Roma voglio sempre batterla»

Catania, Zenga: «Io la Roma voglio sempre batterla»
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© LaPresse
 
Il tecnico: «L'anno scorso ho solo salvato la mia squadra e invece hanno detto che ho tolto il titolo alla Roma»
CATANIA, 20 dicembre - «Io la Roma voglio sempre batterla». Ecco il pensiero di Walter Zenga prima della sfida fra il suo Catania e i giallorossi. Niente di personale, però. Qui il 7-0 di due anni fa e l'aiutino che, si dice, abbia voluto dare alla sua Inter l'anno scorso non c'entrano. «Mi sembra logico pensare questo per un allenatore che lavora e ama il posto in cui vive». Niente di più, solo furore professionale. E poi la stima per un tecnico come Spalletti, ammirato e seguito da tempo, da «quando io giocavo a Padova e lui allenava l'Empoli in modo perfetto. Fa quadrare ogni cosa, ha portato la Roma a livelli assoluti e lo considero, professionalmente, un mio punto di riferimento».

LE POLEMICHE
- Ecco perchè le precisazioni assumono un doppio significato. Zenga non vuole sentir parlare di "aiuti". «So che a Roma si è parlato molto dell'ultima partita dello scorso campionato, l'1-1 contro i giallorossi. Ho letto che io ho regalato lo scudetto all'Inter o, se preferite, che ho impedito alla Roma di arrivare al tricolore. Io ho solo fatto salvare il Catania». Tutto qua. Per spegnere le polemiche di una settimana difficile, condita da esternazioni che sarebbe stato meglio evitare. «So che a Roma ci sono persone attente a queste cose e penso che nessuno voglia insistere nell'alimentare polemiche in un calcio dove le trasferte sono vietate. Mi dispiace che i tifosi della Roma non saranno allo stadio. Io sono per il tifo a favore della propria squadra, non per quello contro l'avversario. E poi in tv e sui giornali si creano sempre casi, come quello di Plasmati con i pantaloncini a metà coscia. Se ne parla ancora oggi, invece di dare spazio a cose più concrete. Dovremmo fare noi il primo passo».

DICA
- Intanto è sulla buona strada Dica, che si era dato per perso solo qualche settimana fa. E che invece sta facendo vedere voglia e capacità insperate. «Gli ho detto: se torni in Romania da sconfitto che ci guadagni? Lavora per rinascere qui. Sei ancora in tempo». E sembra proprio che le parole di Zenga abbiano avuto qualche effetto. Ora manca solo la fiducia in se stesso, ma quella si può trovare solo sul campo. Magari con la Roma. È stato convocato, di sicuro sarà in panchina. «C'è la voglia di chiudere bene l'anno - conclude Zenga - abbiamo le nostre qualità e faremo di tutto per vincere».
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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