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BOLOGNA - È un Cesena che ha il dubbio Candreva quello che domani sfiderà il Bologna in un derby importantissimo per i bianconeri. Il centrocampista infatti ha ancora la febbre e non si è allenato ma si spera di recuperarlo. Se ce la farà via libera al 4-3-1-2 che prevede appunto l'ex juventino come rifinitore alle spalle del duo di attacco Mutu e Malonga. Altrimenti spazio al 4-4-2 con il rientrante brasiliano Martinho a sinistra a centrocampo. Alla vigilia del derby emiliano-romagnolo, Daniele Arrigoni - fresco mister sulla panchina bianconera - ricorda senza troppa enfasi i trascorsi bolognesi, impreziositi da una promozione dalla B alla massima serie, pronto com'è a rendere dura la vita ai cugini emiliani e a far ripartire il suo Cesena ancora a a secco di vittorie in campionato. "
A Bologna per me è stata una importante esperienza professionale - osserva il tecnico romagnolo
- ma io ho sempre tifato Cesena: qui sono nato, qui ho giocato e ora alleno. Farò di tutto e di più per salvare i bianconeri, possiamo farcela. Certo - argomenta -
dobbiamo ricominciare a ragionare, con grinta, determinazione, voglia di fare. Con queste condizioni possiamo giocarcela ovunque, altrimenti perdiamo da chiunque". Sistemato il passato, Arrigoni spiega come abbia cercato di ricaricare una squadra desolata e ultima in classifica. "
Ho lavorato tatticamente ma molto anche sull'aspetto psicologico - precisa -
parlando con tutti i ragazzi e ho trovato buona diponibilità. Ho fatto leva anche sull'amor proprio dei miei giocatori. I segnali mi pare ci siano. Il Bologna - chiosa Arrigoni -
non ha nulla più di noi, certo la classifica dei rossoblu è migliore ma a loro in alcune occasioni ha girato anche bene. A noi mai, basta ricordare due settimane fa contro il Lecce".
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