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Atzori: «Catania, ripagherò la fiducia»

Atzori: «Catania, ripagherò la fiducia»
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© Foto Liverani
 
«Mi hanno cercato Livorno e Palermo, ma ho mantenuto la parola»
CATANIA, 12 giugno - Un debutto, ma anche un ritorno. Gianluca Atzori, nuovo allenatore del Catania, presentato ufficialmente oggi nella sede sociale, vede schiudersi le porte dell'esordio su una panchina di serie A. Reduce da una stagione a Ravenna conclusa con l'eliminazione nei play off di Prima Divisione in Lega Pro, Atzori, 38 anni, ha firmato un contratto biennale riannodando il filo che lo legava ai colori rosso-azzurri: vice di Baldini e Zenga nel campionato 2007-2008, torna adesso per assumere la guida in prima persona della formazione etnea. «Voglio ripagare la fiducia che mi è stata accordata - spiega il tecnico assistito dall'agente Fifa Sabatino Durante, che per Atzori ha ricevuto proposte anche da Livorno e Perugia - e cercherò di farlo affidandomi ai principi che hanno sempre guidato la mia carriera: serietà e lavoro. Ho imparato qualcosa da ciascuno degli allenatori con i quali ho avuto modo di condividere un'esperienza lavorativa, sia da giocatore che da assistente, ma l'annata trascorsa qui a Catania con Baldini e Zenga è stata senza dubbio quella che mi ha insegnato di più».

ALTRO DERBY
- Per Atzori, giunto a rimpiazzare Zenga, trasferitosi al Palermo, è nato un altro derby tra il Catania e la società rosanero, che lo aveva cercato prima di individuare nell'ex 'Uomo Ragno' il sostituto di Ballardini: «Zamparini ha accennato a una telefonata intercorsa tra noi due e io non posso che confermarla - rivela Atzori -. Il presidente mi ha cercato per chiedermi se ero disponibile, ma io ho risposto che avevo già un impegno con un'altra squadra, senza specificare quale. Volevo onorare la parola data. Tornando a Catania, sapevo di andare a lavorare con una dirigenza che sa metterti nelle condizioni ideali per svolgere il tuo compito».

ALLENATORI EMERGENTI
- L'ingaggio di Atzori conferma la tendenza, diffusasi all'estero e in Italia, che vede molte società affidarsi ad allenatori emergenti: «Il fatto che ci siano altri colleghi nella mia situazione - dice il diretto interessato - mi permette di avere meno pressione addosso. Cercherò di trasmettere al gruppo la mia mentalità. Al di là dei moduli, voglio un calcio aggressivo e una squadra che sappia giocarsela alla pari con tutti. La fascia di capitano? Continuerà a girare tra gli elementi in organico, la soluzione adottata lo scorso anno mi sembra convincente. Il mercato? Massima sintonia con la società. Sono arrivati ottimi giocatori e altri ne arriveranno. È prematuro dire se porterei qualcuno con me da Ravenna. Prima ne devo discutere con i dirigenti e poi eventualmente se ne riparlerà».
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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